Lug 06

Lampadario in cristallo

Da quando esiste l’umanità esiste il bisogno di far luce nel buio: la luce è simbolo di sicurezza, benessere e progresso, perciò sin dai tempi antichi si cerca di illuminare gli ambienti chiusi e aperti, allungando così la durata delle giornate. I lampadari antichi sono oggetti che non passano mai di moda, ma si possono inserire nelle case dall’arredamento contemporaneo con facilità, e abbinare ai vari stili per creare un ambiente magico. Un tempo erano prerogativa della nobiltà, ma oggi sono alla portata di tutti e hanno la particolarità di creare sulle pareti e sul soffitto ombre e giochi di luce sempre diversi, grazie agli elementi che lo compongono: pendenti in vetro e cristallo, rami e catenelle in ferro, lampadine che proiettano la luce in modo sempre differente e danno vita ad un’atmosfera incantevole e suggestiva.

Un lampadario antico di cristallo si sposa bene anche con un arredamento contemporaneo: i pendenti di cristallo creano piacevoli riflessi di luce sulle pareti e sul soffitto. Quelli di grandi dimensioni con pendenti a forma di goccia sono ideali per dare un tono di classe alla sala da pranzo; un lampadario d’altri tempi poi è perfetto per interni più glamour e particolari, data la sua eleganza e raffinatezza. Per mantenerli sempre lucenti e brillanti devono essere lavati di tanto in tanto, ovvero bisogna smontare ogni pezzo del lampadario (lasciando intatto il corpo centrale) e immergere il tutto in acqua calda con sapone; lavare accuratamente tutti i pezzi, asciugarli con un panno e rimontarli, così da avere un gioiellino come lampadario!

Lug 03

Milano

Noi di Ghilli Antichità abbiamo pensato che Milano meritasse una particolare attenzione! Come diceva Giovanni Verga “Si, Milano era proprio bella, amico mio, e credimi che qualche volta c’è proprio bisogno di una tenace volontà per resistere alle sue seduzioni”. Così anche noi ci siamo lasciati sedurre dal fascino di Milano, come gli artisti che hanno creato le loro opere dedicandole alla città, secoli prima che diventasse la ‘Milano da bere’: così abbiamo una serie di stampe e incisioni di opere della Milano storica e architettonica, il cui spirito viene celebrato attraverso scorci, vedute e personalità celebri della storia e della cultura.

Acquatinta con Veduta dell’Anfiteatro dell’Arena in Milano del 1831; Veduta esterna del Duomo di Milano del 1830 circa; Veduta dell’Ospedale Maggiore in Milano del 1820-21; la Festa di Beneficienza nel Teatro della Scala la Notte del 23 Maggio 1891; il Gran Premio di Milano del 1895; Veduta dell’Arco della Pace in Milano Acquatinta del 1820-21; Veduta della Piazza San Fedele in bella coloritura coeva 1820-21; Stampa Antica con le Corse dei Cavalli Ala Trotter di Milano 1896; e molte altre ancora.

Giu 26

Milano modello globale

Milano oggi corre, vola, scavalca il dato medio nazionale sulla produttività: più capitali, più studenti, più accoglienza, più solidarietà, più commercio, più turismo, più lavoro, più pendolari, più segnali di ogni tipo che certificano la ripartenza in corso, il new deal e la maturità di un processo costruito nel tempo e decollato con Expo. Milano è l’immagine della città in movimento, coi motori accesi e la scritta sold out: in Galleria si procede a bracciate, in Duomo c’è la coda, il metrò è sotto assedio, il pubblico dei teatri batte quello di Parigi, Cadorna e Centrale sono ai massimi storici, così Malpensa e Linate, tra ondate di pendolari, turisti, manager, professionisti, ma anche poveri cristi e disperati.

Da due anni a Milano c’è un benefico caos che anestetizza il disagio per i cantieri in corso della Linea 4 della metropolitana e porta un afflusso di capitali stranieri che non si era mai visto. Puntare su Milano non è una scommessa, è un investimento: dagli australiani di Lend Lease che hanno vinto la gara per la città del futuro nell’area Expo, al gruppo americano che ha ipotecato l’incompiuta di Porta Vittoria, agli arabi nel capitale di Garibaldi Repubblica e dell’area Falk, piovono rendering e offerte commerciali; l’immobiliare è allo spolvero! I cantieri sono aperti sul futuro.

Giu 23

Manutenzione dei quadri antichi

La Dr.ssa Isabella Danesini, responsabile del restauro dei dipinti antichi presso la Galleria Ghilli Antichità Milano, ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni utili per la conservazione e manutenzione dei quadri antichi.

Per conservare bene un quadro antico innanzitutto è fondamentale assicurarsi che il dipinto venga conservato lontano da fonti di calore quali i caloriferi o in prossimità delle griglie di uscita dell’aria condizionata. Occhio anche all’illuminazione: i quadri antichi non andrebbero esposti direttamente ai raggi della luce del sole, ma particolare attenzione va posta anche all’illuminazione artificiale, che non deve essere troppo vicina per non surriscaldare troppo il film pittorico.

