Ott 24

I falsi nell’arte

‘Nell’arte è difficile distinguere l’autenticità dall’imbroglio. L’imbroglio si riconosce, al massimo, dal fatto che esagera l’autenticità. L’autenticità, al massimo, dal fatto che il pubblico non ci casca’. Karla Kraus

Il falsario è colui che copia un qualcosa, dalle opere d’arte spacciandole per autentiche alle monete e banconote, senza permesso o comunque copia materiale che per legge non si può copiare. Nella storia vi sono molti falsari, ma i più noti sono: 1) Wolfgang Fischer che è stato uno dei più grandi falsari al mondo, finché non ha usato un tubetto di bianco titanio per realizzare un Max Ernst; la composizione chimica del colore non corrispondeva però a quella esistente al tempo dell’artista e per questo lui, e la moglie complice, nel 2010 finiscono in prigione; 2) Robert Dreissen, ancora in libertà, in più di trent’anni di attività ha copiato un po’ di tutto, specialmente le sculture di Alberto Giacometti; venne trovato dalla polizia il magazzino, dove erano custodite le imitazioni dei bronzi e figure in gesso di Giacometti; dal 2005 egli gestisce  una caffetteria in Thailandia, assicurandosi una latitanza che gli impedisce di essere estradato; 3) Icilio Federico Joni, che dichiara in una sorta di diario, che è stato trovato dopo la sua morte, le tecniche di contraffazione e molte delle sue numerose opere sparse nelle collezioni di tutto il mondo; 4) Mark Landis, particolare perché non vendeva le imitazioni che faceva ma le regalava ai musei per il semplice fatto che gli piaceva il trattamento che gli veniva dato, venne smascherato nel 2008, ma ancora non si può dire che sia un fuorilegge, non avendo mai tratto profitto dalla cessione dei suoi lavori.

Di falsari ve ne ne sono molti, ed è probabile che nei musei ci siano delle opere d’arte non autentiche. Per questo motivo è bene rivolgersi ad un professionista o intenditore del settore per evitare di essere ‘ingannati’. Infatti dal 1971 è stata introdotta una disciplina volta a tutelare l’interesse degli artisti alla salvaguardia e della genuinità della propria produzione e l’interesse generale alla regolarità e correttezza degli scambi commerciali nel mercato delle opere d’arte. Pertanto chiunque eserciti l’attività di vendita al pubblico o di esposizione ai fini di commercio ha l’obbligo di consegnare all’acquirente la documentazione attestante l’autenticità o probabile attribuzione e provenienza delle cose vendute. La contraffazione, alterazione o riproduzione di opere d’arte antiche, al fine di trarne profitto, costituisce un reato punito con la reclusione fino a quattro anni e una multa.