Lug 04

La ceramica nel ‘700

Fra le arti decorative del ‘700 la ceramica è forse quella che conobbe un’espansione maggiore rispetto al secolo precedente, subendo determinanti influssi dalle altre arti e riflettendo nella sua evoluzione stilistica il passaggio dal Barocco al Rococò. Le forme, dapprima semplici e pesanti, con decoro simmetrico diverranno più leggere e complicate. Il ‘700 essenzialmente è un secolo di grandi innovazioni tecniche: se all’inizio domina nella produzione europea la maiolica decorata a gran fuoco, le passioni per la Cina e l’interesse per l’arte dell’estremo oriente condurranno a scoprire la formula per la fabbricazione della porcellana e ad adottare una vasta gamma di colori adatti alla sua decorazione. La porcellana può essere considerata l’emblema del Rococò: l’amore per tutto ciò che è fragile, esotico e prezioso, che fu tipico del tempo, si esprime in questa materia elegante ed effimera che verrà utilizzata non solo per la fabbricazione del vasellame, ma anche per la scultura minore, ormai diventata un genere a sé, e come elemento integrativo nella decorazione di interni. Ciò rientra perfettamente nei canoni dell’estetica settecentesca, secondo cui la decorazione diventa l’espressione artistica primaria.

Determinante per lo sviluppo decorativo e stilistico del vasellame è l’interesse per la natura: vi si coglie una ricerca del dettaglio, una comprensione e un’accuratezza nella riproduzione delle diverse forme naturali, sia che si tratti di ricopiarli interamente o di studiarne alcuni elementi a scopo decorativo, che ha le sue basi nella mentalità scientifica del tempo. Vengono quindi rappresentati fiori e conchiglie, ma anche animali, frutta e verdura, spesso copiati con rigore scientifico. Alla base della riproduzione ceramica settecentesca vi è comunque un’esplicita ricerca del lusso, visibile soprattutto nella forma del vasellame, nobilitato da motivi ornamentali spesso superflui.