Set 28

Lo scrittoio

Oggi uno scrittoio antico si inserisce in casa come un complemento d’arredo piacevole e di grande fascino, ma è molto più di un mobile: è un oggetto storico che ha attraversato i secoli passando di generazione in generazione; i più antichi sono stati realizzati a mano e sono dei veri e propri capolavori d’arte. I primi esemplari erano dei semplici piani di supporto sostituiti da un’asse inclinato; nel corso dei secoli questi mobili si evolsero nella forma e nella funzionalità per adattarsi alle nuove necessità: si arricchirono di ante e cassetti per permettere di custodire anche i libri, i materiali di cancelleria e i documenti importanti.

In principio gli scrittoi erano diffusi soprattutto nei monasteri, dove si teneva traccia del sapere dell’umanità, come antichi e preziosi libri delle civiltà greca e romana. Qui i monaci si accingevano a trascrivere i libri più esemplari e abbellivano il testo disegnando delle miniature; per questo motivo la stanza in cui si scriveva era chiamata ‘scrittoio‘, e solo dopo il ‘500 il termine diventò il nome del mobile. Da allora questo ha avuto una lunga evoluzione, trasformandosi in una varietà di modelli adatti ad ogni esigenza. I primi scrittoi diffusi nelle abitazioni erano in luoghi dedicati alla lettura di Scritture Sacre, ma ben presto divennero anche comode superfici per scrivere le lettere e firmare i documenti. Il culto per le arti e la letteratura nel Rinascimento rese lo scrittoio un mobile indispensabile nelle famiglie più abbienti; questo veniva collocato nello studio, nel salone o accanto ad un punto luce ed era il luogo dedicato allo studio, alla lettura e allo svago. Nel ‘700 per le donne che avevano accesso alla cultura nelle famiglie aristocratiche venne ideato il secrétaire, un modello elegante e decorativo di scrittoio che assecondava il gusto femminile, con intarsi, decori floreali, inserti in bronzo, porcellana e madreperla. La crescita degli scambi commerciali rese necessaria una maggiore attività di organizzazione, e gli incarichi amministrativi si moltiplicarono. I burocratici degli uffici di stato e degli studi borghesi avevano una stanza propria in cui lavorare e disponevano di una scrivania sontuosa e pregiata, che rappresentava così uno status symbol sociale.

Set 25

Micromosaico del Duomo di Milano

Questo rappresentato è un mosaico minuto con la veduta del Duomo di Milano con il Coperto del Figini animato da personaggi ed ispirato ad un disegno di Samuel Prout del 1830 circa. Il micromosaico nacque a Roma nella seconda metà del XVIII quando i mosaicisti al termine della decorazione musiva di San Pietro inventarono un composto siliceo che poteva essere filato e trasformato in bacchette dalle quali ricavarono delle tessere musive minute.    All’epoca del Grand Tour Roma e le città d’arte italiane vennero rappresentate attraverso le loro emergenze monumentali. Milano tra queste è forse la meno diffusa nonostante rappresentasse una tappa obbligata per chi provenisse dal Passo del Sempione.

Questa è l’incisione ad acquaforte di riferimento del nostro micromosaico disegnata da Samuel Prout ed incisa da William Walis  intorno al 1830 che raffigura il Coperto del Figini che era un palazzo costruito nel 1467 da Guiniforte Solari e demolito nel 1864 in occasione della ristrutturazione della piazza. Da notare la prospettiva più aperta del mosaico minuto forse dovuta alle scansioni delle tessere.

L’etichetta sul retro è relativa al magazzino della Reverenda Fabbrica di San Pietro in Vaticano con il relativo numero di deposito 89 e la descrizione Duomo di Milano lire 1500. La Reverenda Fabbrica si occupa tuttora della manutenzione del complesso monumentale e che raccoglie le esperienze  degli artigiani dello Studio Vaticano.

Set 20

Cosa fare quando si scrosta un quadro?

Che si tratti di un dipinto antico autentico o di un’opera realizzata dal vostro estro, è sempre un gran peccato vedere un quadro chesi scrosta.
Col passare del tempo può difatti succedere che il colore dipinto sulla tela tenda a rovinarsi, non solo in termini di minor lucentezza e cambio di tonalità, ma proprio a livello di superficie che non appare più liscia e compatta ma piena di crepe.
Cosa fare?
Se siete un po’ pratici del mestiere, potreste provare ad intervenire tamponando il dipinto con olio di papapero: questo serve ad ammorbidire il colore; tendenzialmente se si tratta di crepe molto lievi, questo dovrebbe risolvere il problema per un po’.
Altrimenti conviene che vi rivolgiate a restauratori professionisti di quadri, onde evitare di rovinare la tavola. Leggete i nostri consigli pratici per la manutenzione dei quadri antichi!

