Gen 02

L’eleganza di Luigi XV

scrivania-dorata-3556Nell’arte del mobilio dell’epoca si distingue la Francia dove, a partire dal XV secolo, lo stile dei mobili riprende il nome del sovrano regnante (XV, XVI…). Lo stile Luigi XV nelle arti decorative si ispira alle forme naturalistiche, prediligendo le linee curve e le composizioni asimmetriche; elabora i caratteri del gusto rococò già maturati nel breve periodo di transizione durante il quale si era affermato lo stile Reggenza. L’accento fu posto sull’insieme, così che pittura e scultura divennero parte dell’arte decorativa. Si sviluppò durante il regno di Luigi XV (1723-1774), inizialmente fu uno stile tipico delle sedie, in seguito ha influenzato tutte le arti del suo tempo. Molti libri si riferiscono a questo stile chiamandolo rococò, specialmente quando si tratta di progetti completi di decorazione d’interni fatti da ornasti. Ha caratterizzato l’ebanisteria francese del XVIII secolo che raggiunse l’eccellenza nella produzione di squisiti arredamenti rococò per l’enorme numero di abitazioni di proprietà della corona e della nobiltà. Questo stile fu una pura creazione degli ebanisti e soprattutto il risultato di un significativo progresso tecnico nella produzione delle sedie; è stata la padronanza perfetta degli assemblaggi e della resistenza del legno che ha permesso di eliminare le pesanti traverse, di alleggerire le carcasse e di rischiare le gambe curve.

Finito il dispotismo politico del Re Sole, il patronato delle arti decorative si venne trasferendo a una clientela privata alto-borghese; l’artista dovette dunque rispondere a mutate esigenze di stile e concepire le forme plastiche in scala con le case d’abitazione. Il mobile di questo periodo, destinato a una società ricca e raffinata, acquistò proporzioni più armoniose, linee curve e leggere, decorazioni in bronzo dorato a volute e fogliami che lo impreziosivano senza appesantirlo, laccature o intarsi con motivi ornamentali rappresentanti fiori stilizzati, paesaggi, cineserie. Gli inventori dello stile Luigi XV furono dei veri artisti nel senso moderno del termine, che rivoluzionarono il modo di guardare l’arredamento e la decorazione d’interni. E’ quasi sempre un’innovazione tecnica che mette fine alla ripetizione di stili classici, che permette di esplorare nuove forme e scatena l’inizio di un rinnovamento stilistico; ciò è particolarmente vero per l’architettura gotica, lo stile Luigi XV e l’Art Nouveau: tre correnti caratterizzate dalle loro linee curve e dall’acquisizione del controllo di un materiale (pietra per la prima, legno per il secondo, metallo per la terza).

Dic 26

UNESCO: lotta al traffico di beni culturali

8a9f5280-ac7f-11e4-88df-4d6b5785fffaL’UNESCO è l’organizzazione delle nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura, istituita nel 1946 e con sede a Parigi, che si propone di favorire gli scambi culturali internazionali, l’educazione popolare, la diffusione della cultura, lo sviluppo e la diffusione del sapere, al fine di contribuire al mantenimento della pace e al rispetto in tutto il mondo della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. L’UNESCO sostiene la formazione per la lotta al traffico illecito di beni culturali in Bosnia e Erzegovina. L’obbiettivo del seminario tenuto è di sensibilizzare e di sviluppare le capacità dei rilevanti servizi bosniaci sia a livello statale che ad altri livelli amministrativi, relativamente all’applicazione di norme e buone pratiche internazionali. Particolare attenzione sarà posta sulla “Convenzione UNIDROIT sui beni culturali rubati o illecitamente esportati” (1995).

Dal 2006, l’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa, con sede a Venezia, è attivo nel sostenere la cooperazione regionale sulla lotta al traffico illecito di beni culturali nell’Europa sud-orientale, dando priorità al rafforzamento delle capacità istituzionali e operative del Paesi Membri con particolare attenzione al coordinamento fra le varie autorità componenti, quali le forze di polizia, i ministeri della cultura, le agenzie doganali e la magistratura.

