Feb 11

“Venere che scherza con due colombe” di Hayez

venere di HayezAlla sua comparsa all’esposizione di Brera del 1830, la tela suscitò scandalo e fomentò una veemente diatriba tra il partito dei romantici, patrocinatori dell’opera, e quello dei classicisti, indignati dall’esibizione sfacciata e per giunta in primo piano, delle seducenti forme della modella, nonché da un’aderenza al vero che trascurava le esigenze del decoro e delle auree proporzioni. I glutei abbandonati e le cosce tornite risultavano eccessivi, disarmonici, caricaturali , volutamente volgari. Fu lo stesso Hayez, nelle Memorie, a sconfessare le critiche, asserendo che la colpa di tanta scabrosità andava ascritta alla straordinaria abbondanza delle forme della ballerina Carlotta Chabert, amante del conte trentino Girolamo Malfatti, committente del dipinto, e non all’artista, che si era limitato ad una trasposizione del vero. Un corpo languido, voluttuoso, morbido e procace: più che una divinità la “Venere che scherza con du colombe” di Hayez è una cortigiana dalle voglie inconfessabili e convulse.

Considerata un capolavoro della pittura ottocentesca, la Venere di Hayez è secondo la storia dell’arte una tappa fondamentale nel superamento delle istanze neoclassiche. E’ un dipinto ad olio su tela di grandi dimensioni: 183×137 cm; è proprietà della fondazione Cassa di Risparmio Trento e Rovereto ed attualmente è esposta in Gallerie d’Italia a Milano per la mostra di Hayez.

Feb 07

“Il bacio” di Hayez

Da novembre Gallerie d’Italia a Milano ospita quadri di Francesco Hayez per metterli a disposizione di tutti; grazie a prestiti eccezionali, ai dipinti più noti si affiancano opere mai viste o non più esposte dall’Ottocento, come l’inedito accostamento delle tre versioni del celeberrimo “Il bacio”. Il pittore ha attraversato l’Ottocento, e il suo talento e il suo stile l’hanno consacrato come il cantore della bellezza e dell’amore. E’ uno dei più grandi interpreti dei valori risorgimentali perché il suo era un linguaggio in cui l’Italia poteva riconoscersi, oltre ad essere l ‘espressione di sentimenti così universali da essere ancora attuale.

Le sezioni della mostra riflettono la versatilità e l’eclettismo di un artista padrone di diversi generi: la pittura storico, il ritratto, la mitologia, la pittura sacra e un ambito allora di gran moda come l’orientalismo, sino a giungere a composizioni di nudo femminile dove trionfa quella potente sensualità che lo rende unico nel panorama del Romanticismo italiano ed europeo. Uno dei suoi dipinti più famosi è appunto “Il bacio”: il suo segreto sta nella forza in cui ha saputo interpretare un tema universale che aveva assunto allora anche un significato politico, rappresentando l’abbraccio delle due nazioni, l’Italia e la Francia, la cui alleanza aveva consentito di realizzare la nostra unificazione nazionale. Un bacio vero, sensuale, ma che nelle lucide pieghe della sua allusivi lascia trasparire un sentimento di sorpresa inquietudine, tale da poter trascinare le vicende personali e quelle pubbliche.

Gen 26

Natura morta con mimose e viole

mimoseAi primi anni del ‘600 i dipinti furono classificati per la prima volta in base ai temi che rappresentavano. Si crearono così diversi generi, considerati più o meno importanti, secondo il grado di impegno che avevano richiesto all’artista. Innanzitutto troviamo la pittura di storia, che si occupa di raffigurare le azioni degli uomini, poi ci sono i ritratti, che raffigurano le persone in posa, e di seguito la pittura di paesaggio, che ha come oggetto la natura, ed in fine la natura morta, che ritrae fiori, frutti, oggetti come strumenti musicali.

Nei secoli precedenti chi ordinava un quadro richiedeva soprattutto temi tratti dalla storia sacra o dalla mitologia, nel seicento invece si diffonde il gusto per soggetti meno impegnativi e le nature morte diventano sempre più numerose nelle case di aristocratici e borghesi. L’opera presa in considerazione è una “natura morta con mimose e viole” dipinta ad olio su tela; le mimose sono raccolte in un vaso blu cobalto, mentre le violette in primo piano, a sinistra, entro un vaso verde. Il dipinto è firmato in basso a destra A. Graziani (1930): artista lombardo fu definito dalla critica “il principe dei fiori” per l’intensa produzione di nature morte, i suoi vasi stracolmi di fiori e la capacità di rendere vive le bellezze floreali. Incredibile come il pittore sia stato in grado di raffigurare i maniera quasi tangibile le mimose che sembrano uscire dal quadro, sembrano vere!

