Gen 30

Tavolo rotondo lastronato

tavolo-tondo-intarsiatoLa bellezza ed eleganza di questo tavolo rotondo restaurato è la tecnica con cui è stato realizzato e le tonalità di colori diversi di legno utilizzate che catturano proprio l’attenzione. E’ un raffinato tavolo da salotto riccamente lastronato in noce e legni vari con intarsi a tappo a motivi geometrici: è decorato con marqueterie non solo sul piano, ma anche sul bordo e sulla fascia sottopiano. La delicatezza dell’intarsio a incastro gioca sulle differenze tonali della varietà delle essenze con cui è composto; in questo tavolo troviamo legni policromi quali noce, acero, bosso, mogano, ciliegio e palissandro magistralmente disposti a motivi geometrici per comporre suggestivi cromatismi e impreziosire il piano.

L’intarsio si basa sul contrasto armonico di vari toni di tasselli di legno di tavolo-tondo-intarsiato-3diverse qualità, ma anche lamine metalliche, argento, scagli di madreperla, avorio, tartaruga, etc… Questa tecnica in genere è eseguita dall’intarsiatore, ma anche da un ebanista esperto nel disegno, i quali eseguono tagli con l’ausilio di seghetti finissimi, seguendo tutte le sinuosità, le svolte e le morbidezze del disegno ed ottenendone vari pezzi, detti “cavature”, talora anche minutissimi, che costituiscono le “tessere” per la ricostruzione del disegno originale.

Questo capolavoro di ebanisteria risale alla metà dell’ottocento, è di area emiliana, probabilmente Rolo. Proveniente da una famiglia milanese, è stato restaurato e lucidato dal nostro laboratorio. Il gioco dell’intarsio ed il cromatismo delle essenze  è stato esaltato dalla lucidatura,  tecnica eseguita con gommalacca a tampone e pomice, realizzata stendendo la gommalacca sul legno con l’uso del tampone.

Gen 26

Lo stile Liberty

levriero_con_bambina_scultura_art_dco_3426_org_lLo stile Liberty (1895 – 1914) è un’espressione che è nata contemporaneamente in molti paesi come Francia, Germania, Inghilterra e Scozia ma indipendentemente l’uno dall’altro con una nuova concezione di vivere l’arte. Questo stile, con il quale generalmente si intende definire l’intera produzione eseguita nell’arco compreso tra l’ultimo decennio dell’Ottocento e i primi venti anni del Novecento, nella realtà in Francia assume il nome di Art Noveau, in Austria di Secession Art, in Germania di Jugendstil, in Inghilterra di Modern Style, in Spagna di Arte Joven, in Italia di Floreale.

Per quanto riguarda il mobilio, viene ravvivato di intarsi, talvolta bizzarri ma sempre riguardo la natura, ora assunta come protagonista indiscussa dell’equilibrio tra uomo e creato; vengono ridotti al minimo le finiture bronzee. L’arredo qui diventava sempre più ricco e sontuoso, pieno di ghirigori e dettagli affascinanti e graziosi, praticamente artistici. Nei mobili, già resi mirabili da una sperimentazione formale in cui vi erano anche delle modifiche delle onde sinuose e luminose, vengono introdotti nella marqueterie antichi proverbi, versi letterari, brani di poesia. Sostanzialmente le caratteristiche dello stile Liberty nell’arredo è il gusto floreale-naturalistico, con decorazioni talvolta di tipo zoomorfe.

Gen 23

Pendola da tavolo Luigi XVI, Bergmiller Paris

pendola-bergmillerLa pendola è un orologio a muro o a tavolo che scandisce il tempo in virtù delle oscillazioni un pendolo. Particolarità di questo oggetto, una pendola da tavolo Luigi XVI è proprio la forma: presenta due colonne, a tempietto, con cassa in marmo bianco di Carrara decorata finemente da bronzi dorati al mercurio e orridamente rifiniti a cesello. Il cesello è un piccolo scalpello con cui si possono lavorare tutti i metalli e le pietre dure; viene usato per decorare, ma anche rifinire in ogni particolare le lastre di metallo e gli oggetti realizzati a fusione, dando il nome ad una delle più importanti tecniche orafe.

