Mag 02

La decorazione a grisaglia

piat-joseph-sauvage-grisaille-en-trompe-l-oeil-imitant-un-bas-relief-d-une-serie-de-six-dessus-de-porteLa grisaglia è una tecnica pittorica che indica l’effetto del chiaroscuro, che si ottiene utilizzando un unico colore (monocromia) che tende quindi ad imitare il bassorilievo. Queste monocromie non sono ottenute unicamente usando la scala dei valori tonali del grigio ma possono utilizzare delle basi cromatiche differenti quali la scala dei verdi, dei blu o dei rossi. La parola trae origine dal francese grisaille che ha la sua radice in gris (grigio), inteso come metodo per rendere le sfumature di grigio. È una tecnica usata frequentemente per decorare mobili antichi.

Nelle vetrate da Cattedrale era una particolare pittura che si eseguiva sul lato interno, per aggiungere alcuni effetti pittorici, altrimenti impossibili a causa dell’uniformità cromatica dei vetri. Questa tecnica prevede l’uso di un amalgama ottenuto da polvere di vetro pestato unito ad alcuni minerali quali ossido di ferro o rame, mescolati con un liquido (inizialmente vino); in base al minerale usato, la grisaille assumeva una diversa tonalità verde, bruna o nera. Con questa tecnica venivano dipinti i chiaroscuri sulle figure, disegnati i tratti dei volti, le pieghe delle vesti e altri particolari. Si usava anche del piombo nelle zone di attaccatura, per attenuare i contrasti fra il colore del metallo e quello del vetro. Dopo aver steso la grisaille, il pittore procedeva con graffi ed asportazioni per regolarne l’effetto e fissava in seguito la pittura sottoponendo le lastre ad un’ulteriore cottura, per ottenere la vetrificazione della polvere di vetro. Le grisaglie vennero utilizzate da Bosch e Brueghel, perdendo via via la loro funzione religiosa per divenire una tecnica pittorica vicina al trompe-l’œil per l’effetto illusorio del bassorilievo. Tra i maestri che ne fecero uso ricordiamo Andrea del Sarto, il Correggio (la Camera di San Paolo a Parma), il Beccafumi, Rubens, Van Dick…

Nelle arti minori vennero impiegati anche negli smalti a partire dal secolo XVIII