Gen 19

Tappeti

tappeto persianoL’architettura di un tappeto, superati i primi modelli a semplici strisce alternate a ricoprire l’intera superficie,  presto si snoda in una bordatura che incornicia il campo centrale: il rapporto del bordo al campo, il motivo della loro decorazione, la maggiore o minore fusione delle tinte stabiliscono lo stile. Ai primi passi si rinnova il fenomeno proprio delle arti nascenti: l’imitazione, cioè il trasporto sul tappeto di motivi presi da altre tecniche, da altre arti: si ricopiano i pavimenti in mosaico o le piastrelle in ceramica. Tra le forme naturalistiche domina, specialmente nei tappeti persiani, una ricca vegetazione di fiori e foglie portate da girali e viticci disposti in arabesco a riempire il fondo del campo il cui centro è dominato da uno o più medaglioni, a volte attorniati da scene di caccia o combattimenti. Le figure mitologiche riproducono geni alati o animali fantastici come il drago in lotta con la mitica fenice. Le forme geometriche derivano dalle stelle, rombi, forme a uncino, ecc. Dall’adozione o dalla coesistenza di queste forme e dalla loro distribuzione architettonica nei bordi e nel campo nascono schemi propri, spesso distinguibili per regione e per epoca.

ANATOLIA: esauritasi col XV secolo la fabbricazione dei tappeti ad animali stilizzati, prevale il tappeto a decorazione geometrica fino a che, attratta dagli esempi della Persia originalmente rielaborati, aggiunge ai tipi primitivi i tappeti a medaglione e a stelle di Ushak, e il diffusissimo tipo a preghiera;

CAUCASO: nel più antico tappeto caucasico a draghi il motivo dei tappeti anatolici ad animali è frequentemente unito ad una decorazione a grandi foglie e a fioroni, trasformati e fusi con grande originalità. Successivamente la decorazione si affida sempre più al geometrismo e alla stilizzazione, che investe contemporaneamente gli elementi floreali e le figure umane e di animali, rese nel mio più ingenuo;

PERSIA: l’arte persiana, sempre ispirata ad un vivo naturalismo, ha assunto per la decorazione del tappeto piante, fiori, giardini, animali, uomini e scene della vita in una concezione architettoniche dell’insieme, che prende spunto dagli schemi già in uso per la copertina dei libri. Si distinguono così tappeti a medaglione attorniato da viluppi vegetali e fiori, o tappeti con disegno sviluppato lungo l’intera lunghezza del campo o caratterizzato dalla raffinatezza della gamma cromatica delle lane e delle sete;

EUROPA: i tappeti prodotti a Parigi dai primi del XVII secolo riproducono, con stile e con gusto affatto occidentale, grandiosi ornati a fiorami derivati da disegni di stoffe e arazzi. I tappeti cosiddetti di Aubusson riprendono la tecnica del tappeto intessuto: i tappeti Savonnerie derivano per l’annodatura dal punto quadrato di tipo Ghiordes.

Gen 13

Ceramiche

14489824089594La ceramica, dal greco κέραμος, è l’arte di costruire vasellame con pasta argillosa. Le origini dell’arte ceramica si perdono nella storia. Gli egiziani usavano l’argilla formata dalle inondazioni del Nilo che si presentava egregiamente alla lavorazione di stoviglie o statue; Questa tecnica passò dagli Egizi ai Fenici, e poi ai Greci che la perfezionarono e ne fecero un’arte. I vasi greci erano abilmente decorati prima con figure nere su sfondo rosso, più tardi il contrario. La novità della ceramica etrusca fu quella del rilievo che si estese perfino nel Mondo Romano. La tecnica della terracotta venne utilizzata dagli Etruschi per realizzare statue, colonne, urne funerarie e qualsiasi oggetto domestico. Con il passare del tempo in tutto il mondo si scoprirono nuove tecniche e metodi decorativi. Dalla Cina all’Oriente Islamico, dalla Spagna all’Italia si sviluppò un procedimento che ricopriva le terrecotte di una sostanza vitrea che le rendeva perfettamente impermeabili e lucide; questi venivano chiamati “Maioliche”. I misteriosi disegni geometrici di gusto orientale e i riflessi metallici delle decorazioni rosse e blu si ingentilivano nelle imitazioni italiane.

