Ago 03

Autenticità dei lavori d’argento antico

Prima di tutto bisogna fare una distinzione tra i concetti di ‘informazione‘ e ‘formazione‘: l’informazione riguarda quelli amatori o collezionisti che intendono avere notizie più o meno dettagliate riguardo l’autenticità dei lavori d’argento antico, e cioè conoscere gli stili, gli usi, alcune notizie storiche sui maestri argentieri ed altre di carattere generale; la formazione invece riguarda quegli amatori e collezionisti che intendono procedere ed addentrarsi in maniera teorica e pratica nell’argomento specifico sino a tendere a diventare veri e propri esperti. E mentre i primi difficilmente potranno riconoscere l’autenticità di un oggetto, i secondi, dopo un lungo e faticoso tirocinio che deve consolidare un’esperienza polivalente, potranno diventare sempre più autonomi nel difficile riconoscimento dell’autenticità dell’argenteria antica. Molti amatori e collezionisti pensano spesso, erroneamente, che sia sufficiente saper riconoscere i marchi di garanzia e controllo, oltre che quelli dell’artefice, per classificare, autentico o meno, un lavoro d’argento antico; ma questi, soprattutto alla fine dell’800, sono stati di proposito contraffatti e quindi potrebbero fuorviare l’incauto amatore sprovvisto di una profonda specializzazione. I marchi possono aiutare a collocare in maniera precisa gli oggetti in un’area geografica e in un periodo storico, ma non a fornire una garanzia sull’autenticità del lavoro. Dunque solo i professionisti spesso riescono a definire se un oggetto sia autentico o un rifacimento, mentre l’amatore e il collezionista non dovrebbero arrivare a conclusioni affrettate.