Mar 20

Busto virile in alabastro, Tabacchi

L’uso dell’alabastro come materiale artistico risale alle civiltà più remote, fin dall’Antico Regno d’Egitto (III millennio a.C.) sia come materiale da costruzione in camere e santuari, sia come pietra preferita nella produzione di oggetti svariati, come sarcofagi, scatole, statue, vasi. In epoca romana l’alabastro trovò utilizzazione nella decorazione architettonica, per la realizzazione di vasi, vasche, oggetti pratici e nei busti-ritratto.

La figura rappresentata qui è mezzo busto, vestito elegantemente in abito di fattura ottocentesca e reca la firma ‘Tabacchi‘ nel bavero posteriore del cappotto. Questa scultura figurativa poggia su una base circolare in legno tornita ed ebanizzata; risale alla prima metà del 1800 e potrebbe trattarsi di un’opera giovanile dello scultore, uno degli scultori lombardi più importanti dell’ottocento, autore di alcuni dei monumenti significativi. Le sue opere sono caratterizzate da un tocco personale nell’insistita e minuta descrizione delle materie raffigurate, una ricerca mimetica derivata dal naturalismo della sua formazione, portato spesso ad esiti accentuati. Lo scultore, Odoardo Tabacchi (1831-1905), fu allievo dell’Accademia di Belle Arti di Brera, quindi impegnato presso gli studi di altri artisti a Milano, e poi a Roma, Firenze e Napoli; e concentrò la propria attività soprattutto sulla scultura monumentale.