Giu 27

La lucidatura a tampone

lucidatura-a-tamponeIl classico sistema di lucidatura del legno con vernici alla gommalacca vanta un’origine abbastanza antica; infatti si ritiene che i primi lavori di tale natura siano stati eseguiti in Francia verso la metà del XVIII secolo. Da quell’epoca la verniciatura a tampone ha mantenuto la sua priorità rispetto a tutti gli altri sistemi esistenti nonostante il sopravvento delle vernici cellulosiche più rapide e meno costose.

Il sistema di lucidatura a tampone, se eseguito a regola d’arte, è la finitura che in assoluto dà i risultati migliori in quanto conferisce agli oggetti uno spiccato splendore, una lucentezza del tutto particolare e nello stesso tempo promuove la formazione di una pellicola protettiva  abbastanza resistente all’usura e quindi di ottima durata. Applicato ai mobili tanto comuni che di lusso, ne aumenta assai il valore ed il pregio artistico facendo spiccare  e ravvivando la ricchezza delle tinte  ed il grazioso effetto delle marezzature dei legni di cui essi sono costituiti. Una corretta lucidatura richiede quindi dei tempi lunghi (tra le varie fasi della lucidatura bisogna lasciare il tempo alla vernice di essiccare) che possono arrivare anche a uno o due mesi prima di poter procedere alla finitura definitiva.

Il nostro laboratorio è in grado di effettuare ogni genere di lucidatura a tampone, all’inglese o alla francese.

Mag 24

I cammei

Profilo-di-doonna-i-conchigliaIl cammeo o cameo è un gioiello realizzato attraverso l’incisione di una pietra stratificata (tipicamente l’onice) o di una conchiglia, in particolare la Cypraecassis rufa, la Cassis madascarensis e la Cassis cornuta; queste conchiglie della famiglia della Cassis presentano la superficie costituita da due strati di colore distinti, il che permette di isolare nitidamente dal fondo la figura in rilievo. Il termine deriva dal vocabolo arabo gama’il (bocciolo di fiore), si è arrivati all’odierno cammeo attraverso l’antica denominazione francese camaheu. Nell’arte antica ionica ed etrusca si realizzarono pietre dure che vengono considerate anticipatrici del cammeo, il cui utilizzo si diffuse a partire dall’età ellenistica. I primi cammei furono rintracciati nelle tombe di Crimea assieme alle monete di Lisimaco e risalirono al 281 a.C.  Durante il Rinascimento italiano vari artisti, tra i quali il Grechetto si distinsero in questo settore e anche nei secoli seguenti la penisola mantenne la guida dell’arte del cammeo.

Ancora oggi la lavorazione del cammeo si effettua artigianalmente. La prima fase della lavorazione consiste nella scelta della conchiglia adatta all’incisione. Successivamente si passa alla scoppatura, ovvero al taglio della parte più convessa della conchiglia, la “coppa”; mentre successivamente si procede alla segnatura e alla sagomatura del pezzo tagliato: all’interno della coppa si tracciano i contorni dei cammei che si vogliono ricavare e si eliminano, tagliandole, le parti superflue. Infine si passa all’aggarbatura, che consiste nel dare al pezzo la forma voluta (in genere ovale o tonda) utilizzando una mola speciale. A questo punto i pezzi ottenuti sono fissati su un fuso di legno con mastice caldo composto da pece greca, cera e scagliola.

Mar 21

Città della cultura: Italia 2019

italia2019Riprende il cammino il programma Italia 2019, promosso dal CIDAC, l’associazione delle città d’arte e di cultura, e dal Governo e Parlamento. Il 17 Marzo si sono riuniti a Roma alcuni dei personaggi di spicco del progetto Italia 2019; l’obbiettivo principale è quello di valorizzare la ricchezza, la diversità e le caratteristiche comune delle culture europee, contribuendo così a promuovere il dialogo interculturale e la comprensione reciproca tra cittadini dell’Unione Europea, oltre a modernizzare le città candidate e far si che ci sia un aumento quantitativo e qualitativo del turismo culturale. La competizione delle città ha dato inizio a degli splendidi progetti per la propria valorizzazione. Italia 2019 è una magnifica opportunità, che necessità di una regia unitaria. La cultura è la cosa più importante che abbiamo e tutte queste città si stanno impegnando promuovendo mostre, attività e non solo, per coinvolgere turisti e, ovviamente, gli stessi cittadini italiani. L’Arch. Francesco Giacobone conclude la riunione dicendo “il paese ha bisogno di cambiare pagina e migliorarsi”.