Set 07

Piatto in argento con bambini e grottesche

Questo interessante piatto in lamina d’argentofinemente sbalzata, presenta decorazioni floreali, elementi fitomorfi e grottesche. Al centro vi sono un bambino, con i capelli ricci, e una bambina, con i capelli raccolti in un alto chignon e frangia corta che ricade sulla fronte, che sono intenti a reggere e giocare con un mazzo di fiori legato ad un lungo nastro. La tesa del piatto è decorata con molti elementi vegetali, fitomorfi e anche grottesche (è una decorazione soprattutto parietale e scultorea, particolarmente in voga alla fine del XV e nel XVI secolo su imitazione  di motivi decorativi ripresi dall’antichità classica; è caratterizzata da forme vegetali di fantasia intrecciate figure umane, animali, maschere bizzarramente deformate, inserite in paesaggi e prospettive architettoniche fantastiche). La presenza e l’attenzione ai dettagli, come i cespuglietti d’erba dove appoggiano i due bambini, la barba lunga e curata delle grottesche e i baffi che sembrano trasformarsi in vegetazione, rendono il piatto ancora più incantevole. Sul bordo sono presenti dei marchi che fanno pensare ad un manufatto di provenienza austriaca della seconda metà del 1800. Quest’oggetto potrebbe essere un’idea di regalo o per decorare un angolo di casa.

Set 03

Rovine e capricci di rovine

‘Le rovine’ e ‘i capricci di rovine’ sono una tipologia di quadri molto particolare: i primi vengono dipinti dagli artisti come testimonianza di un’epoca passata, mentre i secondi stanno a rappresentare dei ruderi che diventano dei simboli della caducità di un’età passata che non tornerà mai più. Il dipinto antico preso in considerazione è un capriccio di rovine e vi sono, oltre che una serie di monumenti che tra loro non centrano molto in quanto troviamo anche una piccola sfinge collocata sul basamento che sembra fare da guardia agli accessi al sito, delle statue, anche un passaggio fantastico, una finzione di paesaggio, e in più sono presenti anche dei personaggi: un soldato romano che sembra osservare simbolicamente la scena, due mendicanti seduti su dei massi, proprio ad indicare la caducità del tempo passato. Le rovine sono protagoniste del dipinto, ed hanno qui una matrice evocativa, ovvero delineano dei paesaggi immaginari.

Ago 29

Restauro mobili fai da te consigli per il restauro di mobili antichi

Quando arriva il momento di arredare casa, non sempre è necessario comprare mobili nuovi di zecca. Infatti, molto spesso capita che un parente stretto si ricordi di avere un mobile che potrebbe fare al caso nostro, solo andrebbe rimesso un po’ a nuovo. Allora come restaurare un mobile antico? Certo sarebbe meglio affidarsi ad un vero negozio di antiquariato con esperti di tecniche del restauro, ma con qualche accorgimento si può far tornare un mobile al suo antico splendore.

Per prima cosa si effettua la sverniciatura del mobile applicando lo sverniciatore liquido con un pennello sulla superficie del mobile, per poi rimuovere la vernice con una spatola, delicatamente. Applicare ora lo stucco dello stesso colore del legno per levigarne la superficie, in modo da eliminare gli eventuali graffi e ammaccature del mobile dovuti all’uso negli anni. A questo punto, una volta asciutto, sempre con un pennello si passano più mani di vernice o gommalacca, per lucidare il mobile che sembrerà come nuovo. Tutte queste operazioni vanno eseguite in un locale con finestre spalancate e con indosso i guanti, date le sostanze utilizzate per il restauro.

Ago 18

La bottega antiquaria

La bottega antiquaria è nell’immaginario di tutti noi un luogo misterioso e magico, dove affascinanti tesori provenienti da tempi lontani affollano i polverosi scaffali in penombra e riprendono vita in un armonioso caos. Al fondo del negozio si può scorgere un distinto signore, intento a leggere un librone a lume di candela, che alza lo sguardo al tintinnio della campanella appesa alla porta d’ingresso quando s’affaccia un visitatore, oppure un signore tutto intento alla pura ricerca in mercatini e altre botteghe di nuovi pezzi di antiquariato, interessanti e ricchi di storia, o affaccendato al restauro dei propri oggetti. La bellezza di queste antiche botteghe non è andata perduta e ancora oggi si possono trovare dei negozi d’antiquariato che preservano quell’atmosfera mistica e senza tempo che, varcata la soglia, catapulta l’avventore in un mondo parallelo dove passato e presente annullano le distanze.

L’interesse per i tempi andati non è mai tramontato e negli ultimi anni è più vivo che mai. Alle botteghe tipiche oggi si affiancano i negozi d’antiquariato online, che propongono cataloghi sconfinati ed esaustivi, e spaziano tra dipinti antichi, arredi, gioielli, stampe, francobolli, monete antiche, cimeli militari, oggetti di design e pezzi da collezione. Alla varietà, gli e-commerce d’antiquariato uniscono la semplicità di ricercare gli articoli per epoche e tipologia, la velocità di acquistarli e la comodità di farli recapitare direttamente a casa. I portali d’antiquariato si occupano anche di acquisto di oggetti antichi, se ancora in buono stato o ricchi di storia; offrono inoltre servizi di perizia e valutazione per chi fosse interessato alla vendita di articoli singoli e collezioni, proprie o ricevute in eredità.