Gen 24

Vita quotidiana nei dipinti antichi

Il nuovo genere pittorico della vita quotidiana entrò nei dipinti solo nel Seicento e nasceva nei Paesi Bassi, per diffondersi presto in tutta Europa. La fiorente borghesia mercantile non si sentiva rappresentata dai temi solenni, iniziò quindi a commissionare agli artisti dei dipinti con soggetti meno religiosi e più vicini all’esperienza quotidiana: interni domestici, luoghi urbani, attività ordinarie entrano per la prima volta nei quadri come protagonisti.

Uno dei grandi maestri di questo genere fu Bruegel il Vecchio, il capostipite di una famiglia di pittori molto attiva tra Seicento e Settecento. Nei suoi quadri ritraeva con occhio attento momenti della vita quotidiana dei contadini fiamminghi, osservandoli sempre con grande ironia e partecipazione. Ogni dipinto è ricco di aneddoti e personaggi caricaturali, che diventano rappresentazioni comico-allegoriche della vita nelle Fiandre. Bruegel il Vecchio ambientò episodi della Bibbia in paesaggi e città dell’Europa settentrionale della sua epoca, trasformando la stilizzazione tipica dell’arte medievale in una rappresentazione più realistica del mondo.

Un altro esponente della pittura del quotidiano fu Jan Vermeer, che nelle sue opere rappresentava le attività lavorative e di svago con grande naturalezza e attenzione ai piccoli gesti. Protagoniste sono spesso le figure femminili, intente a leggere, cucire, suonare; ma il vero soggetto è la luce e il suo riflettersi dando forma alle cose del mondo. La pittura di Vermeer non è rivolta alla storia, all’azione o al movimento; è piuttosto iconografica e volta a svelare l’armonia in uno scorcio di vita.

Nell’800 si fa strada il realismo pittorico, ed è una svolta nella pittura che fino ad ora si dedicava a rappresentazioni idealizzate secondo i canoni classici. Le scene di genere esplorano la vita di borghesi, contadini e pescatori, concentrandosi spesso sugli aspetti più banali della quotidianità.