Natura morta di fiori

La Natura Morta è la rappresentazione pittorica di oggetti inanimati, in genere fiori, frutta, ortaggi, strumenti musicali, ed altre curiosità botaniche e zoologiche. In Italia, la nascita della natura morta come genere a se stante si ebbe intorno al 1600, favorita in parte dalla rivoluzione culturale laica, ed in parte dalle nuove condizioni di gusto dettate dal naturalismo: nuovo orientamento artistico che ebbe la massima espressione nella pittura di Caravaggio e dalla sua folta schiera di seguaci. Il `600 è il secolo nel quale si afferma la natura morta come genere a se stante: la messa in posa degli oggetti, il più delle volte umili e quotidiani, è caratterizzata da notevoli valenze simboliche. Il frutto, il fiore, l’arredo ben definito, assumono un significato esclusivamente moraleggiante: il ciclo delle stagioni, la fragilità, la caducità, l’annientamento sono le tematiche che il pittore affronta tramite una descrizione “minuziosa e appassionata” elevando tecnicamente e qualitativamente ogni singolo componente dell’opera. I fiori, proprio perchè di breve durata, meglio esprimono la fugacità e la transitorietà della vita umana. Già dalla metà del 1600 la Natura Morta iniziò a risentire dello spirito barocco e si allontanò gradualmente dai contenuti simbolici e dalle connotazioni emblematiche. Col passare degli anni prevalsero toni decorativi e sfarzosi: gli artisti sperimentarono nuove concezioni compositive e spaziali in sintonia con lo spirito barocco. Accanto alla ricerca artistica globale, dominarono anche gli altri generi come il ritratto, il paesaggio e la rappresentazione di scene quotidiane.

In Galleria abbiamo un esempio di dipinto di natura morta: la tela è della seconda metà del 1600, raffigurante una natura morta di fiori, una composizione floreale di tulipani, rose gelsomino e peonie, entro un vaso in ceramica.