Feb 16

Coppia di cornici del XIX secolo

La cornice può essere considerata come una sorta di finestra multiforme, dalla quale lo spettatore guarda la natura o il mondo creato dall’artista stesso. Le strutture architettoniche rimangono il repertorio base nella composizione delle cornici fino all’inizio del ‘500, quando si assiste alla nascita del dipinto su cavalletto, di piccole dimensioni. E’ così che la cornice comincia ad acquisire maggior libertà e fantasia negli elementi ornamentali, che comunque continuano ad attingere da quelli antichi fino alla fine del ‘700, pur passando dal suddetto rapporto finestra-paesaggio, ad una maggiore autonomia, innalzandosi ad una funzione puramente decorativa.

Solitamente le cornici più antiche erano costituite da semplici modanature ricavate dal legno della pala o applicate direttamente sul tavolato, e già all’epoca gotica si arricchiscono di decorazioni a rilievo; la superficie di legno delle cornici può presentare una semplice decorazione a tempera, ma può anche essere dorata, argentata o meccata. Ad esempio, questa coppia di cornici antiche è laccata a finto legno, con profili e perlinatura in legno dorato; sugli angoli presenta un decoro dipinto in oro con foglie di quercia e ghiande. Nel loro complesso sono semplici, classiche, ma anche decorative.

Feb 09

Orologi antichi

Gli orologi antichi sono vere e proprie opere d’arte, con stili particolari e materiali spesso preziosi, che riescono a imprimere nell’ambiente il gusto e l’atmosfera di un’epoca. L’orologio è sempre stato un elemento fondamentale nella vita dell’uomo: infatti nell’antichità erano le meridiane a indicare i vari momenti della giornata, poi nel medioevo i primi orologi meccanici sui campanili e monasteri fino ad arrivare alla realizzazione di orologi molto complessi elaborati da artigiani europei. Nasce anche il mestiere di mastro orologiaio, che andò via via specializzandosi, sviluppando meccanismi sempre più ingegnosi. Nel corso dei secoli vennero introdotti nuovi meccanismi che resero gli orologi più leggeri e trasportabili, da grossi e pesanti quali erano; le dimensioni si riducono, vengono prodotti orologi da casa costosi e con ornamenti di ogni genere e stile. Il 1700 fu il secolo d’oro degli orologi, che ebbero la loro massima diffusione e raggiunsero il più alto livello tecnologico grazie all’invenzione del pendolo; gli orologi del 1700 e del 1800 sono caratterizzati dalla bellezza estetica e dall’inesattezza dei loro meccanismi: infatti erano molto belli visivamente, dato che venivano realizzati per le famiglie aristocratiche. Un orologio antico è un oggetto artistico pregiato, che dona fascino e originalità anche alle abitazioni moderne. Per farne un elemento caratterizzante dell’arredo è importante saperlo valorizzare, collocandolo possibilmente in grandi saloni o stanze eleganti.

Feb 06

Lampadario Impero genovese

Lo stile Impero ha inizio nel XIX secolo in Francia con la presa di potere di Napoleone, la cui personalità ebbe valore determinante in campo estetico-artistico, per poi estendersi in tutti i paesi europei; questo stile si articolò in un linguaggio che coinvolse tutte le arti, dalla pittura alla scultura, alle arte arti applicate. L’architettura è caratterizzata dall’adozione dell’ordine classico di dimensioni giganteggianti.

Questo è un esempio di elegante lampadario impero dorato genovese: formato da un busto tornito, intagliato, scolpito a motivi vegetali e dorato da cui partono elementi in ferro battuto a mano, raccordati da una serie di cristalli trasparenti, con qualche cristallo blu e verde che donano eleganza e particolarità, sormontati da fiori in cristallo con la corolla in ottone sbalzato e dorato, dettaglio che sottolinea il gusto e l’insormontabile raffinatezza di questo lampadario da salone, della fine del XVII secolo.

Feb 02

Paesaggio con rovine 1700

‘Le rovine’ e ‘i capricci di rovine’ sono una tipologia di quadri molto particolare: i primi vengono dipinti dagli artisti come testimonianza di un’epoca passata, mentre i secondi stanno a rappresentare dei ruderi che diventano dei simboli della caducità di un’età passata che non tornerà mai più. Il dipinto antico preso in considerazione è un capriccio di rovine e vi sono, oltre che una serie di monumenti che tra loro non centrano molto in quanto troviamo anche una piccola sfinge collocata sul basamento che sembra fare da guardia agli accessi al sito, delle statue, anche un passaggio fantastico, una finzione di paesaggio, e in più sono presenti anche dei personaggi: un soldato romano che sembra osservare simbolicamente la scena, due mendicanti seduti su dei massi, proprio ad indicare la caducità del tempo passato. Le rovine sono protagoniste del dipinto, ed hanno qui una matrice evocativa, ovvero delineano dei paesaggi immaginari.

