Giu 06

Una pendola musicale

pendola-da-tavolo-intarsiata“L’amore è un carillon nelle tue mani e funziona solo se gli dai la carica”, e così noi abbiamo la cosa che fa per voi: la pendola musicale! E’ un orologio che scandisce il tempo in virtù di un pendolo; in questo caso all’interno dell’oggetto vi è un carillon nella parte inferiore con la carica da un lato, che in maniera molto melodica ricorda e segna l’orario. Ma la cosa straordinaria sta nella forma sinuosa e nella decorazione particolareggiata dell’orologio: ha la massa in pero ebanizzato e palissandro con intarsi geometrici in avorio, zinco e ottone. La pendola è di provenienza austriaca e risale alla seconda metà dell’ottocento. Sarebbe un peccato non avere nella propria dimora un elemento esclusivo ed allo stesso tempo sonoro e utile.

Mag 24

I cammei

Profilo-di-doonna-i-conchigliaIl cammeo o cameo è un gioiello realizzato attraverso l’incisione di una pietra stratificata (tipicamente l’onice) o di una conchiglia, in particolare la Cypraecassis rufa, la Cassis madascarensis e la Cassis cornuta; queste conchiglie della famiglia della Cassis presentano la superficie costituita da due strati di colore distinti, il che permette di isolare nitidamente dal fondo la figura in rilievo. Il termine deriva dal vocabolo arabo gama’il (bocciolo di fiore), si è arrivati all’odierno cammeo attraverso l’antica denominazione francese camaheu. Nell’arte antica ionica ed etrusca si realizzarono pietre dure che vengono considerate anticipatrici del cammeo, il cui utilizzo si diffuse a partire dall’età ellenistica. I primi cammei furono rintracciati nelle tombe di Crimea assieme alle monete di Lisimaco e risalirono al 281 a.C.  Durante il Rinascimento italiano vari artisti, tra i quali il Grechetto si distinsero in questo settore e anche nei secoli seguenti la penisola mantenne la guida dell’arte del cammeo.

Ancora oggi la lavorazione del cammeo si effettua artigianalmente. La prima fase della lavorazione consiste nella scelta della conchiglia adatta all’incisione. Successivamente si passa alla scoppatura, ovvero al taglio della parte più convessa della conchiglia, la “coppa”; mentre successivamente si procede alla segnatura e alla sagomatura del pezzo tagliato: all’interno della coppa si tracciano i contorni dei cammei che si vogliono ricavare e si eliminano, tagliandole, le parti superflue. Infine si passa all’aggarbatura, che consiste nel dare al pezzo la forma voluta (in genere ovale o tonda) utilizzando una mola speciale. A questo punto i pezzi ottenuti sono fissati su un fuso di legno con mastice caldo composto da pece greca, cera e scagliola.

Apr 05

Ecce Homo. L’emblema della Passione

homo ecce“Ecce Homo” è l’espressione che Ponzio Pilato, allora governatore romano della Giudea, ha rivolto ai giudei mostrando loro Gesù flagellato.  Letteralmente significa “Ecco l’uomo”, come a dimostrazione nei confronti degli altri che Gesù è come tutti gli uomini, soffre, prova dolore e non può evitare questa situazione. Questa frase indica per estensione anche la passione di Gesù come emblema di una persona malconcia, emaciata, sfigurata dal dolore, ma contrariamente questa scultura non trasuda drammaticità e sofferenza: gli occhi di vetro sono rivolti verso il basso, lo sguardo è attonito e incredulo, la postura del Cristo è in torsione, con i polsi sovrapposti come se fossero legati; il contrasto dato dalla carnagione della pelle molto chiara e dal colore del tessuto rosso acceso del mantello è molto forte.

L’opera presa in considerazione è una scultura antica religiosa dell’inizio settecento in legno scolpito e laccato in policromia; scultura lignea italiana proveniente da una dimora privata milanese. La particolarità di questa figura antica è appunto nella rappresentazione di stupore, più che di sofferenza; è stata raffigurata da molti pittori e scultori, anche famosi, come Caravaggio o Tiziano, ma sempre con sembianze di dolore, afflizione, con la corona di spine e le carni trafitte dal flagellum grondanti di sangue.

Mar 21

Città della cultura: Italia 2019

italia2019Riprende il cammino il programma Italia 2019, promosso dal CIDAC, l’associazione delle città d’arte e di cultura, e dal Governo e Parlamento. Il 17 Marzo si sono riuniti a Roma alcuni dei personaggi di spicco del progetto Italia 2019; l’obbiettivo principale è quello di valorizzare la ricchezza, la diversità e le caratteristiche comune delle culture europee, contribuendo così a promuovere il dialogo interculturale e la comprensione reciproca tra cittadini dell’Unione Europea, oltre a modernizzare le città candidate e far si che ci sia un aumento quantitativo e qualitativo del turismo culturale. La competizione delle città ha dato inizio a degli splendidi progetti per la propria valorizzazione. Italia 2019 è una magnifica opportunità, che necessità di una regia unitaria. La cultura è la cosa più importante che abbiamo e tutte queste città si stanno impegnando promuovendo mostre, attività e non solo, per coinvolgere turisti e, ovviamente, gli stessi cittadini italiani. L’Arch. Francesco Giacobone conclude la riunione dicendo “il paese ha bisogno di cambiare pagina e migliorarsi”.

