Ott 24

E’ difficile capire l’arte contemporanea, perché?

lucio-fontana_concetto-spaziale_dettaglio1“Ma questo è un quadro?”, “Questa è arte?”. Entrando in un museo di arte contemporanea capita spesso di pensare, dire o sentire domande di questo genere. Anche per gli addetti ai lavoro (critici, galleristi, curatori) è sempre più difficile riconoscere cosa sia arte e cosa non lo sia: il confine tra le due non è chiaro e distinto. Non tutto deve apparire chiaro, ma alcune regole devono per forza esserlo anche per l’osservatore altrimenti l’opera d’arte rimarrà per lui solamente una cosa astratta.

Una delle caratteristiche proprie dell’arte contemporanea è di instaurare una relazione con l’osservatore tanto importante da richiedere il suo intervento in quanto necessario alla riuscita dell’opera stessa, ma spesso l’artista se ne dimentica e realizza opere difficilmente comprensibili. Si è soliti porre l’inizio dell’arte contemporanea dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, ma le trasformazioni e rivoluzioni del linguaggio dell’opera d’arte sono da ricercare nelle rivoluzioni attuate nel corso del ‘900, a partire dalle prime avanguardie storiche.

L’opera d’arte non va più solo guardata, ma comincia a venir letta, come un testo; gli artisti contemporanei oggi hanno a che fare col limite e spesso tendono a sfidarlo sempre più. Per questo motivo l’arte di oggi è difficile da comprendere, perché non la si capisce al primo impatto.

Ott 20

Riflettografia infrarossa su quadri antichi a Milano

riflettografia-infrarossa-su-quadri-antichi-a-milanoLa riflettografia infrarossa si è affermata come la tecnica di indagine più efficace nel rivelare la presenza di disegni preparatori eseguiti dall’artista sopra lo strato di preparazione e coperti dalle stesure di colore. La metodica può fornire una tale varietà di dati da consentire un notevole conforto alle ipotesi dello storico dell’arte, sia sulla genesi di un singolo dipinto che sulla personalità di un artista indagato attraverso una più ampia produzione, fino ad arrivare, estendendo la ricerca e verificando sistematicamente i dati con altre metodiche, a fornire notizie sulle tecniche di un periodo storico.

In tutti i casi il mezzo tecnico, rivelandoci una serie di elementi originariamente destinati ad essere occultati alla vista, non solo amplifica le capacità documentarie dei vari dipinti, ma consente una più acuta rilettura della versione definitiva, ora svelata come immagine conclusiva di un processo creativo di cui è possibile ripercorrere alcuni specifici momenti. In definitiva, come già è accaduto per la radiografia ai raggi X, la riflettografia all’infrarosso ha aperto nuove vie di confronto e di ricerca con cui gli storici dell’arte e restauratori dovranno misurarsi sempre più spesso.

Ago 31

R.G. Battaini, “La vendemmia” 1923

Battaiini-e-poltrone-e-tavolinoQuesto dipinto rappresenta il ritratto a figura intera di una giovane donna con abiti agresti, a piedi scalzi con un recipiente pieno d’uva sulla spalla: la ragazza guarda serena verso il cielo mentre sembra intenta a cantare. Sullo sfondo, c’è un paesaggio collinare con uno specchio d’acqua con altre tre figure in procinto di lavorare sotto un bel cielo limpido; non è ben chiaro cosa facciano esattamente, così come non è chiara la lettura del paesaggio che sembra quasi lunare.

Il dipinto ad olio su tela è di grande formato. Battaini è uno degli esponenti di rilievo del gruppo ‘900 che aderì con lo scrittore Massimo Bontempelli alla realizzazione del Realismo Magico; questa è una delle correnti artistiche-letterarie più significative degli inizi del ‘900. Il movimento si rifaceva alla tradizione nazionale, prendendo spunto dai modelli del rinascimento; così Battaini fornisce nelle sue opere una rappresentazione realistica degli oggetti in cui il tempo appare bloccato, in tratti precisi, curati nei particolari e definiti nello spazio: luce, atmosfera e sospensione sono gli elementi di uno scenario quasi magico.

Il pittore di notevole importanza ha vissuto e operato lungamente a Rapallo, ha esposto in diverse promotrici milanesi e, con successo, alla prima mostra di Novecento italiano (Milano1926); ha tenuto personali a Bergamo, Biella, Genova, Varese, oltre che ad Amsterdam e a Londra.  Artista di ambito novecentista ha dipinto frequenti nature morte e composizioni di figure e alcune sue opere sono attualmente custodite nella Galleria di Arte Moderna.

