Riconoscere un mobile antico

Nell’antiquariato si definiscono antichi i mobili prodotti prima della seconda metà dell’Ottocento, perchè fu proprio a partire da quell’epoca che si diffuse la meccanizzazione degli attrezzi ed ebbe inizio la produzione in serie. Per riconoscere l’epoca di un mobile antico bisogna prima di tutto guardarne lo stile, le tecniche di costruzione e quelle di decorazione. Una conscenza anche basilare degli stili che si sono succeduti nelle varie epoche storiche non può che essere d’aiuto per identificare il periodo di provenienza di un mobile, anche a grandi linee. I mobili più costosi sono generalmente quelli appartenenti alle epoche più lontane, realizzati interamente a mano, che possiedono ancora chiodi, maniglie e serramenti originali e hanno subìto pochissimi interventi di restauro, meglio se nessuno.

L’epoca storica non è così vincolante e ogni mobile ha una storia a sé; il valore dipende molto anche dai materiali con cui è stato costruito: i legni pregiati, come mogano, palissandro o le essenze esotiche, hanno generalmente quotazioni piuttosto elevate, come anche la presenza di metalli preziosi, pietre dure, inserti in avorio e madreperla. Sul valore di un mobile antico incide anche la qualià dell’esecuzione, ovvero la cura dei dettagli, le incisioni, le rifiniture, gli intarsi. Lo stato di conservazione del mobile è naturalmente una delle caratteristiche che incidono maggiormente sulla sua valutazione: un mobile che ha ancora tutti i componenti originali vale sicuramente più di uno che presenta delle sostituzioni. I mobili molto antichi spesso hanno già subìto interventi di riparazione, ma bisogna tenere a mente che un buon pezzo d’antiquariato non deve presentare restauri per porzioni superiori al 33% della superficie totale, perchè oltre questa soglia non si può più considerare autentico e il suo valore sul mercato cala drasticamente. È importante quindi osservare il mobile anche all’interno e non solamente all’esterno: ferramenta, chiodi, serrature e tipi di incastro rivelano molte cose sulla sua storia. Fino ai primi anni dell’Ottocento i chiodi erano tutti costruiti a mano e avevano tipicamente la testa quadrata o a farfalla e una punta allungata e irregolare; successivamente cominciarono ad essere prodotti industrialmente e sono riconoscibili per la punta cilindrica e dalle testine perfettamente tonde e bombata.

Anche le serrature cambiano nelle varie epoche: quelle settecentesche venivano applicate ai cassetti e avevano un chiavistello sottile a molla semplice, a partire dall’Ottocento divennero ad incasso con il chiavistello più grande e una molla complessa. Gli interventi di restauro più frequeti riguardano i fondi dei cassetti, le giunture, gli interni delle ante, gli schienali e i piedini, che essendo soggetti a muffa e tarli si rovinano facilmente. Perciò, prima di acquistare un mobile antico, e bene controllare questi particolari oppure rivolgersi ad un esperto nel settore.