Giu 29

La battaglia nell’arte

Nei primi decenni del XVII, quando gran parte dell’Europa è duramente scossa dai sanguinosi sconvolgimenti della Guerra dei Trent’anni, l’Italia gode invece di un periodo stabile di pace: ed è proprio in questa parentesi insolitamente tranquilla che si assiste nel nostro paese a una rapida diffusione di un nuovo genere pittorico, quello della Battaglia. Il tema del fatto d’armi, della mischia, del corpo a corpo, sia dei fanti che dei cavalieri, ovviamente non era ignoto alla pittura italiana precedente; durante il ‘300 e il ‘400 il soggetto venne affrontato da molti con un’estesa varietà di intenti, quali allegorici, didattici o decorativi, oppure con finalità celebrative o commemorative. Solo nel momento in cui l’argomento bellico venne sviluppato fine a sé stesso, senza riferimenti storici, simbolici o iconografici, si può parlare per la prima volta di genere battaglistico.

Dunque il primo connotato, affinché il genere sia tale, è che il soggetto sia fine a sé stesso, che cioè la battaglia non possegga un preciso riferimento storico, iconografico o simbolico, ma che rappresenti un fatto d’arme sic et simpliciter; il secondo connotato del genere battaglistico è che esso venga realizzato con una produzione di massa: che non si tratti cioè di committente precise e destinate ad uno scopo unico e inequivocabile. Tramutandosi in genere, la battaglia è soltanto una battaglia, e la sua funzione si tramuta in pura e semplice potenzialità decorativa; è sottinteso che la battaglia si uniformi ad una serie di regole di sequenza narrativa, e che nella sua struttura vengano a costruirsi veri e propri τόποι nella composizione, nel rapporto tra figure e paesaggio, nello specificarsi di episodi, di gesti, di sequenze. Lo studio della battaglia come genere individuerà una trama di fenomeni analoghi, ravvisando una serie di clichès che ben presto sarebbero divenuti stereotipi ripetuti all’infinito.

Giu 26

Crocefisso in bronzo dorato con croce in tartaruga

Il crocefisso è la rappresentazione della figura di Gesù Cristo messo in croce ed è uno dei simboli più diffusi del cristianesimo. I crocefissi vengono realizzati con molti materiali, anche preziosi, nelle più svariate tecniche artistiche (pittura, bassorilievo, cesellatura…) e rivestono un consistente capitolo nella storia dell’arte; le dimensioni sono variabili, dai pochi millimetri a decine di metri, a seconda se l’oggetto sia destinato alle funzioni devozionali, gioielli, arredi sacri o monumenti.

Un esempio molto elegante di crocefisso è questo preso in considerazione: in bronzo dorato con croce in tartaruga. Risale al XVIII secolo e la presenza di Cristo posto su una croce in tartaruga finemente decorata con intarsi in ottone e zinco rende questo oggetto molto affascinante. La composizione consiste in una croce latina alla quale è applicato il corpo di Gesù Cristo in bronzo dorato, seminudo e senza vita, con il capo leggermente reclinato all’indietro cinto da una corona di spine e con le mani inchiodate ai bracci della croce, i piedi al fusto, e il costato trafitto. Alla base della croce vi è un teschio, anche questo in bronzo dorato come il corpo di Gesù, sormontato da una targa I.N.R.I. (“Iesus Nazarenus rex Iudaeorum”, ovvero “Gesù il Nazareno, re dei Giudei”).

Giu 22

Natura morta di Leopold Von Stoll

La natura morta viene spesso rappresentata nel corso dei secoli, ma nel ‘600 si afferma come genere a sé stante; questa è la rappresentazione pittorica di oggetti inanimati, quali i fiori, frutta, ortaggi, strumenti musicali ed altre curiosità botaniche e zoologiche. La messa in posa degli oggetti, il più delle volte umili e quotidiani, è caratterizzata da notevoli valenze simboliche. Parlare di ‘natura morta’ è un po’ un controsenso, perché la natura per sua definizione è viva, ma diventa morta quando la si toglie dal suo habitat; l’artista compie quindi una sfida: ritrae un fiore destinato a morire e così lo rende eterno. La sua bravura consiste nell’ingannare, facendo apparire come veri e vivi oggetti inanimati ed esseri morti.

