Gen 19

CINOA

cinoa-logo-black-xtralarge

“Dear colleagues,
The flood of information that the internet has created has made us all more informed, but I am not so certain that it has made us more knowledgeable. The “fake” news that dogged the American election is not something that happens only in politics. The art and antiques business is also plagued with incomplete narratives in the form of information on prices going back over the years. A valuable resource from one point of view, but entirely useless in the wrong hands. The biggest problem facing dealers are the false equivalencies made between items that, in a dealer’s eyes, are in no way similar. Whatever the piece may be, there are differences in condition, provenance, quality, craftsmanship, and rarity that need assessing. These differences are hugely important that can make two similar looking items vastly different, a difference not readily seen on a computer screen or print out. The false equivalencies drawn from such information are the difference between knowledge and information. I don’t care how good the photos you see on a screen may be or how reputable the source, there is always more to learn when systematically examining an item. This is dealer knowledge, because dealers do it again and again. And, most importantly, their money is on the line when they do, so they better be right. Being informed about things certainly isn’t bad, just incomplete. But being knowledgeable about something requires work and study. This is one reason why the art and antique dealing trade is so very important. It isn’t just about taste or preference, as much as they can be important, it is about understanding on a level that encompasses much more than the object in front of them. This is what dealers are for, this is why we trade. It is an honorable profession.”
Best regards,
Clinton Howell
President of CINOA
Questo è un messaggio scritto dal Presidente della CINOA, Clinton Howell, e inviato a tutti i componenti della federazione, in cui sottolinea l’importanza del mestiere dell’antiquario e della differenza tra informazione e conoscenza. Non si può valutare un oggetto attraverso l’immagine di uno schermo di computer, ma è necessario stimarlo in base alle condizioni, alla rarità, alla provenienza, alla qualità e all’artigianato.
CINOA è una federazione internazionale con sede a Bruxelles, fondata nel 1935, di associazioni d’arte e antiquari leader che rappresenta 5.000 rivenditori in tutto il mondo. L’adesione è limitata perché presenta severe norme di qualità e competenza. Il logo “CINOA” è riconosciuto come simbolo, appunto, di qualità, competenza e integrità nel mondo dell’arte e dell’antichità. Si sforza, inoltre, di soddisfare le aspettative dei suoi membri attraverso iniziative attuali e future per:
  • aiutare l’arte e gli antiquari lavorando a livello internazionale;
  • diffondere informazioni sul mercato e le sue regole;
  • promuovere elevati standard etici nel commercio;
  • facilitare la legittima circolazione delle opere d’arte.
Gen 07

Spilla con micromosaico con veduta di San Pietro

spilla-san-pietro-1Spilla con micromosaico in metallo dorato contenente vetro opale con un micromosaico raffigurante Piazza San Pietro in Roma. Il micromosaico nacque a Roma alla fine del XVIII secolo quando il mosaicista Giacomo Raffaelli (1753-1836) inventò un composto siliceo che poteva essere filato e trasformato in bacchette dalle quali ricavò delle tessere musive minute con cui iniziò a realizzare nel 1775 dei micromosaici. All’epoca (periodo del Grand Tour) l’aristocrazia europea, visitando le città d’arte italiane, in particolare Roma, contribuì alla nascita di vari laboratori artigiani dove si realizzavano  souvenirs di alta qualità, tra i quali anche micromosaici di qualsiasi forma e dimensione, raffiguranti all’inizio, soggetti neoclassici e poi vedute di monumenti romani, fiori, animali e scene di vita popolare.

Il micromosaico della spilla rappresenta piazza San Pietro vista frontalmente; affollata, dati gli innumerevoli colori degli abiti delle persone che danno colore all’immagine, traspare un senso di mistero e curiosità. Essa è la piazza più vicina, in un certo senso, al cuore del cattolicesimo; il grande colonnato ovale è sempre stato considerato la figura di due grandi braccia che avvolgono maternamente i fedeli. Questa piazza è ricoperta da un velo di magia dato dall’ampiezza e dall’armonia dello spazio e delle forme, dallo slancio dell’obelisco fiorito di mille leggende, dallo scroscio delle due copiose fontane.

Ott 06

Ghilli Antichità. L’arte del passato nel nostro presente

ghilli-antiquario-milanoOperano nel settore dell’antiquariato da due generazioni occupandosi prevalentemente di illuminazione. Nel  negozio di antiquariato, Ghilli Antichità, inaugurato nel 1990 a Milano, in via Ampere 55, le luci sono ancora protagoniste, ma affiancate da  una selezione di dipinti antichi, mobili, e oggetti d’epoca accuratamente ricercati in dimore private.

La ricerca del bello è la missione e voglionoo condividerla offrendo ai clienti il punto di forza, l’innovativo www.ghilli.it,  un catalogo ecommerce per ammirare ed acquistare online opere d’arte uniche ed esclusive, arredi antichi di cui garantiamo sempre l’autenticità.

Sono membri della FIMA, Federazione Italiana Mercanti D’Arte e dell’Associazione Antiquari Milanesi e grazie alla specializzazione nel restauro di quadri, mobili e lampadari,  vantiano clienti quali il Teatro alla Scala, il  Ministero per i Beni e le Atttività Culturali, La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, la Provincia di Milano.

L’assetto aziendale della galleria milanese, prevalentemente familiare, consente una flessibilità ed una metodologia di lavoro molto vicina al cliente, con un servizio professionale competente e dinamico.

