“Viaggio in Italia” Goethe

johann_heinrich_wilhelm_tischbein_-_goethe_in_der_roemischen_campagnaA ormai più di 200 anni dalla sua pubblicazione nel 1816 “Il viaggio in Italia” di Goethe sembra quasi contemporaneo; qui parla di un’Italia che spesso nemmeno l’italiano riesce a vedere; della scoperta del paesaggio italiano come immagine e rappresentazione, come quadro, apparenza e visione integrata. Un paesaggio che è anche manoscritto di un’identità culturale di un popolo quasi uno scrigno prezioso della sua cultura. E le pagine di Goethe trasmettono al lettore sguardo, percezione, esperienza per vedere le cose nel mondo come sono “nel Paese della gioia e della bellezza”. Infatti “Viaggio in Italia” aiuta a vedere le tante magnificenze del nostro Paese con le quali conviviamo e paradossalmente corriamo il rischio di guardarle e non vederle. Fornisce, inoltre, ai potenziali viaggiatori tedeschi uno sguardo nuovo sull’Italia, supportato da dipinti e quadri con osservazioni competenti sulla natura, sulla cultura e anche gli stilli di vita delle persone che vivono in un paesaggio nel quale sono autori, protagonisti e testimoni e quasi non se ne accorgono. “Viaggio in Italia” rappresenta un prototipo di letteratura di viaggio, nuovo e diverso dai tanti diari del secolo precedente, perché registra accanto alle esperienze di conoscenza diretta delle opere del patrimonio dell’arte classica nel loro contesto anche acute osservazioni sulle caratteristiche d’identità e sulla cultura delle popolazioni del sud (Napoli e Sicilia), allora pressoché sconosciute ai tedeschi. Insomma, Goethe descrive e parla dell’Italia in maniera anche dettagliata e astratta, con paragoni e metafore:

“Conosci la terra dei limoni in fiore, dove le arance d’oro splendono tra le foglie scure, dal cielo azzurro spira un mite vento, quieto sta il mirto e l’alloro è eccelso, la conosci forse?”  Goethe