Milano modello globale

Milano oggi corre, vola, scavalca il dato medio nazionale sulla produttività: più capitali, più studenti, più accoglienza, più solidarietà, più commercio, più turismo, più lavoro, più pendolari, più segnali di ogni tipo che certificano la ripartenza in corso, il new deal e la maturità di un processo costruito nel tempo e decollato con Expo. Milano è l’immagine della città in movimento, coi motori accesi e la scritta sold out: in Galleria si procede a bracciate, in Duomo c’è la coda, il metrò è sotto assedio, il pubblico dei teatri batte quello di Parigi, Cadorna e Centrale sono ai massimi storici, così Malpensa e Linate, tra ondate di pendolari, turisti, manager, professionisti, ma anche poveri cristi e disperati.

Da due anni a Milano c’è un benefico caos che anestetizza il disagio per i cantieri in corso della Linea 4 della metropolitana e porta un afflusso di capitali stranieri che non si era mai visto. Puntare su Milano non è una scommessa, è un investimento: dagli australiani di Lend Lease che hanno vinto la gara per la città del futuro nell’area Expo, al gruppo americano che ha ipotecato l’incompiuta di Porta Vittoria, agli arabi nel capitale di Garibaldi Repubblica e dell’area Falk, piovono rendering e offerte commerciali; l’immobiliare è allo spolvero! I cantieri sono aperti sul futuro.