Mar 23

Antico cassettone Luigi XVI

Questo antico cassettone Luigi XVI della fine del Settecento, lombardo, è caratterizzato dalla lastronatura e filettatura in noce, dai tre cassetti frontali e dalle gambe troncopiramidali. Frontalmente è scandito da tre cassetti composti con un elegante bordo a becco di civetta, i fianchi dritti, le gambe rastremate e troncopiramidali.
La lastronatura è disposta in obliquo, a spina di pesce, a formare sia sui fianchi che sul piano ed il fronte, eleganti specchiature contrapposte e bordi decorati da una doppia filettatura, in noce, bosso ed ebano la prima, mentre la seconda, più esterna, è in ciliegio selvatico. La disposizione geometrica della lastra colloca questo cassettone intorno  alla fine del  Settecento. Il gioco delle lastre, le venature ed il colore delle essenze  si può esaltare con un restauro ed una lucidatura con gommalacca, a tampone e pomice, realizzabile nel nostro laboratorio dal nostro ebanista.
Mar 20

Busto virile in alabastro, Tabacchi

L’uso dell’alabastro come materiale artistico risale alle civiltà più remote, fin dall’Antico Regno d’Egitto (III millennio a.C.) sia come materiale da costruzione in camere e santuari, sia come pietra preferita nella produzione di oggetti svariati, come sarcofagi, scatole, statue, vasi. In epoca romana l’alabastro trovò utilizzazione nella decorazione architettonica, per la realizzazione di vasi, vasche, oggetti pratici e nei busti-ritratto.

La figura rappresentata qui è mezzo busto, vestito elegantemente in abito di fattura ottocentesca e reca la firma ‘Tabacchi‘ nel bavero posteriore del cappotto. Questa scultura figurativa poggia su una base circolare in legno tornita ed ebanizzata; risale alla prima metà del 1800 e potrebbe trattarsi di un’opera giovanile dello scultore, uno degli scultori lombardi più importanti dell’ottocento, autore di alcuni dei monumenti significativi. Le sue opere sono caratterizzate da un tocco personale nell’insistita e minuta descrizione delle materie raffigurate, una ricerca mimetica derivata dal naturalismo della sua formazione, portato spesso ad esiti accentuati. Lo scultore, Odoardo Tabacchi (1831-1905), fu allievo dell’Accademia di Belle Arti di Brera, quindi impegnato presso gli studi di altri artisti a Milano, e poi a Roma, Firenze e Napoli; e concentrò la propria attività soprattutto sulla scultura monumentale.

Mar 13

I quadri nell’arredamento

I quadri decorano gli ambienti in modo pratico e veloce, donando alla stanza eleganza e carattere: moderni o antichi, astratti o figurativi, monocromatici o pieni di colore. I dipinti sono finestre sulla storia dell’arte appesi sulle pareti, esprimono una personalità e impreziosiscono ogni spazio con un tocco di stile; i quadri antichi, come tutti gli oggetti d’antiquariato, sono unici, e per questo valorizzano ogni ambiente con originalità, rendendo la casa diversa da tutte le altre.

Nella scelta dei dipinti è sempre utile partire considerando l’atmosfera che si vuole ricreare, e optare per i quadri che sappiano trasmetterla: regale o informale, minimal o raccolta che sia, etc… Bisogna considerare lo stile degli arredi già presenti: ogni ambientazione si sposa bene con alcuni tipi di quadri ma non con altri. Nature morte e dipinti floreali si inseriscono molto bene nelle pareti rendendo accoglienti anche gli angoli più trascurati. L’importante è scegliere i quadri con attenzione ed essere consapevoli dello spazio che si può dedicare loro, disponendoli in modo ordinato per non affollare la vista. Molto apprezzati sono anche i dipinti di paesaggi e le raffigurazioni di scene di vita quotidiana, che richiamano scenari bucolici e rendono armonioso tutto l’ambiente. Belli sono i quadri di grandi dimensioni che creano un particolare effetto scenico e nuove prospettive visive, ma rischiano di rimpicciolire la stanza se messi su una parete piccola. Insomma, un quadro deve essere proporzionato e a tema con tutto quello che lo circonda!

Mar 02

AMART

Milano riprende una tradizione artistica che si era interrotta da qualche anno grazie ad AMART, Mostra promossa dell’Associazione Antiquari Milanesi. Cornice della manifestazione sarà Palazzo della Permanente, gioiello in stile neoclassico dell’architettura del capoluogo lombardo che ospita collezione d’arte tra le più pregevoli. AMART vuole diventare il punto di riferimento per il mercato antiquario ed artistico italiano ed internazionale, il nucleo pulsante per riscoprire il valore e la bellezza dell’arte in tutte le sue espressioni.

