Feb 27

Dipinti a olio su tela (materiali costitutivi e fattori di degrado)

Secondo il Vasari, la pittura ad olio fu introdotta da Antonello da Messina, diffusasi in Italia a partire dal XV secolo, e infatti scrive: “fu una bellissima invenzione e una gran comodità all’arte della pittura il trovare il colorito a olio. Questa maniera di colorire accende più i colori ne altro bisogna che diligenza e amore, perché l’olio in sé si reca il colorito più morbido, più dolce e delicato e di unione e di sfumata maniera più facile che in altri, e mentre che fresco si lavora, i colori si mescolano e si uniscono l’uno con l’altro più facilmente”. 

Inizialmente attaccata alle tavole, furono i veneti ad introdurre la tela libera su telaio. Facili da arrotolare e trasportare, le tele venivano montate sul telaio una volta giunte a destinazione. Con l’olio, inoltre, la gamma dei pigmenti utilizzabili si ampliò notevolmente e si potevano ottenere le più diverse mescolanze e gradazioni. I dipinti a olio sono formati da: tela, preparazione pittorica, pellicola pittorica, strati di finitura e strati non originali. Questi sono i materiali costitutivi dei dipinti a olio su tela e vi sono, però, con il tempo molti e vari fattori di degrado; i danni più comuni riscontrabili sulla tela sono la fragilità e lo sfioramento del tessuto, le macchie, le lacerazioni causate da insetti, batteri, per non parlare delle cause ambientali, in particolare l’umidità. Mentre solitamente i pigmenti sono interessati da impallidenti o da inscurimenti. Le alterazioni principali delle vernici originali possono essere dovute a viraggi di colore, come nel caso della vernice mastice che con il passare del tempo va incontro ad un inserimento, alla microfratturazione causata dalle variazioni termoigrometriche e da metodi di pulitura errati. Altro fattore di degrado sono  gli strati non originali che appartengono alla natura dell’opera e ne fanno ormai parte; un esempio di strato non originario può essere considerato la patina, definita da Cesare Brandi come “pelle del dipinto”. Esempi di sovrammissione fisiologica si distinguono da altri che rientrano in quella che è definita la sovrammissione patologica: ridipinture, aggiunte, vernici e ritocchi.

A dire il vero le cause di degrado dei dipinti ad olio su tela sono molte e dipendono da vari fattori. Se avete bisogno di restaurare un dipinto, o anche un mobile o un lampadario, noi abbiamo i laboratori di restauro appositi. Per altre informazioni non esitate a contattarci al tel 02 70635993