Feb 11

“Venere che scherza con due colombe” di Hayez

venere di HayezAlla sua comparsa all’esposizione di Brera del 1830, la tela suscitò scandalo e fomentò una veemente diatriba tra il partito dei romantici, patrocinatori dell’opera, e quello dei classicisti, indignati dall’esibizione sfacciata e per giunta in primo piano, delle seducenti forme della modella, nonché da un’aderenza al vero che trascurava le esigenze del decoro e delle auree proporzioni. I glutei abbandonati e le cosce tornite risultavano eccessivi, disarmonici, caricaturali , volutamente volgari. Fu lo stesso Hayez, nelle Memorie, a sconfessare le critiche, asserendo che la colpa di tanta scabrosità andava ascritta alla straordinaria abbondanza delle forme della ballerina Carlotta Chabert, amante del conte trentino Girolamo Malfatti, committente del dipinto, e non all’artista, che si era limitato ad una trasposizione del vero. Un corpo languido, voluttuoso, morbido e procace: più che una divinità la “Venere che scherza con du colombe” di Hayez è una cortigiana dalle voglie inconfessabili e convulse.

Considerata un capolavoro della pittura ottocentesca, la Venere di Hayez è secondo la storia dell’arte una tappa fondamentale nel superamento delle istanze neoclassiche. E’ un dipinto ad olio su tela di grandi dimensioni: 183×137 cm; è proprietà della fondazione Cassa di Risparmio Trento e Rovereto ed attualmente è esposta in Gallerie d’Italia a Milano per la mostra di Hayez.

Gen 19

Tappeti

tappeto persianoL’architettura di un tappeto, superati i primi modelli a semplici strisce alternate a ricoprire l’intera superficie,  presto si snoda in una bordatura che incornicia il campo centrale: il rapporto del bordo al campo, il motivo della loro decorazione, la maggiore o minore fusione delle tinte stabiliscono lo stile. Ai primi passi si rinnova il fenomeno proprio delle arti nascenti: l’imitazione, cioè il trasporto sul tappeto di motivi presi da altre tecniche, da altre arti: si ricopiano i pavimenti in mosaico o le piastrelle in ceramica. Tra le forme naturalistiche domina, specialmente nei tappeti persiani, una ricca vegetazione di fiori e foglie portate da girali e viticci disposti in arabesco a riempire il fondo del campo il cui centro è dominato da uno o più medaglioni, a volte attorniati da scene di caccia o combattimenti. Le figure mitologiche riproducono geni alati o animali fantastici come il drago in lotta con la mitica fenice. Le forme geometriche derivano dalle stelle, rombi, forme a uncino, ecc. Dall’adozione o dalla coesistenza di queste forme e dalla loro distribuzione architettonica nei bordi e nel campo nascono schemi propri, spesso distinguibili per regione e per epoca.

ANATOLIA: esauritasi col XV secolo la fabbricazione dei tappeti ad animali stilizzati, prevale il tappeto a decorazione geometrica fino a che, attratta dagli esempi della Persia originalmente rielaborati, aggiunge ai tipi primitivi i tappeti a medaglione e a stelle di Ushak, e il diffusissimo tipo a preghiera;

CAUCASO: nel più antico tappeto caucasico a draghi il motivo dei tappeti anatolici ad animali è frequentemente unito ad una decorazione a grandi foglie e a fioroni, trasformati e fusi con grande originalità. Successivamente la decorazione si affida sempre più al geometrismo e alla stilizzazione, che investe contemporaneamente gli elementi floreali e le figure umane e di animali, rese nel mio più ingenuo;

PERSIA: l’arte persiana, sempre ispirata ad un vivo naturalismo, ha assunto per la decorazione del tappeto piante, fiori, giardini, animali, uomini e scene della vita in una concezione architettoniche dell’insieme, che prende spunto dagli schemi già in uso per la copertina dei libri. Si distinguono così tappeti a medaglione attorniato da viluppi vegetali e fiori, o tappeti con disegno sviluppato lungo l’intera lunghezza del campo o caratterizzato dalla raffinatezza della gamma cromatica delle lane e delle sete;

EUROPA: i tappeti prodotti a Parigi dai primi del XVII secolo riproducono, con stile e con gusto affatto occidentale, grandiosi ornati a fiorami derivati da disegni di stoffe e arazzi. I tappeti cosiddetti di Aubusson riprendono la tecnica del tappeto intessuto: i tappeti Savonnerie derivano per l’annodatura dal punto quadrato di tipo Ghiordes.