Nov 24

Inaugurazione ‘Arte e Natura’: grazie e tutti per la partecipazione

Ieri sera si è inaugurata ‘Arte e Natura’, la mostra che vede come protagonista la natura in tutti i suoi aspetti nell’arte. Il relatore della serata, Stefano Zuffi, ha contribuito a rendere magica la mostra, deliziandoci con una conferenza straordinaria. Stefano Zuffi è uno storico d’arte italiano, laureato alla Statale di Milano e autore di numerosi volumi di divulgazione culturale, legati alla storia dell’arte. Ricopre gli incarichi di responsabile culturale dell’Associazione Amici di Brera ed è presidente dell’Associazione Amici di Poldi Pezzoli.

Ringraziamo tutti di essere venuti all’inaugurazione. La mostra proseguirà da oggi fino al 10 dicembre nelle Gallerie di ogni antiquario partecipante, con le sue opere.

Nov 21

Gli stemmi

L’aspilogia deriva dal greco άσπις ed è quel settore del sapere che ha lo scopo di individuare, riconoscere, descrivere e catalogare gli elementi grafici utilizzati, nel loro insieme, per identificare in modo certo una persona, una famiglia, un gruppo di persone o un’istituzione. L’araldica è lo studio degli stemmi che si è sviluppato nel medioevo in tutta l’Europa come sistema coerente di identificazione non solo delle persone, ma anche delle linee di discendenza, il che lo rende un sistema unico del suo tempo. Molti studiosi sostengono che l’araldica sia apparsa nel XII secolo con la nascita dei tornei, utilizzata dai membri dell’aristocrazia e del clero, ma altri sostengono che sia nata durante le crociate, quando i cavalieri cristiani avrebbero imitato l’usanza islamica di distinguere i cavalieri per mezzo di emblemi, colori e disegni simbolici applicati sugli abiti e sulle bardature dei cavalli, sugli scudi e sugli stendardi, al fine di riconoscere alleati e avversari.

Presentiamo qui alcuni esempi di stemmi di famiglia che hanno delle caratteristiche in comune, quale nella parte superiore dell’incisione un elmo sormontato da animali o oggetti, al lati animali, mostri mitici o angeli, mentre nella parte inferiore si trova il motto entro una fascia e il nome della famiglia: Stemma di Lord Fauconberg (Londra 1766-69) su un’incisione che mostra in cima un elmo sormontato da un leone, che simboleggia la forza e il valore; i due sostenitori laterali sono un cervo e un liocorno. Il motto mostrato in una fascia nella parte inferiore è “Bonne et belle assez” ovvero ” buono e abbastanza bello”. Tutta l’incisione è colorata e i colori  maggiormente utilizzati sono il rosso, giallo, blu e verde. Lo stemma di Lord Baulieu mostra in cima un elmo sormontato da un grifone, che sta a significare custodia e vigilanza; i sostenitori lateriali
sono due cervi rampanti e il motto nella fascia inferiore è “spectemur agendo” ovvero “lasciamoci giudicare dai nostri atti”. Lo stemma della famiglia Salmouth mostra in cima un elmo sormontato da un rapace che sta a rappresentare l’astuzia guerresca senza pietà; i due sostenitori laterali sono dei leoni rampanti fantastici; il motto mostrato sull’incisione è “patience, passe, science”. L’ultimo è lo stemma della famiglia Chedworth che mostra il solito elmo sormontato, non da animali, ma da un braccio avvolto in armatura con la mano che tiene una spada (significa alta carica militare); i due sostenitori laterali son un leone e un angelo; il motto qui è “justus propositi tenax” che significa “una persona corretta salda il suo scopo”.

