Candelieri

Menzionati nella Bibbia, sono stati prodotti con ogni tipo di materiale ed hanno assunto innumerevoli forme e stili. Le funzioni di questi oggetti destinati all’illuminazione sono state essenzialmente diverse: esistevano infatti candelieri da camera, da libreria o lettura, da pianoforte, da viaggio, a stoppino, da tavola o da pranzo (candelabri), da parete. I candelieri da camera solitamente erano composti di una impugnatura vincolata a piattello, dal quale certamente si ergeva il candeliere monofiamma; nei tipi più elaborati erano previsti persino lo spegnimoccolo o estintore, conico, solitamente incastrato alla base del montante del candeliere. Qualcuno ha definito i candelieri da viaggio “la pila dell’Ottocento” in quanto la loro funzione fu proprio quella dell’attuale torcia; questi furono largamente usati nella prima metà del XIX secolo e ne sopravvivono esemplari lisci di stile neoclassico, con incisioni di stemmi nobiliari o monogrammi del proprietario. Sulle tavole imbandite dell’epoca comparivano schierati anche in numero considerevole (da sei a dodici, a ventiquattro) secondo l’entità del banchetto.

Questo è un esempio di coppia di candelieri neoclassici in argento in lamina sbalzata, dal piede circolare con il fusto scanalato decorato da bordure fogliacee e geometriche. Sulle basi recano i marchi dell’aratro relativi al Il titolo di argento (800/000), del mondo con i sette trionfi relativo all’Ufficio di Garanzia di Milano del 1812 al 1872 e quello dell’argentiere F.L. relativo all’argentiere Francesco Liverti all’insegna della vacca in campo tondo documentato sino al 1820 a Milano. Liverti, nato il 14 agosto 1765, tiene bottega presso l’abitazione in contrada del boschetto 2534. Con questa bollatura sono stati ritrovati numerosi argenti in stile neoclassico.