Le arti del fuoco: la ceramica

Alla fine del XIX secolo la ceramica italiana conosce un periodo di grande splendore, che si protrae per buona parte del ‘900. Dalle forme floreali caratteristiche del Liberty, la produzione artistica si versò progressivamente verso quelle più contenute ed eleganti del decò.  Una profonda e radicale trasformazione della ceramica, sia formale che decorativa, si verifica verso il primo quarto del novecento, in seguito all’avvento del futurismo e della cosiddetta ‘ricostruzione futuristica dell’universo’; agli inizi del 1930 la ceramica diviene anche la materia primaria di vere e proprie sculture. Si assiste così ad una prorompente rivalutazione critica e commerciale della ceramica del XX secolo, dal liberty in poi, caratterizzata anche dall’inizio di un’appassionata ricerca da parte di collezionisti, amatori d’arte e antiquari. Si spazia da oggetti che rientrano nell’alto antiquariato raggiungendo valori considerevoli e ai quali sono dedicate aste specializzate, fino a pezzi da poche centinaia di euro. Questa varietà di domanda sul mercato di ceramiche artistiche del ‘900 ha portato in breve tempo ad una progressiva espansione delle opere in commercio e quindi anche ad un aumento dei prezzi.