Dic 22

La scultura religiosa nei secoli

Fino al 1400 la scultura, come anche la pittura, aveva un carattere principalmente religioso, poiché la produzione di statue era destinata a chiese e istituzioni religiose.L’arte aveva lo scopo di esaltare la sacralità di Gesù e dei santi, ma soprattutto era uno strumento per divulgare i precetti della fede e per trasmettere valori morali e religiosi. La maggior parte dei fedeli era analfabeta, e così affreschi e sculture erano mezzi di comunicazione a scopo didattico, dato che potevano essere compresi con immediatezza dal popolo. Le raffigurazioni erano semplici e di facile comprensione, i muri delle chiese erano affollati di bassorilievi raffiguranti scene bibliche, angeli e diavoli che avevano il compito di illustrare ai fedeli la bellezza del paradiso e l’orrore dell’inferno.

Nel XV secolo avvenne un grande cambiamento, perché la Chiesa visse una grave crisi: emersero la corruzione del clero e gli abusi della Chiesa, troppo legata alle ricchezze, ai beni terreni e alla politica piuttosto che alla vita spirituale. La Riforma Protestante avviata da Martin Lutero ebbe ampia diffusione e scatenò la fine dell’unità religiosa del cristianesimo nell’Occidente. L’arte sacra abbandonò in parte il suo ruolo educativo, e assunse una funzione celebrativa. Dipinti e sculture cominciarono ad assumere una valenza diversa: il ricco committente indicava all’artigiano quali elementi inserire nell’opera, e quale significato dovesse trasmettere. I soggetti religiosi erano ordinati per le dimore borghesi, con lo scopo di testimoniare non solo la gloria di Dio, ma soprattutto di attestare il proprio nome, che veniva riportato sull’opera, oppure venivano introdotti oggetti profani e simboli che richiamassero il committente, rendendo chiaro il riferimento. Per questo, troviamo frequentemente i volti dei donatori rappresentati nelle sculture o ritratti sullo sfondo degli affreschi eseguiti dopo il Quattrocento. Nel Rinascimento viene riscoperta l’arte classica e funge da ispirazione alle scene religiose, che assumono caratteristiche più terrene e pongono l’attenzione sull’anatomia umana. Il corpo viene reso in tutto il suo splendore, spesso è nudo e pone l’attenzione sulla muscolatura e la gestualità, con rappresentazioni sempre più realistiche. L’essere umano, con la sua carnalità e le sua dimensione terrena, torna ad essere il centro dell’opera d’arte, e porta all’evoluzione dello stile Neoclassico. Equilibrio, proporzione e tranquillità sono i caratteri distintivi dell’arte neoclassica.

Nell’Ottocento vede la luce una grande innovazione in campo artistico: la fotografia. Il suo avvento influenza in modo significativo tutte le arti, in primis la pittura e la scultura. Non vi è più l’esigenza di rappresentazioni realistiche e precise, e l’interesse degli artisti si muove verso raffigurazioni cariche di passione, tensione, energia.