Ritratto di gentildonna firmata “Bacchini”

Ormai da secoli si indaga il rapporto tra bellezza e fascino, fra bellezza e età, fra bellezza e clima, ciò che una donna bella ispira agli uomini e alle altre donne, i pericoli derivanti dalla bellezza, la constatazione che la bellezza stessa della donna sia un tranello teso agli uomini dalla natura. La moda, cioè le acconciature, gli indumenti e i cosmetici, modificano di continuo l’idea di bellezza. La Fornarina, la Gioconda e la Belle Ferroniere sono suppergiù coetanee, tuttavia non si assomigliano affatto e furono giudicate come delle bellezze assolute. Ma allora da cosa dipende una bellezza assoluta?

Le donne vengono sempre raffigurate e ritratte con lineamenti e dettagli diversi a seconda dello stile, del periodo, della cultura e delle mode. In Galleria abbiamo più figure di donna, ma prendiamo in considerazione un ritratto di gentildonna su avorio firmata “Bacchini”: questa antica miniatura raffigura una ragazza a mezzo busto in abito azzurro dall’ampia scollatura, che lascia le spalle scoperte, orecchini di misura considerevole, una ricca dee elaborata acconciatura che raccoglie i morbidi riccioli dei capelli biondi, e un diadema in al centro di questa. La giovane ritratta appartiene indubbiamente ad una famiglia aristocratica o abbiente dell’Italia dei primi decenni del XIX secolo, considerando anche gli ornamenti di fattura borbonica. La miniatura è stata finemente dipinta su una lastra di avorio, entro una cornice circolare in bronzo dorato decorata con motivi geometrici. Particolarità che incuriosisce è il colore azzurro ripreso nell’abito, nei gioielli e negli occhi; questi ultimi attirano maggiormente l’attenzione perché sembrano avere uno sguardo serio, profondo e allo stesso modo seducente.