Gen 12

La nascita della legislazione dei beni culturali in Italia

La tutela del patrimonio artistico affonda le sue radici nel rinascimento. Uno dei primi provvedimenti è la bolla emanata nel 1462 da Papa Pio II che imponeva il divieto di distruggere o danneggiare gli antichi edifici pubblici a Roma. Negli anni successivi vennero fatte altre bolle che vietavano di spogliare le chiese dai marmi e dagli antichi ornamenti. L’interesse dei pontefici per la conservazione del patrimonio monumentale storico si inquadrava nel disegno di conservazione delle tradizioni storiche della Roma imperiale diventata cristiana. Così si introducevano i primi fondamenti della legislazione di tutela; inoltre, i monumenti antichi e le opere d’arte antiche del passato erano protetti perché attiravano il turismo, ma anche perché promuovevano l’istruzione artistica.

I beni culturali, di fatto, rivestono un particolare e importante interesse per il loro riferimento con la storia, la politica, la letteratura, l’arte, la scienza… per questo sono così rilevanti, per il fatto che ‘appartengono’, ‘parlano’ e ‘trasudano’ ricordi, vite del loro passato nella propria nazione. Molti paesi rivendicano infatti opere d’arte rubate o saccheggiate durante le guerre proprio perché di loro appartenenza storica facenti parte collezioni, senza essere ‘complete’ non sarebbero tali.