Set 30

Inaugurazione Lumiera 29.09.15

IMG_6230Ieri era il momento tanto atteso dell’inaugurazione Lumiera della mostra-mercato di lampadari. Sia dentro che fuori dal ristorante Rifugio Delicatessen si respirava aria di allegria e frizzantina. L’atmosfera era scintillante e tutti in movimento per sistemare le ultime cose. Alle 18.00 cominciava già ad esserci gente, tanto che si creava coda all’ingresso (solo gli accreditati potevano entrare nominalmente, infatti vi erano delle ragazze a controllare la lista). L’interno è tuttora arredato con lampadari Maria Teresa in cristallo che, grazie alla rifrazione della luce, crea un clima caldo, accogliente e vivace. Dopo un’oretta dall’inizio, la location era già piena di persone in piedi che discorrevano con in mano uno dei cocktail del nuovo Gin Z44, o un piattino, oppure un catalogo dei lampadari in esposizione di Ghilli Antichità.

I responsabili nel frattempo erano impegnati a rilasciare interviste a giornalisti e addetti alla stampa. Ha continuato ad arrivare gente fino alle 21.30 ed il locale si era riempito sia dentro che fuori. Gli invitati erano ampiamente soddisfatti e felici della serata e dell’inaugurazione. L’opinione di molti è stata ottima, ma soprattutto l’ambiente è descritto come “magico”!!!

Stasera, 30 settembre 2015, nella nostra galleria Ghilli Antichità (via Ampere 55), in contemporanea alla mostra-mercato, vi sarà l Happy-Hours E Racconti Dell’Arte con la relatrice Silvia Lilienau. La mostra-mercato in collaborazione con il ristorante Delicatessen ha luogo nelle due sedi (via Ampere 55 e via Lomazzo 67) fino al 3 novembre 2015.

Per maggiori informazioni contattare tel 02 70635993 – info@ghilli.it

Set 04

I lampadari antichi

Lampadario veneziano

lampadario veneziano

La necessità, più che il desiderio, di vincere le tenebre della notte, doveva essere una delle più sentite e pressanti dell’uomo primitivo. Bisogno di luce per orientare i passi incerti al ritorno dopo la caccia o per illuminare l’interno di una grotta o capanna. Il primo mezzo di illuminazione fu il fuoco. Questo è stato poi utilizzato in molti modi, quali allontanare le fiere o più semplicemente cacciare; di questi usi ci sono pervenute molte testimonianze sia orali sia iconografiche. Così dai fuochi e dalle faci con cui siamo risaliti alla preistoria, passiamo alla più comoda lampada ad olio o stoppino; per poi passare alle lucerne, ai candelabri, alle lampade, torce fiaccole… giungendo cosi al lampadario.

Il lampadario nasce nel Rinascimento con il fiorire di nuove elaborazioni artigiane addette alla decorazione interna delle regge e palazzi patrizi. Si sentiva sempre vivo il bisogno di illuminare gli ambienti anche per via delle feste che si prolungavano nelle ore notturne; in questo periodo, il Rinascimento, vi era una valutazione nuova per quanto riguardava l’illuminazione, che va a pari passo con l’architettura, che tende sempre più ad aprirsi alla luce: ampie finestre, loggiati, porticati e luminosi cortili. Per questo vi fu un rinnovamento nel ramo delle arti, maggiori e minori, come a servizio dell’illuminazione: da quella del bronzista a quella dell’intagliatore, da quella dell’orafo e dell’argentiere a quella del vetraio; così vi è una vastissima tipologia di lampadari con le più particolari forme a seconda del luogo a cui erano destinati e della funzione.

In ogni periodo storico il lampadario ha una propria caratteristica, ma il massimo splendore fu assunto nell’età Barocca, con esemplari di cristallo (Boemia) e di vetro (Venezia), oltre che di legno, metallo e porcellana nella forme più varie:

  • la forma più semplice e di origine antica, fu quella in ferro battuto adatta sia a reggere candele sia piccole lampade ad olio. Esemplari del genere si incontrarono negli androni terreni, agli ingressi, nelle armerie dei castelli o nelle dimore feudali;
  • maestri di lampadari di cristallo furono i boemi e i veneziani; la prerogativa principale di questi consisteva nella maggiore possibilità di ottenere la rifrazione della luce, per via delle sfaccettature dei cristalli;
  • dei lampadari da salone occupa un posto particolare quello a pallone rigonfio che dà un aspetto ridondante, formato da numerosi festoncini riuniti in basso.