La base sagomata è arricchita da due rilievi floreali laterali in bronzo dorato e cesellato ed un bassorilievo centrale, raffigurante un paesaggio allegorico animato da putti e animali. Il quadrante, in smalto su rame bianco con numerazione a cifre romane, è firmato Bergmiller a Paris, con lancette Breguet; affianco vi sono delle eleganti sfingi in bronzo brunito, cariatidi dorate laterali impreziosite da decorazioni floreali e anfore. Bergmiller è un importante orologiaio attivo a Parigi dal 1810 al 1830 nell’atelier di Rue De Petit-Lion Saint Sauveur, ed è anche successore di Rouviere, orologiaio del re Luigi XVI. L’intera architettura di questa raffinata pendola francese, decorata con motivi ornamentali ispirati allo stile Retour d’Egypte, è sormontata da un’aquila dorata posta su un capitello brunito, ornato da dorate ghirlande di fiori. Il pendolo è una rappresentazione del sole, affiancato da morbidi e sinuosi drappeggi. Al sole sono attribuiti moltissimi significati tra cui vita, potenza, forza, energia, chiarezza, ego…

Gen 16

“Viaggio in Italia” Goethe

johann_heinrich_wilhelm_tischbein_-_goethe_in_der_roemischen_campagnaA ormai più di 200 anni dalla sua pubblicazione nel 1816 “Il viaggio in Italia” di Goethe sembra quasi contemporaneo; qui parla di un’Italia che spesso nemmeno l’italiano riesce a vedere; della scoperta del paesaggio italiano come immagine e rappresentazione, come quadro, apparenza e visione integrata. Un paesaggio che è anche manoscritto di un’identità culturale di un popolo quasi uno scrigno prezioso della sua cultura. E le pagine di Goethe trasmettono al lettore sguardo, percezione, esperienza per vedere le cose nel mondo come sono “nel Paese della gioia e della bellezza”. Infatti “Viaggio in Italia” aiuta a vedere le tante magnificenze del nostro Paese con le quali conviviamo e paradossalmente corriamo il rischio di guardarle e non vederle. Fornisce, inoltre, ai potenziali viaggiatori tedeschi uno sguardo nuovo sull’Italia, supportato da dipinti e quadri con osservazioni competenti sulla natura, sulla cultura e anche gli stilli di vita delle persone che vivono in un paesaggio nel quale sono autori, protagonisti e testimoni e quasi non se ne accorgono. “Viaggio in Italia” rappresenta un prototipo di letteratura di viaggio, nuovo e diverso dai tanti diari del secolo precedente, perché registra accanto alle esperienze di conoscenza diretta delle opere del patrimonio dell’arte classica nel loro contesto anche acute osservazioni sulle caratteristiche d’identità e sulla cultura delle popolazioni del sud (Napoli e Sicilia), allora pressoché sconosciute ai tedeschi. Insomma, Goethe descrive e parla dell’Italia in maniera anche dettagliata e astratta, con paragoni e metafore:

“Conosci la terra dei limoni in fiore, dove le arance d’oro splendono tra le foglie scure, dal cielo azzurro spira un mite vento, quieto sta il mirto e l’alloro è eccelso, la conosci forse?”  Goethe

Dic 22

Madonna con Bambino, con Santi e con Cherubini

madonna-con-bambino-a55Il dipinto ad olio su tela, preso in considerazione, rappresenta la Vergine seduta su un piedistallo con in braccio il Bambino, il quale tiene nella mano sinistra un rosario finemente decorato ed elaborato; la figura di Maria è il tema iconografico più ricco di tutta l’arte cristiana e viene maggiormente rappresentata tra il Medioevo e la riforma cattolica (1200 – 1600). In particolare in questa opera è rappresentata la Madonna del Rosario nella visione di San Domenico; lui è genuflesso davanti alla Vergine in trono col Bambino e riceve dalle mani o dell’uno o dell’altro un rosario. Appena sotto di lei vi sono inginocchiati Santa Francesca Romana sulla sinistra e San Domenicano sulla destra. Gli attributi iconografici della santa sono un angelo che sorregge un libro aperto sul quale si legge: “Tu mi hai preso per la mano destra. Mi hai guidato con il tuo consiglio e poi mi hai accolto nella tua gloria” e la freccia, simbolo di vittoria sulla malattia; infatti si dedicò alle opere di carità, soprattutto ad alleviare le sofferenze degli appestati. Mentre attributi si San Domenico sono il giglio, simbolo di castità, e un libro, i Vangeli; secondo la tradizione il rosario fu istituito da lui e nell’iconografia il Santo lo riceve dalle mani della Vergine o del Bambino. Questi sono i protagonisti del dipinto, ma vi sono altri personaggi particolari come un angelo che, nell’angolo in basso a sinistra, regge un libro ed, in alto a destra, due teste di Cherubini; il Cherubino è un tipo di angelo presente nell’ebraismo e nel cristianesimo ed è posto “oltre il trono di Dio”, espressione metaforica  per indicare l’estrema vicinanza a Dio ed al suo potere; nell’iconografia classica e artistica  sono raffigurati con volti umani, di rarissima bellezza e splendore e sono considerati dediti alla protezione. La scena è rappresentata in un interno data la presenza delle due colonne sullo sfondo, dei tendaggi blu e del trono.