Particolarmente importante è anche il raggiungere, all’interno dell’ambiente domestico, un buon equilibrio tra un microclima troppo secco (tipico del riscaldamento invernale degli alloggi) ed uno troppo umido (tipico della stagione estiva o degli ambienti di servizio). Continui sbalzi tra queste condizioni determinano la deformazione della tela, della tavola e della materia pittorica, causando il degrado del dipinto.

È fondamentale rivolgersi ad un restauratore esperto quando si è in presenza di un quadro con buchi e tagli o quando la tela è molto lassa, rischiando perdite di film pittorico. Senza questo accorgimento, lo sporco naturale o il degrado della vernice possono causare problemi di pulitura dei quadri antichi, con conseguente perdita di profondità della scena e plasticità delle figure.

Nella manutenzione dei quadri antichi è essenziale non aspettare che lo stato di degrado degeneri ma, anzi, cercare di anticiparlo, richiedendo il parere di un restauratore. Piccoli interventi quali la tenditura della tela o la verniciatura, a fronte di un esborso minimo, possono migliorare sensibilmente la conservazione del dipinto antico.

La Dottoressa Danesini, infine, conclude la sua lista di consigli per la manutenzione, indicando di prestare grande attenzione anche alle cornici antiche per quadri. La conservazione delle cornici antiche, infatti, spesso viaggia parallelamente a quella del dipinto.

Giu 15

Dare spazio al domani distruggendo il passato

‘Quando W. Goethe venne per la prima volta in Italia ebbe a scrivere a un amico, in una lettera, che non vedeva l’ora di essere a Roma per poter leggere Tacito. Uno sprovveduto potrebbe chiedersi perché Goethe non potesse leggere Tacito in Germania: ma è proprio conoscere direttamente i luoghi nei quali i grandi eventi sono avvenuti che non solo dà più piacere alla conoscenza storica, ma anche permette di approfondirla. Un conto è leggere nell’opera di Livio la battaglia di Canne, un conto è cercare di ‘vederla’ sul luogo ove i fatti si sono svolti’.

E’ normale e naturale proteggere, conservare e valorizzare i proprio beni, come una nazione fa con la propria cultura e storia, mantenendo ciò che la ricorda. Ogni singolo monumento, oggetto, epigrafe, statua, ornamento o collezione ‘racconta’ qualcosa della propria storia, contesto, così da diventare come un cimelio nazionale. Nei secoli si è cercato di mantenere integro tutto ciò che aveva un valore artistico o culturale in modo tale da lasciarlo ai prosperi. Infatti i primi a muoversi con la legislazione nel XV secolo sono i Papa che si indignavano per l’opera di distruzione di monumenti antichi. Sempre maggiore poi diveniva, tra fine ‘700 e ‘800, il fascino italiano sugli stranieri, studiosi di antiquaria, uomini colti, artisti, poeti, così da venire fino in Italia come pellegrini. Già nel 1796 Quatremere De Quincy sosteneva che i danni ai beni culturali costituissero una perdita al patrimonio culturale dell’intera umanità; due secoli dopo, ne 1954, l’UNESCO promosse la convenzione dell’Aja per la protezione dei beni culturali in conflitti armati, cosa che però non era controllata da nessun organo o autorità. Ma cosa dire riguardo agli sventramenti, per creare la nuova viabilità, con la demolizione di interi quartieri o di vastissime zone archeologiche per rinnovare l’edilizia e dare spazio all’abitato moderno? La ‘distruzione’ delle città italiane per la costruzione di edifici nuovi fu un fatto che suscitò un’enorme impressione in tutta l’Europa colta di fine ‘800. Con l’andare avanti del tempo, magari inconsapevolmente, stiamo dando spazio al domani, distruggendo il nostro passato, il nostro ieri.

Giu 12

Vestali in bronzo con basi dorate

Le vestali sono sacre sacerdotesse votate al culto della dea Vesta; giovani fanciulle di rango patrizio, scelte nell’età tra i sei e i dieci anni, che venivano consacrate dal Pontefice massimo e che dovevano fare voto di castità. Il loro servizio durava 30 anni: dieci impiegati nell’apprendistato, dieci nell’esercizio delle funzioni sacerdotali, e dieci nell’istruzione delle nuove vestali. Seconda la tradizione, l’ordine delle vestali fu istituito dal secondo re di Roma, Numa Pompilio. Il loro compito era di mantenere sempre acceso il sacro fuoco, che rappresentava la vita della città; inoltre, erano incaricate di preparare gli ingredienti per qualsiasi sacrificio pubblico o privato.

Le vestali sono sempre state raffigurate in dipinti, oggetti, statue e molto altro. Un oggetto molto particolare ed elegante è la coppia di vestali in bronzo con basi dorate, ideali per realizzare due lampade classiche da salotto. Infatti questa coppia rappresenta due figure femminili vestite all’antica con una tunica dal panneggio morbido: reggenti un’anfora sulla spalla con l’allacciatura raccolta entro ghirlande di fiori. Il colore scuro delle figure delle vestali in bronzo e chiaro delle basi in fusione dorate a fuoco rendono questa coppia di oggetti ancora più affascinante.