Gen 26

Specchiera in legno intagliato e dorato

Il bisogno di conoscere sé stesso, attraverso una superficie che ne rimandasse la propria immagine, portò l’uomo, sin dai tempi più antichi, ad inventarsi i più disparati strumenti che gli consentissero di ottenere ciò: ad esempio vedere la propria figura riflessa nell’acqua. Solo intorno alla metà del ‘500, grazie all’invenzione e alla diffusione degli specchi di vetro, piatti e laminati sul retro, si ottenne un risultato di perfetta corrispondenza tra l’immagine reale e quella riflessa. Per secoli gli specchi vennero realizzati in dimensioni ridotte fino al ‘700 in cui vengono utilizzati anche come elemento di arredo e decorazione; così la specchiera viene messa su cassettoni, su camini, su comodini…

La specchiera antica, qui  presa in considerazione, è riccamente decorata con foglie e volute che scendono sui lati sostenute da due angeli, e nella parte superiore con una cimasa a raggiera in decori floreali e teste di cherubino, sei teste di putti alati. La decorazione a volute fogliacee, fiori e putti della specchiera a cartoccio è in voga soprattutto nel ‘600, ma realizzata nel ‘800.

Gen 24

Vita quotidiana nei dipinti antichi

Il nuovo genere pittorico della vita quotidiana entrò nei dipinti solo nel Seicento e nasceva nei Paesi Bassi, per diffondersi presto in tutta Europa. La fiorente borghesia mercantile non si sentiva rappresentata dai temi solenni, iniziò quindi a commissionare agli artisti dei dipinti con soggetti meno religiosi e più vicini all’esperienza quotidiana: interni domestici, luoghi urbani, attività ordinarie entrano per la prima volta nei quadri come protagonisti.

Uno dei grandi maestri di questo genere fu Bruegel il Vecchio, il capostipite di una famiglia di pittori molto attiva tra Seicento e Settecento. Nei suoi quadri ritraeva con occhio attento momenti della vita quotidiana dei contadini fiamminghi, osservandoli sempre con grande ironia e partecipazione. Ogni dipinto è ricco di aneddoti e personaggi caricaturali, che diventano rappresentazioni comico-allegoriche della vita nelle Fiandre. Bruegel il Vecchio ambientò episodi della Bibbia in paesaggi e città dell’Europa settentrionale della sua epoca, trasformando la stilizzazione tipica dell’arte medievale in una rappresentazione più realistica del mondo.

Un altro esponente della pittura del quotidiano fu Jan Vermeer, che nelle sue opere rappresentava le attività lavorative e di svago con grande naturalezza e attenzione ai piccoli gesti. Protagoniste sono spesso le figure femminili, intente a leggere, cucire, suonare; ma il vero soggetto è la luce e il suo riflettersi dando forma alle cose del mondo. La pittura di Vermeer non è rivolta alla storia, all’azione o al movimento; è piuttosto iconografica e volta a svelare l’armonia in uno scorcio di vita.

Nell’800 si fa strada il realismo pittorico, ed è una svolta nella pittura che fino ad ora si dedicava a rappresentazioni idealizzate secondo i canoni classici. Le scene di genere esplorano la vita di borghesi, contadini e pescatori, concentrandosi spesso sugli aspetti più banali della quotidianità.

Gen 19

Veduta dei Fori Imperiali

I Fori Imperiali di Roma raccolgono una serie di piazze monumentali edificate tra il 46 a.C. e il 113 d.C. Vengono considerati il centro dell’attività politica di Roma antica, un luogo che nel corso dei secoli si è arricchito di strutture ed edifici. Questi sono composti, in ordine cronologico, da il Foro di Cesare, il Foro di Augusto, il Tempio di Marte Ultore, il Tempio della Pace, il Foro di Nerva, la Basilica Argentaria, i mercati Traianei e la Basilica Ulpia. Il complesso dei Fori Imperiali si estende tra il Campidoglio ed il Quirinale. Tra il 1924 e il 1932 vennero riportati alla luce a seguito della demolizione degli edifici costruiti nell’area per la realizzazione dell’attuale via dei Fori Imperiali.

Questa veduta in acquaforte raffigura i Fori chiamati anche ‘Campo Vaccino’ per la presenza del pascolo delle mucche nella veduta, realizzata da Francois Morel (1768-1830). Si nota molto lo spirito del Grand Tour; questo era un lungo viaggio nell’Europa continentale effettuato da ricchi giovani dell’aristocrazia europea a partire dal XVII secolo; la destinazione più ambita era l’Italia. Da questo viaggio, che poteva durare settimane come mesi, venivano riportati in patria e nelle case alcuni ricordi di quello che si era visitato, principalmente vedute di città.