Nov 17

Una bianca foresta di pietra: l’incontro tra architettura e ricerca sui materiali

“Ogni volta che scopriamo nuove tecniche spesso ci atteniamo alle vecchie forme. Un nuovo materiale, come il cemento, crea da sé le sue forme” Arch Pierluigi Nervi

Nella storia dell’architettura l’espressività del materiale è manifestata a volte in coincidenza della scoperta di nuovi materiali e di nuove tecniche. I materiali non sono solo espressione e linguaggio della ‘funzione’, ma anche segni della storia e dell’inconscio, possono presentarsi come risultato di intenzioni plastiche e percettive. E’ per questo che sono ‘resistenti’ ai cambiamenti e perché accanto ai nuovi materiali sono presenti materiali e forme tecniche del passato che è difficile sostituire.

Ad oggi molti materiali sono stati utilizzati per la costruzione e realizzazione di edifici, monumenti, palazzi, ognuno diverso e con le proprie caratteristiche: il legno, la pietra, il mattone, le molte, il calcestruzzo, il vetro anche, il ferro, l’accaglio come per la Torre Eiffel, il cemento, materiali plastici e molti altri. Con l’avvento del 2000 si cercano sempre più di scoprire e realizzare dei materiali che possano ‘far bene’ all’ambiente. Un esempio di costruzione di edificio con un materiale molto particolare è il Palazzo Italia dell’EXPO 2015 tenutasi a Milano: questo viene chiamato ‘materia della bellezza’ dato il suo colore candido e l’armonia delle forme che può avere, come in questo caso. Il padiglione italiano è una struttura complessa che richiama, nel suo aspetto esteriore e in alcuni spazi interni, le forme di una foresta ramificata. Il materiale è un nuovo cemento biodinamico, caratterizzato da un colore bianco di notevole brillantezza e dal potere di conservare inalterato nel tempo l’aspetto estetico. In più, una particolarità di questo cemento è che ha proprietà fotocatalitiche che attraverso la luce del sole consente di ‘catturare’ alcuni inquinanti presenti nell’aria, trasformandoli in sali inerti e contribuendo così a liberare l’atmosfera dallo smog.

“Vogliamo fare del Padiglione Italia un’occasione per valorizzare la capacità innovativa delle imprese e incoraggiare lo sviluppo di prodotti sostenibili e di tecnologie eco-compatibili. Un esempio emblematico in tal senso sarà proprio Palazzo Italia, che si presenta come un’architettura-paesaggio: l’edificio assume le sembianze di un albero-foresta, in cui il visitatore potrà immergersi e vivere un’esperienza emozionale” Diana Bracco (Presidente EXPO 2015 e Commissario del Padiglione Italia)

Nov 15

Musei italiani 2014-2017. Traguardi raggiunti

 

Lunedì 6 novembre 2017 si sono riuniti tutti i 21 direttori dei musei che con la riorganizzazione del ministro Franceschini hanno ottenuto l’autonomia nella gestione dei “musei autonomi”. Bellissime e tante le cose fatte. Mostre, presentazioni, ricerca, didattica, formazione, collaborazioni con musei stranieri, editoria, restauro programmato, feste di compleanno, di laurea, matrimoni, gare di canoa, ballo delle debuttanti ed altro. Insomma un’attività intensissima che ha portato dentro i musei molti visitatori in più e naturalmente incassi più consistenti; l’80% dei quali i direttori potranno autonomamente impegnare per le attività intraprese ed altre che verranno; il restante 20% è destinato ad un fondo di solidarietà per i musei minori.

Tra gennaio e settembre i visitatori sono cresciuti del 9,4 per cento e gli introiti del 13,5 per cento (ma in tre anni, tra 2013 e 2016, gli incassi in più sono circa 50 milioni di euro, +38,4%, e i visitatori passano da 38,4 a 45,5 milioni). Una tendenza di crescita generale che secondo il ministro «fa prefigurare il possibile raggiungimento di un altro record per il 2017 con 50 milioni di visitatori» entro la fine dell’anno. Nessun problema si è presentato, nessuno ha lamentato la mancanza di risorse finanziarie!