Per avere maggiori esempi riguardo le tipologie di lampadari, le tecniche usate per costruirli o vari modi di utilizzo abbiamo organizzato una mostra noi, Ghilli Antichità, in collaborazione con il ristorante Rifugio Delicatessen. La mostra, Lumiera “La magia dell’illuminazione nel luogo del pranzo”, avrà luogo in due location: sia nella nostra galleria in via Ampere 55 sia al Rifugio Delicatessen in via Lomazzo 67 dal 29 settembre al 3 novembre 2015. L’inaugurazione avverrà al Rifugio Delicatessen il 29 settembre 2015 dopo le ore 18.00. L’esposizione si inserisce nel calendario di eventi promossi da Expo in Città. La galleria Ghilli Antichità ha organizzato più eventi nel corso dell’anno promossi con il patrocinio di Expo in Città, ma questa è la più importante e grande, se non l’ultima dell’anno. Lumiera “la magia dell’illuminazione nel luogo del pranzo” è particolare perché si è avvolti in un atmosfera cristallina e lucente data dalla rifrazione della luce sulle sfaccettature dei cristalli dei lampadari. Per maggiori informazioni sui lampadari visitare il sito della galleria Ghilli Atichità: www.ghilli.it; per la mostra visitare il sito: www.lumiera-mostra.com

Ago 25

Il linguaggio dell’arte ed i suoi simboli come strumento di cura e benessere

Dal 26 agosto riprenderanno gli Happy Hours & Racconti d’Arte nella galleria d’antiquariato Ghilli Antichità a Milano in via A.M. Ampere 55 tel. 0270635993 – info@ghilli.it (prenotazione obbligatoria sino ad esaurimento posti); ogni mercoledì fino al 28 di ottobre 2015 alle ore 18.00 con pillole d’arte alle 19.00 tenute da professori esperti nel campo, quali Dott. Lilienau, Arch. De Paoli, Dott. Danesini, Dott. Viacava. I proprietari della galleria sono attivi e carichi nell’organizzazione di conferenze, mostre e molto altro.

Domani, mercoledì 26 agosto 2015, nella galleria d’antiquariato Ghilli Antichità si terrà alle ore 19.00 una conferenza della Dottoressa Francesca Viacava. Psicologa e psicoterapeutica, laureata all’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano, svolge corsi e incontri rivolti al miglioramento della qualità di vita e al benessere dell’individuo attraverso dei percorsi creativi ed espressivi sia per adulti che per bambini. La conferenza verterà sull’importanza dei simbolismi presenti nel linguaggio espressivo artistico legati all’inconscio collettivo e al loro potere; questo permette di trovare e recuperare dentro di sé la quiete interiore. La Dottoressa Viacava affronta e cura i problemi/disturbi di suoi pazienti attraverso l’arte; da sempre questa è un mezzo comunicativo ed espressivo che delinea gli stati d’animo delle persone.

I prossimi incontri saranno:

02 settembre 2015 Lara Favaretto, Solo se sei mago, 2006. Relatrice Dott. Silvia Ferrari Lilienau

09 settembre 2015 Da Chatillon-Plessis a Pretty Woman: le stronze lumachine e varie altre mortificazioni. Relatore Arch Maurizio De Paoli

16 settembre 2015 Iconografia dell ‘uovo nell’arte. Relatrice Arch. Isabella Danesini

23 settembre 2015 I luoghi della mensa: dalla camera alla sala da pranzo, dalla dimora al ristorante. Relatore Arch Maurizio De Paoli

30 settembre 2015Paola Pivi, One cup of cappuccino the i go, 2007. Relatrice Dott. Silvia Ferrari Lillienau

Apr 27

Sedie antiche francesi caratteristiche sedute francesi dell’antichità

La Francia ha dettato tendenze e stili nell’arredamento antico in modo particolare nella realizzazione di sedie e sedute particolari. Ecco le tre principali tipologie di sedie antiche francesi molto diffuse all’epoca di Luigi XV. Sedia a Bureau è la tipica sedia da scrittoio, ha sedile circolare talvolta girevole, lo schienale basso e a ferro di cavallo che si prolunga in avanti sino a formare i braccioli. La chaise lounge è una poltrona con sedile allungato che permette di appoggiare le gambe. È impiegata in particolar modo nell’arredamento del settecento. Nel secolo successivo viene utilizzata come letto da riposo o da giorno, a causa delle imbottiture di cui è dotata. Infine c’è la chaise a la reine un sedile anche questo diffuso nella Francia del settecento, munito di imbottitura ma caratterizzata dallo schienale piatto.