Feb 07

“Il bacio” di Hayez

Da novembre Gallerie d’Italia a Milano ospita quadri di Francesco Hayez per metterli a disposizione di tutti; grazie a prestiti eccezionali, ai dipinti più noti si affiancano opere mai viste o non più esposte dall’Ottocento, come l’inedito accostamento delle tre versioni del celeberrimo “Il bacio”. Il pittore ha attraversato l’Ottocento, e il suo talento e il suo stile l’hanno consacrato come il cantore della bellezza e dell’amore. E’ uno dei più grandi interpreti dei valori risorgimentali perché il suo era un linguaggio in cui l’Italia poteva riconoscersi, oltre ad essere l ‘espressione di sentimenti così universali da essere ancora attuale.

Le sezioni della mostra riflettono la versatilità e l’eclettismo di un artista padrone di diversi generi: la pittura storico, il ritratto, la mitologia, la pittura sacra e un ambito allora di gran moda come l’orientalismo, sino a giungere a composizioni di nudo femminile dove trionfa quella potente sensualità che lo rende unico nel panorama del Romanticismo italiano ed europeo. Uno dei suoi dipinti più famosi è appunto “Il bacio”: il suo segreto sta nella forza in cui ha saputo interpretare un tema universale che aveva assunto allora anche un significato politico, rappresentando l’abbraccio delle due nazioni, l’Italia e la Francia, la cui alleanza aveva consentito di realizzare la nostra unificazione nazionale. Un bacio vero, sensuale, ma che nelle lucide pieghe della sua allusivi lascia trasparire un sentimento di sorpresa inquietudine, tale da poter trascinare le vicende personali e quelle pubbliche.

Gen 13

Ceramiche

14489824089594La ceramica, dal greco κέραμος, è l’arte di costruire vasellame con pasta argillosa. Le origini dell’arte ceramica si perdono nella storia. Gli egiziani usavano l’argilla formata dalle inondazioni del Nilo che si presentava egregiamente alla lavorazione di stoviglie o statue; Questa tecnica passò dagli Egizi ai Fenici, e poi ai Greci che la perfezionarono e ne fecero un’arte. I vasi greci erano abilmente decorati prima con figure nere su sfondo rosso, più tardi il contrario. La novità della ceramica etrusca fu quella del rilievo che si estese perfino nel Mondo Romano. La tecnica della terracotta venne utilizzata dagli Etruschi per realizzare statue, colonne, urne funerarie e qualsiasi oggetto domestico. Con il passare del tempo in tutto il mondo si scoprirono nuove tecniche e metodi decorativi. Dalla Cina all’Oriente Islamico, dalla Spagna all’Italia si sviluppò un procedimento che ricopriva le terrecotte di una sostanza vitrea che le rendeva perfettamente impermeabili e lucide; questi venivano chiamati “Maioliche”. I misteriosi disegni geometrici di gusto orientale e i riflessi metallici delle decorazioni rosse e blu si ingentilivano nelle imitazioni italiane.

Intorno al XV secolo nacque una forma di produzione nuova ed originale per gli occidentali, la “terracotta invetriata“, che raggiunse grandi espressioni artistiche. L’abilità dei decoratori arrivava a copiare quadri di celebri pittori in mezzo a decorazioni di fiori e di foglie. Ogni città aveva la sua <Manifattura> sotto la protezione del signore locale che orgogliosamente ostentava i suoi prodotti. Le Manifatture Medicee producevano già dal XVI secolo bellissime porcellane, ma questa tecnica era gelosamente custodita; solo nel XVIII secolo venne rivelato da Bottger il segreto della fabbricazione della porcellana che segnava il punto d’arrivo di paziente ricerche.

La coppia di vasi proposta nell’immagine fa parte proprio della produzione delle Manifatture Medicee in porcellana a fondo oro. Il corpo è a cratere, bugnate nella parte inferiore e finemente decorato con otto tableu raffiguranti fiori dipinti in policromia. Questa manifattura risale agli anni ’50, proviene da una dimora privata milanese e reca sul fonda la scritta “campione” in blu.

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Gen 11

Mobili nel ‘700

consolle-baroccaSeguendo il movimento architettonico, le forme del mobilio subiscono una lenta trasformazione. Nel periodo gotico, i mobili hanno forme molto geometriche e composte, mentre con il ‘400 vi è un abbandono della nervosa tensione gotica per ritornare alla pacata fermezza delle forme romane. Un cambiamento radicale di stile si presentò con l’accrescersi della potenza politica e delle ricchezze, col rafforzarsi del bene economico, aumenta così l’orgoglio e l’ambizione che si riflettono nel viver cittadino e soprattutto nelle arti. Lo stile rigoroso e rigido che conteneva la struttura del mobile ora si muove in una più ricca varietà di ritmi, di armonie e di elementi architettonici; vi è un’eccessiva cura al particolare decorativo, dunque i mobili sono carichi di intagli e sculture, di intarsi e dorature. Così si sviluppa un amore per le forme rigogliose, per le ricche ornamentazioni, per gli ambienti fioriti ed esuberanti che avrà il suo culmine nel periodo del Barocco.

Nel XVIII secolo è facilmente distinguibile il mobilio veneziano per l’introduzione della laccatura; il mobile laccato, in questo periodo, è un privilegio di certe classi benestanti che ne commissionano il disegno e la decorazione ad importanti pittori come Guardi o Tiepolo per arredare le dimore cittadine. Al centro dei pannelli vengono rappresentate scene allegoriche o paesaggi con figure alla maniera dei vedutisti veneti. Anche il mobilio genovese può essere distinguibile per la rappresentazione dell’ulivo ed altre essenze locali; nonché per le caratteristiche di leggiadra eleganza.

