Giu 22

Natura morta di Leopold Von Stoll

La natura morta viene spesso rappresentata nel corso dei secoli, ma nel ‘600 si afferma come genere a sé stante; questa è la rappresentazione pittorica di oggetti inanimati, quali i fiori, frutta, ortaggi, strumenti musicali ed altre curiosità botaniche e zoologiche. La messa in posa degli oggetti, il più delle volte umili e quotidiani, è caratterizzata da notevoli valenze simboliche. Parlare di ‘natura morta’ è un po’ un controsenso, perché la natura per sua definizione è viva, ma diventa morta quando la si toglie dal suo habitat; l’artista compie quindi una sfida: ritrae un fiore destinato a morire e così lo rende eterno. La sua bravura consiste nell’ingannare, facendo apparire come veri e vivi oggetti inanimati ed esseri morti.

Un esempio di dipinto di natura morta di fiori è il quadro qui rappresentato di Leopold Von Stoll del 1840: l’opera è composta da un mazzo di fiori policromi (peonie rosa, nasturzi gialli, dalie, liliim rossi, iris) raccolti entro una brocca di ceramica bianca posta su un tavolo. Sul piano d’appoggio sono inoltre presenti due prugne, una pesca e due uccellini. E’ da notare come la pittura sia fatta di forme nitide e colori splendenti realizzata con una straordinaria definizione di particolari. La natura morta viene enfatizzata ed evidenziata da una luce che viene dall’alto che, investendo gli oggetti, gioca sui chiaro-scuri, attraverso lo studio sapiente delle ombre. L’autore, Leopold Von Stoll, è un pittore fiammingo di origine ma attivo nella Mitteleuropa ottocentesca; durante la sua carriera artistica si è occupato di rappresentazione di composizioni floreali nel giardino botanico di San Pietroburgo e si è specializzato in nature morte con fiori e frutta, come quest’opera romantica, nel parco del castello di Schonbrunn. Alcune sue opere sono esposte all’ Hermitage di San Pietroburgo, così come alla  Austrian National Gallery Belvedere ed altri musei autriaci ed internazionali.