Venere e Amorini di Paolo Sala

Questo  dipinto ad acquerello su carta rappresenta Venere e Amorini del 1920 circa,  firmato in basso a sinistra dall’artista milanese Paolo Sala. L’opera è deliziosa,  poetica ed estremamente delicata,  ritrae  Venere seduta  e circondata da angioletti che giocosamente le legano i polsi dietro la schiena e la festeggiano; la scena è ambientata all’aperto ed è inserita in un paesaggio primaverile;  le figure sono vicino ad una pianta di ciliegio in fiore, con un paesaggio pianeggiante solcato da un fiume sullo sfondo. I tre amorini gongolanti e Venere sono resi con grande maestria,  con perfette morbide anatomie, amplificate nelle pose fluide e nelle ingenue, giocose espressioni.

Paolo Sala nasce a Milano il 24 gennaio 1859 da una nobile famiglia brianzola. Fu allievo di Camillo Boito e dopo aver studiato architettura all’Accademia di Brera (lo fece soprattutto per volere del padre che aveva un’impresa di costruzioni), si dedicò  alla pittura cominciando con soggetti di storia prima e al successivamente al paesaggio. Infatti, viene considerato soprattutto come pittore di paesaggi. Alla sua prima apparizione ottenne il premio Mylius con il dipinto Il tramonto del 4 giugno 1859, un dipinto che raffigura il dopo della battaglia di Magenta. Espose un po’ in tutta Italia, a Milano, Venezia, Napoli, Roma e partecipò a molte manifestazioni in molte citta europee come Parigi, Berlino e Londra. Intraprese molti viaggi in Russia, in Olanda e in Sudamerica, dove riuscì a guadagnarsi la fama e importanti  contratti con dei mercanti d’arte. In Russia entrò nelle grazie dello Zar e ricevette molte committenze e incarichi. Dipinse insieme al fratello Elia, scultore di murales, per il Palazzo d’inverno dello Zar e partecipò alla decorazione del conservatorio imperiale di San Pietroburgo. In Russia ottenne la cattedra di pittura all’Accademia di Mosca e fece molte esposizioni e buona parte delle opere furono acquistate dallo Zar e dalla nobiltà e i guadagni servirono ad aiutare i pittori russi più indigenti. Nel 1911, a Milano, fu fondatore e presidente del Gruppo degli Acquarellisti lombardi, la sua tecnica preferita e realizzò dipinti di scene veneziane e di ogni genere, paesaggi e ritratti e oltre all’utilizzo dell’acquerello, utilizzò pastello e olio. Sono molti i dipinti di squarci di città di vari paesi europei trattati da Paolo Sala. La pittura ha avuto il soppravvento nella sua vita ma  anche se non aveva completato gli studi, non disdegnava l’idea di fare l’ architetto anche in Argentina a Buenos Ayres. Paolo Sala fu invidiassimo per il successo mercantile e fu molto attivo anche nel sociale. Spesso la sua pittura canonica veniva considerata  sommaria e  irrequieta ma la passione per il pennello era tale da regalargli successo di pubblico e di mercato.