Per saperne di più visitate il loro sito, oppure chiamate il 02 70635993 per prenotare una visita.

Set 21

Doveri di un antiquario rispetto ai beni di interesse culturale in vendita

b1e5de40144242a83f8753a2c71ee1acUn antiquario deve rispettare molti obblighi e restrizioni quando è in possesso di un bene di interesse artistico o culturale. Ma prima di tutto, cosa sono i beni di interesse artistico e culturale? sono quei beni mobili o immobili che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia, la politica, la letteratura, l’arte, la scienza… Il provvedimento di dichiarazione di interesse culturale è attualmente attribuito alla competenza della Commissione regionale per il patrimonio culturale. Solitamente un antiquario deve garantire la massima tutela di questo, evitando danneggiamenti vari o modifiche.

Nel 1946 è stata istituita a Parigi un’organizzazione delle nazioni unite, l’UNESCO, per l’educazione, scienza e cultura per favorire gli scambi culturali internazionali, la diffusione della cultura e il mantenimento della pace. Ogni qual volta che il negoziante vuole far uscire definitivamente dallo Stato i beni di interesse culturale o artistico in suo possesso, deve chiedere e poi avere dal Ministero l’attestato di libera circolazione; questo dovrà sempre essere con l’oggetto in questione. In più chiunque eserciti l’attività di vendita ha l’obbligo di consegnare all’acquirente la documentazione attestante l’autenticità o probabile attribuzione e provenienza delle cose vendute. Insomma, in breve, l’antiquario deve rispettare molti obblighi, ma sostanzialmente deve garantire l’autenticità del prodotto venduto.

Giu 06

Una pendola musicale

pendola-da-tavolo-intarsiata“L’amore è un carillon nelle tue mani e funziona solo se gli dai la carica”, e così noi abbiamo la cosa che fa per voi: la pendola musicale! E’ un orologio che scandisce il tempo in virtù di un pendolo; in questo caso all’interno dell’oggetto vi è un carillon nella parte inferiore con la carica da un lato, che in maniera molto melodica ricorda e segna l’orario. Ma la cosa straordinaria sta nella forma sinuosa e nella decorazione particolareggiata dell’orologio: ha la massa in pero ebanizzato e palissandro con intarsi geometrici in avorio, zinco e ottone. La pendola è di provenienza austriaca e risale alla seconda metà dell’ottocento. Sarebbe un peccato non avere nella propria dimora un elemento esclusivo ed allo stesso tempo sonoro e utile.

Giu 02

Come vendere un vecchio arredamento

IMG_1147Una delle esigenze che si manifestano in corrispondenza del mutamento del gusto, è quella di cambiare il vecchio arredamento; come fare per liberarsi dei vecchi arredi per far spazio a quelli nuovi o più semplicemente come liberare una casa ereditata prima di metterla in vendita o per mille altri motivi di altra natura. Una volta presa la decisione di alienare la mobilia e quant’altro ci si chiede come fare. A chi rivolgersi? Esiste qualcuno che ci può aiutare? Possiamo fare da soli?

Ecco che allora in questi casi interviene il conoscente/amico di famiglia che “se ne intende” e comincia a fare delle prime valutazioni sulle quali però restiamo un po’ perplessi perché discordanti dalle nostre aspettative (qualora ne avessimo); allora decisi a verificare il valore degli arredi troviamo l’indirizzo di una casa d’aste che con molta cortesia e disponibilità ci prospetta con dei costi ragionevoli (mediamente il 10% più i costi accessori) di mettere in vendita i lotti più pregevoli; volendo però vendere tutto e liberare l’appartamento, interpelliamo tre o quattro antiquari che vengono gratuitamente a domicilio e però sono interessati a cose differenti e poi ci fanno delle offerte discordanti tra loro (peraltro alcuni di loro si presentano male e francamente non sembrano molto affidabili). Confusi da questo scenario, decidiamo di rivolgerci ad un professionista esperto di fama indiscussa, che dietro compenso, venga a darci una valutazione degli arredi in modo tale da capire finalmente quanto valgono questi benedetti arredi. Diamo mandato a questo esperto che pensate, lavora anche per importanti istituti assicurativi internazionali, che finalmente ci rilascia un elenco esauriente dei nostri beni nel quale scopriamo che tutto sommato hanno il loro discreto valore ed addirittura studiando attentamente i lotti sono emerse delle scuole di artisti importanti, botteghe di ebanisti famosi, ambiti e cerchie e chi più ne ha più ne metta.

Colti finalmente da improvviso benessere mettiamo scientemente in vendita i nostri arredi confidando nella nostra perizia, ma scopriamo che non è il momento, che i prezzi da noi richiesti non sono più attuali, che c’è la crisi, che l’America non compra più come un tempo, che i ragazzi vanno all’Ikea… Francamente stufi e decisi di risolvere la cosa decidiamo di rivolgerci a quell’antiquario che ci aveva prospettato di ritirare tutto a cifre ben diverse da quelle della perizia, ed inferiori anche alle massime promesse della casa d’asta, che però si è assunto l’onere di occuparsi direttamente o indirettamente dello sgombero e dello smaltimento di tutti gli arredi.

In definitiva riflettendoci bene la casa d’aste è una mediatrice e come tale non compra; l’esperto/estimatore è chiamato ad esprimere un parere/valutazione; l’antiquario è un mercante e come tale può risolvere egregiamente il problema; basta scegliere quello giusto!