Apr 03

Pulizia della superficie del mobile

Si distinguono due tipi di pulizia nel lavoro di restauro di un mobile: quella che di norma si fa all’inizio, quando il mobile viene trascurato per anni, è ora pieno di polvere e sporcizia varia; in questo caso bisogna fornirsi di aspirapolvere, pannolini di più misure per asportare tutto lo sporco polveroso anche dai punti più nascosti. Il secondo tipo di pulizia riguarda invece la superficie lucidata del mobile; questa è un’operazione alquanto delicata poiché si lavora su quella parte che costituisce l’aspetto estetico più evidente, dunque una rimozione errata, troppo aggressiva o fatta male può provocare un irrevocabile danno al quale si può porre rimedio difficilmente. Questa pulizia della superficie si inserisce nel lavoro del restauro, al termine di tutte le operazioni di reintegrazione o ripristino e consolidamento della parte lignea.

Avremo principalmente due tipi di finitura: a cera o a gommalacca. 1) quella a cera può essere effettuata semplicemente con uno straccio imbevuto di trementina; basti strofinare accuratamente la superficie del mobile con la pressione necessaria per ottenere il miglior risultato. Nel caso in cui lo sporco sia particolarmente irremovibile bisogna evitare di fare troppa forza, perché il legno potrebbe schiarirsi. 2) invece con quella a gommalacca si deve impiegare una soluzione preparata con olio paglierino, trementina e alcol; strofinare con un tampone di cotone e cambiarlo più volte in modo tale da mantenerlo pulito.

Vi sono anche altre macchie da trattare in maniera differente, come liquidi zuccherini, sostanze alcoliche, inchiostro, unto e grassi… Non aspettate che i vostri mobili si sporchino e danneggino sempre più con il tempo, prendetevi cura di loro, altrimenti rivolgetevi a noi!

Mar 16

Acquistare un mobile antico può essere un investimento?

Rimandando in altra sede i consigli su come fare per proteggere i propri risparmi, vogliamo qui riflettere sull’opportunità di acquistare un mobile d’epoca in questo momento. Il mercato dell’antiquariato ha visto il periodo di massimo splendore sul finire degli anni Novanta, quando la domanda era molto forte con conseguenti prezzi elevati, dopo di che, almeno in Italia, l’antiquariato sembra aver segnato una battuta d’arresto e abbiamo assistito ad un graduale disinteresse, con una conseguente flessione dei prezzi.

A giudicare dai risultati delle vendite pubbliche possiamo affermare che i mobili antichi oggi, nonostante abbiano prezzi più accessibili rispetto al passato, non suscitino l’interesse degli acquirenti.

Per contro l’affluenza da record dei visitatori del Salone del Mobile di Milano, ci dimostra come ci sia una grande attenzione alla cultura dell’arredo, dell’eccellenza del made in Italy e del design.

Ma allora cosa non funziona? Perché si contemplano mobili di fattura moderna, spesso ispirati a modelli e stili antichi, perché accontentarsi di una copia, di un arredo in stile quando si può avere l’originale? L’originale è sempre meglio. Perché mobili di indiscussa qualità e tecnica esecutiva offerti a prezzi di mercato non vengono considerati?

Secondo noi tra le molteplici possibili risposte dal risvolto culturale, possiamo soffermarci su due argomenti basilari, ovvero sulla struttura e sulla modalità dell’offerta.

Il riferimento principale per chi vuole arredare un ambiente è ancora nei modelli offerti dai negozi, dalle esposizioni, dall’editoria specializzata. A questo va aggiunta l’offerta dei grandi cataloghi dell’arredo i quali influenzano le scelte di un gran numero di potenziali acquirenti. Questa modalità di scelta (e quindi di offerta) conduce ad una sostanziale omologazione degli arredi rendendoli sostanzialmente uguali tra loro e negando quindi al cliente la possibilità di scegliere.

I mobili antichi, non essendo seriali, non possono essere inseriti in un catalogo, sono opere d’arte uniche e quindi non si prestano alle distribuzioni commerciali.

Per quanto riguarda le modalità dell’offerta anche noi antiquari dovremmo registrare che il mercato è cambiato e dobbiamo promuovere il gusto per l’antiquariato sensibilizzando soprattutto i giovani. La nostra missione deve essere quella di abbattere l’imbarazzo provato davanti alle vetrine di gallerie antiquarie dove si vorrebbe chiedere un prezzo ma non se ne ha il coraggio.
Orbene, crediamo che la crisi degli ultimi anni abbia mutato positivamente l’atteggiamento degli antiquari, rendendoli figure professionali di riferimento, disponibili, vicini alle esigenze del cliente.

Tornando alla domanda iniziale, ovvero se l’acquisto di un mobile antico possa rivelarsi un buon investimento, crediamo sia fondamentale rifarsi ad ottimi e fidati consulenti, professionisti antiquari che vi propongano arredi esclusivi e di qualità che non perderanno mai il loro valore, arredi destinati ad essere rivalutati come beni rifugio.

Per le nuove generazioni l’antiquariato è diventato un complemento d’arredo, gli interni sono generalmente lineari e moderni, ma scaldati da qualche manufatto antico che personalizzi e impreziosisca l’ambiente.

Se dunque avete l’esigenza di inserire un mobile nel vostro arredo, vi consigliamo di considerare ciò che sarà in grado di offrirvi un mobile di ottima qualità e fattura, dalle pregiate essenze stagionate, ad un prezzo veramente competitivo rispetto a quanto offerto nei cataloghi commerciali e ricordate che le comparazioni vanno sempre fatte tra prodotti della stessa qualità.

Un’ultima banale considerazione da farsi è la maggiore potenzialità di rivendere un mobile antico rispetto ad uno di recente fattura.