Allestimenti di livello, qualità dell’esposizione, eccellenza nell’offerta, saranno gli elementi distintivi di questa rassegna che dal 9 al 13 Maggio (con cerimonia di inaugurazione la sera dell’8 Maggio), arricchirà il panorama artistico di Milano, richiamando collezionisti, appassionati, professionisti dell’arte, artisti, visitatori e non solo. AMART vuole superare gli schemi della consueta Mostra antiquaria per diventare un momento culturale che rappresenti una tappa nel più ampio ed articolato progetto associativo di sviluppo del mercato attraverso iniziative, approfondimenti, contaminazioni tra diverse forme d’arte. Impegno, serietà e coerenza sapranno distinguere AMART per ricominciare un percorso di dialogo a più voci, in realtà mai interrotto completamente, che oggi delinea la più autentica dimostrazione del valore della professione antiquaria.

 

Feb 27

Colonna portavaso in marmo

Il marmo è considerata una delle pietre più antiche e belle, apprezzato già nell’antichità per il suo aspetto vario e per la solidità. Può avere striature multiformi e colori diversi, che cambiano in base ai diversi materiali presenti nella roccia, come ferro, argilla, sabbia… per questo ogni lastra di marmo crea un effetto visivo unico e irripetibile! Il suo aspetto lucido e luminoso affascina tutti, così da indurre l’uomo a costruire addirittura imponenti e importanti edifici con questa pietra per la sua bellezza, ma anche per la lunga durata che ha nel tempo. Infatti ancora oggi il marmo è utilizzato nell’edilizia ed è molto apprezzato nell’arredamento: pareti in marmo, statue, centrotavola, colonne portavasi, sono ricercati nell’interpor design, per la peculiare capacità di dare luminosità anche all’ambiente attorno.

L’oggetto riportato qui in figura è un esempio di elemento decorativo di particolare ricercatezza: elegante piedistallo con base gradinata e quadrata, con raffinate cornici con decorazioni geometriche, fusto circolare sormontato da un capitello corinzio con rifinitura a cesello ed una superba doratura al mercurio. La colonna portavaso è realizzata con un marmo raro e prezioso, Fior di Pesco di Seravezza, dalle sfumature violette proveniente dalle Apuane. Questo manufatto sprigiona eleganza, luminosità e semplicità nonostante la sua ricercatezza.

Feb 23

Dipinto al nero fumo sulla ceramica

‘Il fumo uccide. No, non solo, il fumo crea: arte!’

Di oggetti particolari, stravaganti né è pieno il mondo, ma sono solo alcuni e pochi che possono essere considerati ‘arte‘ e trasmettere delle emozioni. Un esempio è questo dipinto realizzato su un piatto ovale da portata al nero fumo sulla ceramica: la tematica è la maternità, infatti si vedono come protagonisti e unici personaggi all’interno del piatto un bimbo piangente in braccio alla madre seduta che cerca, probabilmente, di imboccare il figlio. Entrambi sono rappresentati con il capo coperto da una cuffietta; il contrasto tra chiaro e scuro rende bene la profondità e il realismo della scena; la tecnica singolare e complessa è stata utilizzata qui da Felice Zennaro agli inizi del 1900, come riportato nella parte inferiore del manufatto.

Zennaro è un artista che vive durante tutto l’arco del 1800 fino ai primi del 1900, con una prima formazione accademica a Venezia, dove comincia il suo percorso artistico per poi andare all’accademia di Brera, partecipare come volontario alle guerre d’indipendenza contro l’Austria, esporre a mostre milanesi, presentare a Brera, fino a spegnersi in tarda età. La bellezza di questo oggetto è racchiusa nella tecnica a nero fumo complicata e curiosa e nell’abilità a rappresentare i soggetti.

Feb 21

Luce a led o alogena?

Uno degli aspetti fondamentali dell’arredare la casa riguarda l’illuminazione: a seconda del posizionamento o del tipo di installazione, infatti, è possibile ottenere atmosfere differenti, per un ambiente più luminoso o più rilassante. Negli anni ha preso sempre più piede la lampadina alogena, utilizzata per molte lampade da interni, fino a quando non è entrata in scena l’illuminazione a led – sviluppata per la prima volta nel 1962 per opera di Nick Holonyak, ma realizzata solo negli anni 2000. La lampada alogena è un particolare tipo di lampada ad incandescenza ed ha una luce più calda, che rende i colori più vivi e allo stesso tempo bianca, che restituisce una potenza luminosa sensibilmente più intensa rispetto alla lampadina classica. L’inconveniente può essere che sprigiona molto calore, per cui bisogna tenerla a debita distanza da muri o oggetti per evitare che si scuriscano o rovinino.

La lampada a led, invece, anche se ha un’illuminazione più ‘fredda’, meno naturale perché quasi azzurrina, ha dei vantaggi come il consumo di pochissima energia, la resistenza a temperature estreme, la non emissione di calore e la durata media elevatissima (di 100000 ore). Le lampade a led, dunque, risultano più efficienti in rapporto qualità/prezzo per aspetti dati alla tipologia di luce, alla fedeltà nel riflettere fedelmente i colori, al risparmio di denaro e alla durata di vita. Le differenze principali son queste, ma l’utilizzo delle due luci dipende certamente dalla funzione della stanza da illuminare, dal tipo di luce per donare carattere e stato d’animo all’ambiente o dal puro risparmio energetico e di denaro.