Un esempio di dipinto di natura morta di fiori è il quadro qui rappresentato di Leopold Von Stoll del 1840: l’opera è composta da un mazzo di fiori policromi (peonie rosa, nasturzi gialli, dalie, liliim rossi, iris) raccolti entro una brocca di ceramica bianca posta su un tavolo. Sul piano d’appoggio sono inoltre presenti due prugne, una pesca e due uccellini. E’ da notare come la pittura sia fatta di forme nitide e colori splendenti realizzata con una straordinaria definizione di particolari. La natura morta viene enfatizzata ed evidenziata da una luce che viene dall’alto che, investendo gli oggetti, gioca sui chiaro-scuri, attraverso lo studio sapiente delle ombre. L’autore, Leopold Von Stoll, è un pittore fiammingo di origine ma attivo nella Mitteleuropa ottocentesca; durante la sua carriera artistica si è occupato di rappresentazione di composizioni floreali nel giardino botanico di San Pietroburgo e si è specializzato in nature morte con fiori e frutta, come quest’opera romantica, nel parco del castello di Schonbrunn. Alcune sue opere sono esposte all’ Hermitage di San Pietroburgo, così come alla  Austrian National Gallery Belvedere ed altri musei autriaci ed internazionali.

Giu 19

Il fascino del Grand Tour nelle dimore storiche d’Italia

Come ormai da qualche anno, l’iniziativa promossa da A.D.S.I. (Associazione Dimore Storiche Italiane) ha organizzato di aprire un giorno all’anno circa 300 splendide residenze d’epoca, castelli, ville, casali, cortili e giardini in tutta Italia a centinaia di migliaia di visitatori italiani e stranieri. Nata nel 1977 l’Associazione promuove l’attività di sensibilizzazione per favorire la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle dimore storiche, affinché tali immobili, di valore storico-artistico e di interesse per la collettività, possano essere tutelati e tramandati alle generazioni future nelle condizioni migliori. Questa giornata è anche l’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica e, in particolare modo i giovani sull’importanza della conservazione e valorizzazione dei beni culturali privati.

Dimore storiche, parchi e castelli costituiscono una parte rilevante del patrimonio storico-architettonico italiano e rappresentano una forte attrazione per i turisti, non solo verso le grandi città d’arte, ma soprattutto verso i borghi e i centri secondari. Per celebrare i 40 anni di A.D.S.I., questa edizione del Grand Tour si avvale del contributo di ciceroni d’eccezione: numerosi studenti delle scuole medie e superiori, sempre più coinvolti localmente dal sistema delle dimore storiche grazie ai programmi di alternanza scuola-lavoro. Inoltre l’iniziativa annuale a anche l’obbiettivo di dare visibilità e riconoscimento ai maestri artigiani, quali restauratori, corniciai, vetrai, argentieri, giardinieri, orologiai e altri, che hanno un ruolo fondamentale della manutenzione delle dimore storiche, dei loro giardini e degli oggetti d’arte che le adornano. Da quattro decadi è iniziata un’intensa attività di promozione del territorio attraverso anche itinerari dedicati alla scoperta di questi beni, custodi di importanti testimonianze artistiche, storiche, di tradizioni, di identità e culture, oltre che di antiche maestranze artigiane ancora esistenti.

Giu 15

I centrotavola

I centrotavola sono oggetti o composizioni di più elementi che più attirano le persone per la loro particolarità, singolarità e maestosità durante cene formali, feste, ricevimenti… sono oggetti elaborati, di materiali e forme svariate, destinati ad essere posti al centro della tavola con fine prevalentemente decorativo; può essere munito di accessori con funzioni pratiche. Si sono affermati nel XVII secolo, e in voga fino a tutto il XIX secolo, mostrano tipologie sviluppate in altezza oppure in larghezza, spesso grandiose.