Intorno al XV secolo nacque una forma di produzione nuova ed originale per gli occidentali, la “terracotta invetriata“, che raggiunse grandi espressioni artistiche. L’abilità dei decoratori arrivava a copiare quadri di celebri pittori in mezzo a decorazioni di fiori e di foglie. Ogni città aveva la sua <Manifattura> sotto la protezione del signore locale che orgogliosamente ostentava i suoi prodotti. Le Manifatture Medicee producevano già dal XVI secolo bellissime porcellane, ma questa tecnica era gelosamente custodita; solo nel XVIII secolo venne rivelato da Bottger il segreto della fabbricazione della porcellana che segnava il punto d’arrivo di paziente ricerche.

La coppia di vasi proposta nell’immagine fa parte proprio della produzione delle Manifatture Medicee in porcellana a fondo oro. Il corpo è a cratere, bugnate nella parte inferiore e finemente decorato con otto tableu raffiguranti fiori dipinti in policromia. Questa manifattura risale agli anni ’50, proviene da una dimora privata milanese e reca sul fonda la scritta “campione” in blu.

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Gen 11

Mobili nel ‘700

consolle-baroccaSeguendo il movimento architettonico, le forme del mobilio subiscono una lenta trasformazione. Nel periodo gotico, i mobili hanno forme molto geometriche e composte, mentre con il ‘400 vi è un abbandono della nervosa tensione gotica per ritornare alla pacata fermezza delle forme romane. Un cambiamento radicale di stile si presentò con l’accrescersi della potenza politica e delle ricchezze, col rafforzarsi del bene economico, aumenta così l’orgoglio e l’ambizione che si riflettono nel viver cittadino e soprattutto nelle arti. Lo stile rigoroso e rigido che conteneva la struttura del mobile ora si muove in una più ricca varietà di ritmi, di armonie e di elementi architettonici; vi è un’eccessiva cura al particolare decorativo, dunque i mobili sono carichi di intagli e sculture, di intarsi e dorature. Così si sviluppa un amore per le forme rigogliose, per le ricche ornamentazioni, per gli ambienti fioriti ed esuberanti che avrà il suo culmine nel periodo del Barocco.

Nel XVIII secolo è facilmente distinguibile il mobilio veneziano per l’introduzione della laccatura; il mobile laccato, in questo periodo, è un privilegio di certe classi benestanti che ne commissionano il disegno e la decorazione ad importanti pittori come Guardi o Tiepolo per arredare le dimore cittadine. Al centro dei pannelli vengono rappresentate scene allegoriche o paesaggi con figure alla maniera dei vedutisti veneti. Anche il mobilio genovese può essere distinguibile per la rappresentazione dell’ulivo ed altre essenze locali; nonché per le caratteristiche di leggiadra eleganza.

Da prendere in considerazione sono anche i mobili francesi, rilevanti per nuove creazioni, come la tavola scrittoio,il comò e il piccolo tavolo. Spesso il mobilio viene adornato con materiali preziosi, come tinto, avorio, madreperla; classica è la decorazione a foglie e fiori. A seconda di chi regnasse in Francia durante questo periodo, Luigi XV o Luigi XVI, vi sono piccoli cambiamenti di stile in base al gusto, se più impreziosito o meno.

Queste sono, in linea generale, le principali caratteristiche di stile artistico del XVII secolo nell’arredamento.

Dic 21

Calamaio in ceramica

calamaioIl calamaio, deriva dal greco antico καλαμος, è un piccolo recipiente e solitamente è posto su uno scrittoio. Questo può essere di vetro, porcellana, argento, ottone o peltro e contiene l’inchiostro per scrivere; può essere di varie forme e colori.

Una novità nella nostra galleria Ghilli Antichità (via Ampere 55) è appunto un calamaio in ceramica di gusto neoclassico. Consiste in due porta-inchiostro, vasetti esagonali con coperchio sulle estremità laterali, mentre al centro presenta due figure femminili di impostazione classica e un porta-candela di forma circolare decorato a costoloni verticali.

Un piccolo oggetto può rendere un ambiente più fine ed elegante, dato che è decorato da profili perlinati di gusto neoclassico e anche per la presenza delle due statuine femminili. Cosa aspettate a decorare il vostro luogo di studio?