Sembrava ci fosse una barriera che ora pian piano sta cadendo, basti pensare all’art bonus ma anche a come molte imprese si stanno muovendo. I traguardi raggiunti dal 2014 al 2017 sono molti, e anche ben visibili; si è potuto notare che investire sulla cultura, sull’arte fa bene alle persone, alle anime, al paese e anche all’economia.

Nov 10

Cesare Tallone, signora di profilo con cappellino 1880-1884

Cesare Tallone (1853-1919) è nato a Savona ed entra, dodicenne, nella bottega di Pietro Sassi, un decoratore locale ad Alessandria, viene notato per la felice esecuzione di alcuni ritratti; grazie all’aiuto di un mecenate riesce ad iscriversi, a diciannove anni, all’Accademia di Brera tra il 1973 e il 1876 dove ha come compagni di studio Previati, Spartaco Vela, Gola, Segantini. In questi anni entra a far parte della ‘famiglia artistica’, un sodalizio animato da Vespasiano Bignami, in cui si ritrovavano esponenti della scapigliatura e delle altre correnti d’arte del tempo. Nel 1877 partecipa all’esposizione annuale di Brera, e da questo momento in poi cominciano per lui i primi riconoscimenti.

Pur godendo di vasta fama, risponde solo all’eccellenza dell’arte, non accetta barriere di classe: per lui una regina e il più povero dei suoi studenti sono uguali. Con l’approssimarsi della prima Guerra Mondiale la salute cominciò a mancargli e le condizioni fisiche si sommarono al dolore per la partenza al fronte dei suoi figli e di tanti suoi allievi dell’Accademia, si aggravò fino a morire nel 1919.

Dipinse con grande abilità tecnica paesaggi, nature morte e intensi ritratti che gli diedero notorietà; i volti femminili sono diversissimi, uno quieto, uno arrogante, uno scanzonato, ragazze o donne, ciascuno con una spiccata personalità. ‘…questo intenso ritratto, appartenuto allo stessa famiglia milanese fin da prima degli anni’20, si unisce alla trentina di ritratti da me archiviati dopo la pubblicazione del libro (Gigliola Tallone, Cesare Tallone, Electa 2005). La straordinaria semplificazione della pittura di Cesare Tallone è qui preclaramente rappresentata. Il bel volto di profilo riceve ed è avvolto dalla luce dorata dello sfondo, mentre tutto il resto, il cappellino e la veste, rimane come controluce, con i neri appena vibrati. Nessun orpello, tanto abusato nella pittura post post impressionista di quegli anni, solo luce e volumi, solo lo sguardo intenso, solo la personalità della signora in posa, che ci viene tramandata fino ad oggi. Marzo 2011 Gigliola Tallone’.

Nov 07

Riconoscere un mobile antico

Nell’antiquariato si definiscono antichi i mobili prodotti prima della seconda metà dell’Ottocento, perchè fu proprio a partire da quell’epoca che si diffuse la meccanizzazione degli attrezzi ed ebbe inizio la produzione in serie. Per riconoscere l’epoca di un mobile antico bisogna prima di tutto guardarne lo stile, le tecniche di costruzione e quelle di decorazione. Una conscenza anche basilare degli stili che si sono succeduti nelle varie epoche storiche non può che essere d’aiuto per identificare il periodo di provenienza di un mobile, anche a grandi linee. I mobili più costosi sono generalmente quelli appartenenti alle epoche più lontane, realizzati interamente a mano, che possiedono ancora chiodi, maniglie e serramenti originali e hanno subìto pochissimi interventi di restauro, meglio se nessuno.