Giu 16

Restauro quadro gravemente danneggiato

restauro-quadro-danneggiato-1-825x510È arrivato in laboratorio il mese scorso un malato veramente grave, un quadro anticoIl ritratto del giovane uomo francese o spagnolo (a giudicare dal colletto della camicia!) presentava una lacerazione multipla con sfilacciature della tela proprio sul volto del nostro gentiluomo.
Il dipinto da restaurare mi è pervenuto con una vecchia foderatura con un telaio non consono; inoltre, si capisce anche a occhio nudo, il quadro nasce come ovale ma ne è stata poi modificata la dimensione nel tempo. Il primo lavoro è il consolidamento dell’opera. In questo caso l’unica operazione da fare è una foderatura doppia. Una volta ben consolidato il supporto con un nuovo telaio idoneo con chiavi, procediamo con la fase di pulitura, dove emerge un film-pittorico completamente diverso.

restauro-quadro-danneggiato-2-768x1024Dalla prova di pulitura è evidente, come la patina gialla della vecchia vernice e lo sporco da inquinamento, abbiano appiattito e reso meno plastica la figura. Sono emersi anche dettagli che prima non si notavano: ad esempio il ricamo sul colletto della camicia o i boccoli dei capelli del nostro protagonista. Una volta finita la fase di pulitura, si iniziano a stuccare tutte le parti con mancanza di film-pittorico, cercando di riprodurre la stessa rugosità superficiale originale. Poi si eseguono i primi ritocchi a tempera e una volta finiti si vernicia il dipinto. A questo punto la fase finale di ritocchi a vernice al cavalletto.

restauro-quadro-danneggiato-3-768x1024

Ed ecco il nostro protagonista completamente rinato!
Pronto per il suo ruolo di ammaliatore, appeso su una parete di un caldo salotto per contribuire ad arredare una bella casa.

Feb 07

“Il bacio” di Hayez

Da novembre Gallerie d’Italia a Milano ospita quadri di Francesco Hayez per metterli a disposizione di tutti; grazie a prestiti eccezionali, ai dipinti più noti si affiancano opere mai viste o non più esposte dall’Ottocento, come l’inedito accostamento delle tre versioni del celeberrimo “Il bacio”. Il pittore ha attraversato l’Ottocento, e il suo talento e il suo stile l’hanno consacrato come il cantore della bellezza e dell’amore. E’ uno dei più grandi interpreti dei valori risorgimentali perché il suo era un linguaggio in cui l’Italia poteva riconoscersi, oltre ad essere l ‘espressione di sentimenti così universali da essere ancora attuale.

Le sezioni della mostra riflettono la versatilità e l’eclettismo di un artista padrone di diversi generi: la pittura storico, il ritratto, la mitologia, la pittura sacra e un ambito allora di gran moda come l’orientalismo, sino a giungere a composizioni di nudo femminile dove trionfa quella potente sensualità che lo rende unico nel panorama del Romanticismo italiano ed europeo. Uno dei suoi dipinti più famosi è appunto “Il bacio”: il suo segreto sta nella forza in cui ha saputo interpretare un tema universale che aveva assunto allora anche un significato politico, rappresentando l’abbraccio delle due nazioni, l’Italia e la Francia, la cui alleanza aveva consentito di realizzare la nostra unificazione nazionale. Un bacio vero, sensuale, ma che nelle lucide pieghe della sua allusivi lascia trasparire un sentimento di sorpresa inquietudine, tale da poter trascinare le vicende personali e quelle pubbliche.

Gen 26

Natura morta con mimose e viole

mimoseAi primi anni del ‘600 i dipinti furono classificati per la prima volta in base ai temi che rappresentavano. Si crearono così diversi generi, considerati più o meno importanti, secondo il grado di impegno che avevano richiesto all’artista. Innanzitutto troviamo la pittura di storia, che si occupa di raffigurare le azioni degli uomini, poi ci sono i ritratti, che raffigurano le persone in posa, e di seguito la pittura di paesaggio, che ha come oggetto la natura, ed in fine la natura morta, che ritrae fiori, frutti, oggetti come strumenti musicali.

Nei secoli precedenti chi ordinava un quadro richiedeva soprattutto temi tratti dalla storia sacra o dalla mitologia, nel seicento invece si diffonde il gusto per soggetti meno impegnativi e le nature morte diventano sempre più numerose nelle case di aristocratici e borghesi. L’opera presa in considerazione è una “natura morta con mimose e viole” dipinta ad olio su tela; le mimose sono raccolte in un vaso blu cobalto, mentre le violette in primo piano, a sinistra, entro un vaso verde. Il dipinto è firmato in basso a destra A. Graziani (1930): artista lombardo fu definito dalla critica “il principe dei fiori” per l’intensa produzione di nature morte, i suoi vasi stracolmi di fiori e la capacità di rendere vive le bellezze floreali. Incredibile come il pittore sia stato in grado di raffigurare i maniera quasi tangibile le mimose che sembrano uscire dal quadro, sembrano vere!

Set 18

Nature morte antiche: dove trovarle

ImmagineNon c’è nulla da fare: le nature morte antiche sono sempre un evergreen, per quanto riguarda gli acquisti di quadri antichi; non solo per la grande disponibilità di dipinti in materia – i pittori del genere furono molto prolifici! – ma anche per la bellezza intrinseca di queste opere che sembrano quasi delle fotografie.
Parlare di natura morta poi è molto generico: esistono tante sottocategorie, dai quadri antichi con fiori come quello che possiamo vedere in fotografia, soggetto molto comune nei quadri di natura morta fiamminga, ai dipinti che ritraggono cibo, piuttosto che oggetti d’uso comune.
Dove trovarle in vendita?
Nel nostro negozio di antiquariato a Milano potrete trovare un vasto assortimento di questo genere di dipinti, di pittori anche conosciuti, in ottimo stato di conservazione.