 In principio il centrotavola apparve per la prima volta nel XVII secolo ed era un oggetto utilitaristico destinato a contenere candele e proteggere un tavolo di legno lucido da una macchia causata dalla fuoriuscita di sale e aceti nei condimenti; nel XVIII secolo si è evoluto per riempire il ruolo di centrotavola ornamentale in grandi sale. Questi possono essere di molti materiali quali porcellana, vetro, legno, argento, bronzo, cristallo, e più dimensioni o forme; venivano anche commissionati in base alle esigenze: con paesaggi in rilievo, con la presenza di figure di animali per i rifugi di caccia, con lo stile più alla moda (rococò o barocco). I centrotavola possono anche dilettare i commensali,  con forme particolari, con gruppi di statuette classiche o meno, con composizioni di fiori maestosi ed esuberanti in giardiniere, o con piatti riccamente e minuziosamente elaborati e decorati a mano.

 

 

Giu 12

Come arredare una seconda casa

Nella maggior parte dei casi quando si predispone l’arredamento della seconda casa si tende a riutilizzare gli arredi dismessi, provenienti da case chiuse precedentemente e stivati in depositi dimenticati. Aggiungiamo anche che amici e parenti vari cercheranno di sfruttare la circostanza per rifilarvi a loro volta tutto ciò che non utilizzano da tempo.

Ma attenzione! Non lasciatevi ingannare! Ecco in seguito qualche utile consiglio di home styling da tenere sempre sott’occhio forniti dall’arch. Isabella Danesini.

  1. Non lasciarsi condizionare se possibile dalla disponibilità degli arredi preesistenti. Bisogna liberare la mente da ogni tipo di condizionamento e cercare di lasciarsi informare dall’idea di casa che vogliamo ottenere. Se qualche arredo o complemento si discosta fortemente dalla nostra idea di casa dobbiamo essere pronti al suo sacrificio, alla sua eliminazione.
  2. Cominciamo dalle pareti e dai pavimenti! La scelta dei colori e dei materiali di queste superfici è fondamentale e va ponderata attentamente in relazione alla luce naturale degli ambienti. La luce naturale è infatti colei che modella i volumi e grazie a lei possiamo giocare con i contrasti. Quindi massima attenzione alla scelta dei colori.
  3. A questo punto entrano in gioco gli arredi; qui finalmente potete sbizzarrirvi:  se nella prima casa siete stati eccessivamente seriosi, ora potete finalmente giocare.  Decapare, verniciare, consumare, patinare sono i verbi guida della seconda casa.
  4. Illuminare! Illuminare! Illuminare! La luce è il primo elemento dell’arredo di ogni locale, non dimenticatelo. Ecco perché la scelta dei lampadari e  delle lampade diventa predominante rispetto al resto. Ricordatevi che è la distribuzione delle fonti di luce che crea una buona luminosità nel locale anziché la potenza di un’unica fonte luminosa.
  5. Massima attenzione ai bagni ed ai terrazzi! Qui il ricorso agli accessori diventa importantissimo. Ma anche il verde o l’impego di oggetti inusuali. Quindi il bagno può trasformarsi in una biblioteca piuttosto che in un giardino e così via.

In definitiva bisogna cercare di giocare con questa nuova realtà abitativa osando, prendendosi dei rischi. Solo così riusciremo ad arrivare ad un equilibrio soddisfacente.

 

Giu 08

Saliere in argento Edimburgo 1898

Questa coppia di saliere è molto particolare per la sua realizzazione: ha un corpo di forma ovale traforato e decorato da festoni incisi a motivi vegetali, con un bordo lavorato e quattro piedini in fusione. Il colore blu acceso attira l’attenzione dei commensali, così da rendere più piacevole le pietanze. Entrambe recano il marchio “Edimburgo 1898”, argentiere Hamilton & Inches: nota attività fondata nel 1866 mandata avanti da figlio in figlio, quindi a gestione familiare fino ad oggi; ora è l’unica azienda scultore orafa di produzione sopravvissuta dal XIX secolo.

Nel Medioevo, i recipienti per il sale ebbero una grande importanza simbolica; di molte misure e forme erano oggetto di vanto e ricchezza per il loro contenuto raro e prezioso. Così le saliere divennero opere di oreficeria lavorate molto minuziosamente, decorative ed emblematiche. La saliera, che solitamente occupava il centro della tavola, definiva anche la linea di demarcazione tra gli ospiti di prestigio – quelli che si trovavano “al di sopra del sale” – e gli altri, familiari, parenti poveri, inferiori – messi tutti “al di sotto del sale”.