L’epoca storica non è così vincolante e ogni mobile ha una storia a sé; il valore dipende molto anche dai materiali con cui è stato costruito: i legni pregiati, come mogano, palissandro o le essenze esotiche, hanno generalmente quotazioni piuttosto elevate, come anche la presenza di metalli preziosi, pietre dure, inserti in avorio e madreperla. Sul valore di un mobile antico incide anche la qualià dell’esecuzione, ovvero la cura dei dettagli, le incisioni, le rifiniture, gli intarsi. Lo stato di conservazione del mobile è naturalmente una delle caratteristiche che incidono maggiormente sulla sua valutazione: un mobile che ha ancora tutti i componenti originali vale sicuramente più di uno che presenta delle sostituzioni. I mobili molto antichi spesso hanno già subìto interventi di riparazione, ma bisogna tenere a mente che un buon pezzo d’antiquariato non deve presentare restauri per porzioni superiori al 33% della superficie totale, perchè oltre questa soglia non si può più considerare autentico e il suo valore sul mercato cala drasticamente. È importante quindi osservare il mobile anche all’interno e non solamente all’esterno: ferramenta, chiodi, serrature e tipi di incastro rivelano molte cose sulla sua storia. Fino ai primi anni dell’Ottocento i chiodi erano tutti costruiti a mano e avevano tipicamente la testa quadrata o a farfalla e una punta allungata e irregolare; successivamente cominciarono ad essere prodotti industrialmente e sono riconoscibili per la punta cilindrica e dalle testine perfettamente tonde e bombata.

Anche le serrature cambiano nelle varie epoche: quelle settecentesche venivano applicate ai cassetti e avevano un chiavistello sottile a molla semplice, a partire dall’Ottocento divennero ad incasso con il chiavistello più grande e una molla complessa. Gli interventi di restauro più frequeti riguardano i fondi dei cassetti, le giunture, gli interni delle ante, gli schienali e i piedini, che essendo soggetti a muffa e tarli si rovinano facilmente. Perciò, prima di acquistare un mobile antico, e bene controllare questi particolari oppure rivolgersi ad un esperto nel settore.

Nov 03

Dentro Caravaggio

‘L’essercitio mio è di pittore… io credo cognoscere quasi tutti li pittori di Roma et cominciando dalli valent’huomini… quella parola valent’huomo appresso di me vuol dire che sappi far bene, cioè sappi fare bene dell’arte sua, così un pittore valent’huomo che sappi dipinger bene et imitar bene le cose naturali…’ Caravaggio, 1603

Il 29 settembre 1571 nasce Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, autore in poco meno di quindici anni – morirà nel 1610 dopo una vita burrascosa e travagliata finita tragicamente – di un profondo rinnovamento della tecnica pittorica caratterizzata dal naturalismo dei suoi soggetti, dall’ambientazione realistica e dall’uso personalissimo della luce e dell’ombra. ‘Dentro Caravaggio’, mostra che si tiene a Palazzo Reale di Milano in questi mesi fino al 28 gennaio 2018, presenta venti opere del pittore riunite qui per la prima volta insieme; un’esposizione unica, non solo perché presenta al pubblico opere provenienti dai maggiori musei italiani ed esteri, ma perché per la prima volta le tele sono affiancate dalle rispettive immagini radiografiche che consentono così al pubblico di seguire e scoprire, attraverso un uso innovativo degli apparati multimediali, il percorso dell’artista dal suo pensiero iniziale fino alla realizzazione finale dell’opera. Grazie alle analisi fatte ai singoli dipinti antichi, si è potuto capire che sotto, o ‘dentro’, questi vi era un disegno iniziale e incisione, probabilmente fatto velocemente, come schizzo, con il manico del pennello; Caravaggio inoltre stava molto attento all’utilizzo dei colori, soprattutto per creare l’effetto chiaro-scuro e delle ombre. Questa mostra, tramite brevi filmati di riflettografie, video ed immagini, ci permette di entrare proprio nella mentalità dell’artista, mostrandoci anche gli abbozzi primari.

Caravaggio era innovativo e contro corrente per il suo periodo storico, anche perché prendeva come modello persone di strada, sporche, prostitute per rappresentare la Santa Maria: ‘La morte della Madonna della Scala… fatta levar di detta chiesa da quei padri perché in persona della madonna haveva ritratto cortigiana’…’qualche meretrice zozza degli ortacci da lui amata…’…’…spropositata di lascivia e decoro’. (Mancini, considerazioni della pittura 1617-1621)