Da prendere in considerazione sono anche i mobili francesi, rilevanti per nuove creazioni, come la tavola scrittoio,il comò e il piccolo tavolo. Spesso il mobilio viene adornato con materiali preziosi, come tinto, avorio, madreperla; classica è la decorazione a foglie e fiori. A seconda di chi regnasse in Francia durante questo periodo, Luigi XV o Luigi XVI, vi sono piccoli cambiamenti di stile in base al gusto, se più impreziosito o meno.

Queste sono, in linea generale, le principali caratteristiche di stile artistico del XVII secolo nell’arredamento.

Gen 06

Lampadario Impero

14519451968334La storia dell’arredamento si sviluppa di pari passo con la storia  dell’uomo, come si può riscontrare dalla storia dell’arte o dei costumi di un popolo. E’ l’uomo a creare il suo ambiente, e l’arredamento ed il mobilio appartengono direttamente alla sua coscienza ed a quel patrimonio spirituale che si è venuto gradualmente a formare nel corso dei secoli.

Il lampadario preso in considerazione è di stile impero o neo-classico del XIX secolo. Questo è unico per gli elementi che lo compongono:  la struttura è costituita da quattro corone circolari con decori geometrici a bulino sulla fascia esterna; sono presenti più tipologie e misure di cristalli: le corone sono raccordate tra di loro da una tessitura di cristalli ovali, perline e matite; singolari sono gli innesti di foglie di felce realizzate con cristalli infilati su un’anima di ferro, oppure particolare è la seconda fascia con file di cristalli incrociati; in ultimo, anche la parte più superiore del lampadario è arricchita da decorazioni di cristallo, parte che solitamente rimane spoglia. Originario del Piemonte, nella nostra galleria Ghilli Antichità (via Ampere 55-Milano) è stato pulito ed è attualmente in attesa di essere rimontato .Questa tipologia di lampadari generalmente veniva posta nei grandi saloni, data la loro imponenza e luminosità grazie alla riflessione della luce sui cristalli. Perchè non cominciare un anno cristallino?!

Dic 21

Calamaio in ceramica

calamaioIl calamaio, deriva dal greco antico καλαμος, è un piccolo recipiente e solitamente è posto su uno scrittoio. Questo può essere di vetro, porcellana, argento, ottone o peltro e contiene l’inchiostro per scrivere; può essere di varie forme e colori.

Una novità nella nostra galleria Ghilli Antichità (via Ampere 55) è appunto un calamaio in ceramica di gusto neoclassico. Consiste in due porta-inchiostro, vasetti esagonali con coperchio sulle estremità laterali, mentre al centro presenta due figure femminili di impostazione classica e un porta-candela di forma circolare decorato a costoloni verticali.

Un piccolo oggetto può rendere un ambiente più fine ed elegante, dato che è decorato da profili perlinati di gusto neoclassico e anche per la presenza delle due statuine femminili. Cosa aspettate a decorare il vostro luogo di studio?

Dic 14

Scoperte da puliture di quadri

Ogni tanto capitava che venissero restaurati, o addirittura fatte delle aggiunte a dei dipinti, a seconda delle preferenze del cliente. Anni fa’ ci è capitato che restaurando un dipinto, ovvero con puliture approfondite e indagini, scoprimmo la realtà di un’opera.

La restauratrice di quadri Isabella Danesini della nostra galleria Ghilli Antichità racconta: “mi capitò di restaurare una Madonna penitente seicentesca ed era particolare perchè io e il cliente nutrivamo dei sospetti su dei rifacimenti del quadro. Questa si presentava come una donna a mezzobusto, con una scollatura molto provocante, ma coperta da un velo e alla base della tela si trovavano dei fiori; con delle prove di pulitura i sospetti si mostrarono sempre più evidenti e così decidemmo di fare una ricerca scientifica tramite una riflettografia (un modo, attraverso dei raggi, per vedere se sotto al dipinto ci fossero altre raffigurazioni). Si verificò dall’indagine che il dipinto non era come appariva, ma sotto vi erano pure altri particolari: originariamente il velo non c’era, quindi la donna aveva i seni scoperti, e dietro i fiori si vedeva il disegno di una clessidra, indice del tempo che passa, e un teschio; così questi sono i simboli della Madonna penitente”.

Dunque è importante pulire e controllare bene i proprio quadri, che possono magari nasconderci delle immagini e significati diversi. Scopri di più nostro laboratorio di restauro quadri antichi a Milano.

Ogni tela nasconde una storia, ma sarà quella vera? Scopriamolo insieme!!

Nov 29

Sculture antiche-I Re Magi

i re magiUn giorno molto lontano, tre persone di nome Gaspare, Melchiorre e Baldassare di misero a seguire una luce che li condusse così da un piccolo bambino, che avrebbe poi fatto miracoli. I tre personaggi divennero in questo modo importanti, un simbolo e con loro i propri doni: oro, incenso e mirra.

Protagonisti del famoso presepe  sono Giuseppe, Maria e i tre Re Magi; questi vengono rappresentati da secoli in  modo molto diverso e con i materiali più disparati. Nella nostra galleria Ghilli Antichità (via Ampere 55) sono presenti delle statuine  in legno policromo con i visi in terracotta e busti in cartapesta, prodotti in Italia meridionali alla fine del XIX secolo.

Per maggiori informazioni non esitate a contattarci al numero 02 70635993 oppure info@ghilli.it