L’opera è dei primi decenni dell’800 e l’autore ha prestato molta attenzione alla cura del dettaglio, come lo si può notare nell’espressione delle due figure inginocchiate, nelle nappe, nel rosario tenuto dal Bambino, nella decorazione della base del trono che sembra un alto rilievo del volto di un angelo, e nella scanalatura delle colonne. L’interno è in un ambiente con poca luce, infatti lo sfondo è prevalentemente scuro, mentre la scena in primo piano con i personaggi è illuminata da una luce che proviene da in alto a sinistra. Il chiaro-scuro è sottolineato per la maggior parte dai panneggi sinuosi dei personaggi.

“L’arte e la religione sono, dopo tutto, due strade attraverso le quali gli uomini fuggono dalla realtà concreta nel desiderio dell’estasi” Clive Bell (critico d’arte britannico)

Dic 19

2017, anno dei borghi in Italia

foto-2-680x510L’Italia è cosparsa da borghi, ormai da molti secoli. Il significato originario del nome, proprio dei popoli germanici, pare quello di un luogo fortificato, mentre oggi si chiama così un centro abitato di media grandezza e importanza, o, talvolta, una parte della città che si estende fuori dalla cerchia delle antiche mura. Il termine borgo deriva dall’antico tedesco burg “città fortificata, castello” o dal greco πύργος “torre”. Infatti i borghi sono caratterizzati da un muro che racchiude tutta la cittadina, al cui interno vi è sempre il mercato; altra caratteristica è la torre, utilizzata per la difesa, insieme alle mura.

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha firmato la direttiva che indice per il 2017 “l’anno dei borghi in Italia” per valorizzare il patrimonio artistico, naturale e umano di luoghi definiti come una componente determinante l’offerta culturale e turistica del Paese. “I borghi che costellano il territorio delle nostre regioni – dichiara il Ministro – ricchi di storia, cultura e tradizioni, sono il cardine per la crescita di un turismo sostenibile, capace di creare autentiche esperienze per i visitatori e di permettere lo sviluppo armonico delle comunità che vi vivono. L’anno dei borghi sarà un momento importante per promuovere queste realtà che tanto contribuiscono alla qualità della vita del nostro Paese”.

Dic 15

Dipinti di Achille Cattaneo

a-cattaneoNell’ultimo periodo è capitato di raccogliere una serie di dipinti di Achille Cattaneo. I suoi quattro quadri che abbiamo, hanno tutti la stessa tematica: paesaggio o veduta. L’autore, nato nel 1872 a Limbiate e morto nel 1931 a Milano, è stato un pittore italiano; tra il 1888 e il 1896 frequenta corsi di disegno e architettura all’Accademia di Brera dove è allievo di Emilio Gola. Si dedica alla veduta nel solco della pittura urbana ottocentesca e, nel particolare, riproduce interni di chiese di Milano e vedute dei Navigli. Espone, per la prima volta, alla Società delle Belle Arti di Milano nel 1900; negli anni venti guadagna la notorietà: nel 1925 tiene una mostra personale alla Bottega di Poesia e si avvicina al Novecento Italiano, partecipando alla prima mostra a Milano nel 1926. In quegli anni è presente a diverse edizioni dell’Esposizione Internazionale d’arte di Venezia (1924, 1926, 1928) e alle Esposizioni Nazionali di Milano (1925, 1927).

a-cattaneo-paesaggio-campestre-1919I quattro quadri di Achille Cattaneo che abbiamo, sono tre bozzetti su tavola e un olio su tavola di noce; raffigurano tutti la stessa tematica, ovvero oa-cattaneo-paesaggio-urbano-1916-a71 paesaggi o vedute, in particolare lo scorcio di un paese a ridosso di un rilievo con dei banchi di mercato in primo piano, oppure un paesaggio campestre con alberi spogli lungo una stradini che sembra portare ad un paese, o, ancora, una veduta urbana raffigurante la prospettiva di una strada vista dall’alto. Tutti i dipinti sono datati in basso a sinistra ed ognuno è coinvolgente e sembra quasi raccontare qualcosa della città o paesino rappresentato.