Mar 14

Ritratto maschile. Perelli Cippo

cippo-perelli-ritratto-maschile-3929-1Il dipinto preso in considerazione è un ritratto di una figura maschile intenta ad aprire un pacchetto dal contenuto ignoto, con una sigaretta in bocca. L’opera è firmata e datata G. Perelli Cippo del ’68 e proviene da una collezione privata milanese. Il pittore milanese (1923-2004) è stato avviato dai suoi insegnanti al liceo artistico di Brera; su una base classica è riuscito a cogliere una singolare visione figurale, con un’intensa espressività; ha ricevuto numerosi inviti e premi ancora in giovane età. I luoghi dove Perelli amava stare sono diventati parte del suo corredo creativo: Milano con la darsena, i navigli e San Siro, Venezia, il paesaggio toscano, etc… Le sue opere si trovano in permanenza alla Galleria Ponte Rosso dal 1977, anno della mostra personale dell’artista milanese; molti commentatori, anche noti, hanno scritto di lui.

L’autore in questo ritratto si focalizza principalmente su due punti: sul volto dell’anziano ormai segnato dall’età che sembra quasi sorridere con la sigaretta in bocca; e sulle mani intente ad aprire il pacchetto, sottolineate maggiormente dalle linee più spesse e scure di contorno della braccia, mani e del pacchetto. L’unico soggetto dell’opera è appunto l’anziano signore e questo dà un senso di serenità, data dall’espressione della figura.

Mar 10

Park Guell di Gaudì

park-guell-3Gaudi (1852-1926) fu il principale protagonista del modernismo. La sua personalità può essere interpretata da un duplice punto di vista: da un lato, giustificandone la razionalità tecnica con l’eccezionale dominio delle forme e dei materiali, e dall’altro, insistendo sul suo pensiero trascendente, che lo condusse a creare un’opera piena di contenuti simbolici, in antitesi alle correnti dell’architettura occidentale moderna. Gaudi si proponeva di fornire soluzioni pratiche come progettare viadotti e strade per i pedoni, ma, contemporaneamente, i risultati andavano ben oltre, con l’aspirazione di giungere all’opera d’arte totale rompendo il confine tra natura, o Creazione, e arte, intesa come produzione umana. Guell comprese più di ogni altro suo contemporaneo il senso dell’architettura di Gaudi; per questo gli commissionò nel 1900 il progetto di costruire un’urbanizzazione per famiglie benestanti in una zona che aveva acquistato nella zona conosciuta come “montana Pelada”. I lavori del Park Guell avanzarono a buon ritmo, ma Guell decise di bloccarli nel 1914; nel 1922 aprì come parco pubblico e nel 1984 venne dichiarato patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. E’ interessante notare come sono state effettuate molteplici interpretazioni all’universo simbolico del Park Guell e dei suoi rapporti con la Grecia classica, la tradizione cristiana e la Catalogna.

L’icona del parco è la Salamandra sulla parte alta della scalinata del parco; serviva da scarico della cisterna situata sotto il mercato. E’ un elemento prefabbricato in mattoni, che una volta collocato al suo posto, venne rivestito da frammenti di ceramica policromi. Grazie alla sua forza iconografica, la Salamandra è divenuta la scultura più nota del parco e di tutta la città di Barcellona.

Feb 28

L’ultimo simbolista: Wildt

wildtLa mostra alla Galleria d’Art Moderna di Milano termina oggi, 28 febbraio 2016.  Qui vi sono 55 sculture in diversi materiali che seguono la crescita artistica del maestro milanese, caratterizzata dalle deformazioni della materia e da concetti immateriali. Il percorso espositivo presenta sculture di Wildt in marmo, gesso, bronzo ed è centrato sulla resa plastica e materiale di alcuni soggetti portanti della sua produzione, proposti in molti casi in più versioni proprio per sottolineare la sua ricerca sugli effetti dei diversi materiali, ossessione di tutto il suo lavoro d’artista.

Wilde (1868-1931) è cresciuto negli anni di diffusione del Liberty,  prima, del Simbolismo, poi, ha saputo elaborare un linguaggio personalissimo dove l’Espressionismo si mescola a reminiscenza dell’arte antica, del Rinascimento, ma anche Neogotiche, per dare vita a potenti soluzioni formali che ne hanno determinato un successo di critica controverso. Si può dire, dunque, che l’artista abbia personalizzato ed utilizzato una serie di movimenti artistici che lo hanno reso unico ed originale. La mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Milano si è tenuta dal 27 novembre 2015 al 20 febbraio 2016, dando, in questo modo, un’occasione unica per riscoprire la capacità di Wildt di infondere forza e carattere ai soggetti sacri e profani attraverso un gioco di luci, ombre e volumi nel marmo, suo materiale di elezione.