Nov 17

Una bianca foresta di pietra: l’incontro tra architettura e ricerca sui materiali

“Ogni volta che scopriamo nuove tecniche spesso ci atteniamo alle vecchie forme. Un nuovo materiale, come il cemento, crea da sé le sue forme” Arch Pierluigi Nervi

Nella storia dell’architettura l’espressività del materiale è manifestata a volte in coincidenza della scoperta di nuovi materiali e di nuove tecniche. I materiali non sono solo espressione e linguaggio della ‘funzione’, ma anche segni della storia e dell’inconscio, possono presentarsi come risultato di intenzioni plastiche e percettive. E’ per questo che sono ‘resistenti’ ai cambiamenti e perché accanto ai nuovi materiali sono presenti materiali e forme tecniche del passato che è difficile sostituire.

Ad oggi molti materiali sono stati utilizzati per la costruzione e realizzazione di edifici, monumenti, palazzi, ognuno diverso e con le proprie caratteristiche: il legno, la pietra, il mattone, le molte, il calcestruzzo, il vetro anche, il ferro, l’accaglio come per la Torre Eiffel, il cemento, materiali plastici e molti altri. Con l’avvento del 2000 si cercano sempre più di scoprire e realizzare dei materiali che possano ‘far bene’ all’ambiente. Un esempio di costruzione di edificio con un materiale molto particolare è il Palazzo Italia dell’EXPO 2015 tenutasi a Milano: questo viene chiamato ‘materia della bellezza’ dato il suo colore candido e l’armonia delle forme che può avere, come in questo caso. Il padiglione italiano è una struttura complessa che richiama, nel suo aspetto esteriore e in alcuni spazi interni, le forme di una foresta ramificata. Il materiale è un nuovo cemento biodinamico, caratterizzato da un colore bianco di notevole brillantezza e dal potere di conservare inalterato nel tempo l’aspetto estetico. In più, una particolarità di questo cemento è che ha proprietà fotocatalitiche che attraverso la luce del sole consente di ‘catturare’ alcuni inquinanti presenti nell’aria, trasformandoli in sali inerti e contribuendo così a liberare l’atmosfera dallo smog.

“Vogliamo fare del Padiglione Italia un’occasione per valorizzare la capacità innovativa delle imprese e incoraggiare lo sviluppo di prodotti sostenibili e di tecnologie eco-compatibili. Un esempio emblematico in tal senso sarà proprio Palazzo Italia, che si presenta come un’architettura-paesaggio: l’edificio assume le sembianze di un albero-foresta, in cui il visitatore potrà immergersi e vivere un’esperienza emozionale” Diana Bracco (Presidente EXPO 2015 e Commissario del Padiglione Italia)