Gen 26

Natura morta con mimose e viole

mimoseAi primi anni del ‘600 i dipinti furono classificati per la prima volta in base ai temi che rappresentavano. Si crearono così diversi generi, considerati più o meno importanti, secondo il grado di impegno che avevano richiesto all’artista. Innanzitutto troviamo la pittura di storia, che si occupa di raffigurare le azioni degli uomini, poi ci sono i ritratti, che raffigurano le persone in posa, e di seguito la pittura di paesaggio, che ha come oggetto la natura, ed in fine la natura morta, che ritrae fiori, frutti, oggetti come strumenti musicali.

Nei secoli precedenti chi ordinava un quadro richiedeva soprattutto temi tratti dalla storia sacra o dalla mitologia, nel seicento invece si diffonde il gusto per soggetti meno impegnativi e le nature morte diventano sempre più numerose nelle case di aristocratici e borghesi. L’opera presa in considerazione è una “natura morta con mimose e viole” dipinta ad olio su tela; le mimose sono raccolte in un vaso blu cobalto, mentre le violette in primo piano, a sinistra, entro un vaso verde. Il dipinto è firmato in basso a destra A. Graziani (1930): artista lombardo fu definito dalla critica “il principe dei fiori” per l’intensa produzione di nature morte, i suoi vasi stracolmi di fiori e la capacità di rendere vive le bellezze floreali. Incredibile come il pittore sia stato in grado di raffigurare i maniera quasi tangibile le mimose che sembrano uscire dal quadro, sembrano vere!