Dic 22

Madonna con Bambino, con Santi e con Cherubini

madonna-con-bambino-a55Il dipinto ad olio su tela, preso in considerazione, rappresenta la Vergine seduta su un piedistallo con in braccio il Bambino, il quale tiene nella mano sinistra un rosario finemente decorato ed elaborato; la figura di Maria è il tema iconografico più ricco di tutta l’arte cristiana e viene maggiormente rappresentata tra il Medioevo e la riforma cattolica (1200 – 1600). In particolare in questa opera è rappresentata la Madonna del Rosario nella visione di San Domenico; lui è genuflesso davanti alla Vergine in trono col Bambino e riceve dalle mani o dell’uno o dell’altro un rosario. Appena sotto di lei vi sono inginocchiati Santa Francesca Romana sulla sinistra e San Domenicano sulla destra. Gli attributi iconografici della santa sono un angelo che sorregge un libro aperto sul quale si legge: “Tu mi hai preso per la mano destra. Mi hai guidato con il tuo consiglio e poi mi hai accolto nella tua gloria” e la freccia, simbolo di vittoria sulla malattia; infatti si dedicò alle opere di carità, soprattutto ad alleviare le sofferenze degli appestati. Mentre attributi si San Domenico sono il giglio, simbolo di castità, e un libro, i Vangeli; secondo la tradizione il rosario fu istituito da lui e nell’iconografia il Santo lo riceve dalle mani della Vergine o del Bambino. Questi sono i protagonisti del dipinto, ma vi sono altri personaggi particolari come un angelo che, nell’angolo in basso a sinistra, regge un libro ed, in alto a destra, due teste di Cherubini; il Cherubino è un tipo di angelo presente nell’ebraismo e nel cristianesimo ed è posto “oltre il trono di Dio”, espressione metaforica  per indicare l’estrema vicinanza a Dio ed al suo potere; nell’iconografia classica e artistica  sono raffigurati con volti umani, di rarissima bellezza e splendore e sono considerati dediti alla protezione. La scena è rappresentata in un interno data la presenza delle due colonne sullo sfondo, dei tendaggi blu e del trono.

L’opera è dei primi decenni dell’800 e l’autore ha prestato molta attenzione alla cura del dettaglio, come lo si può notare nell’espressione delle due figure inginocchiate, nelle nappe, nel rosario tenuto dal Bambino, nella decorazione della base del trono che sembra un alto rilievo del volto di un angelo, e nella scanalatura delle colonne. L’interno è in un ambiente con poca luce, infatti lo sfondo è prevalentemente scuro, mentre la scena in primo piano con i personaggi è illuminata da una luce che proviene da in alto a sinistra. Il chiaro-scuro è sottolineato per la maggior parte dai panneggi sinuosi dei personaggi.

“L’arte e la religione sono, dopo tutto, due strade attraverso le quali gli uomini fuggono dalla realtà concreta nel desiderio dell’estasi” Clive Bell (critico d’arte britannico)

Dic 19

2017, anno dei borghi in Italia

foto-2-680x510L’Italia è cosparsa da borghi, ormai da molti secoli. Il significato originario del nome, proprio dei popoli germanici, pare quello di un luogo fortificato, mentre oggi si chiama così un centro abitato di media grandezza e importanza, o, talvolta, una parte della città che si estende fuori dalla cerchia delle antiche mura. Il termine borgo deriva dall’antico tedesco burg “città fortificata, castello” o dal greco πύργος “torre”. Infatti i borghi sono caratterizzati da un muro che racchiude tutta la cittadina, al cui interno vi è sempre il mercato; altra caratteristica è la torre, utilizzata per la difesa, insieme alle mura.

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha firmato la direttiva che indice per il 2017 “l’anno dei borghi in Italia” per valorizzare il patrimonio artistico, naturale e umano di luoghi definiti come una componente determinante l’offerta culturale e turistica del Paese. “I borghi che costellano il territorio delle nostre regioni – dichiara il Ministro – ricchi di storia, cultura e tradizioni, sono il cardine per la crescita di un turismo sostenibile, capace di creare autentiche esperienze per i visitatori e di permettere lo sviluppo armonico delle comunità che vi vivono. L’anno dei borghi sarà un momento importante per promuovere queste realtà che tanto contribuiscono alla qualità della vita del nostro Paese”.

Dic 15

Dipinti di Achille Cattaneo

a-cattaneoNell’ultimo periodo è capitato di raccogliere una serie di dipinti di Achille Cattaneo. I suoi quattro quadri che abbiamo, hanno tutti la stessa tematica: paesaggio o veduta. L’autore, nato nel 1872 a Limbiate e morto nel 1931 a Milano, è stato un pittore italiano; tra il 1888 e il 1896 frequenta corsi di disegno e architettura all’Accademia di Brera dove è allievo di Emilio Gola. Si dedica alla veduta nel solco della pittura urbana ottocentesca e, nel particolare, riproduce interni di chiese di Milano e vedute dei Navigli. Espone, per la prima volta, alla Società delle Belle Arti di Milano nel 1900; negli anni venti guadagna la notorietà: nel 1925 tiene una mostra personale alla Bottega di Poesia e si avvicina al Novecento Italiano, partecipando alla prima mostra a Milano nel 1926. In quegli anni è presente a diverse edizioni dell’Esposizione Internazionale d’arte di Venezia (1924, 1926, 1928) e alle Esposizioni Nazionali di Milano (1925, 1927).

a-cattaneo-paesaggio-campestre-1919I quattro quadri di Achille Cattaneo che abbiamo, sono tre bozzetti su tavola e un olio su tavola di noce; raffigurano tutti la stessa tematica, ovvero oa-cattaneo-paesaggio-urbano-1916-a71 paesaggi o vedute, in particolare lo scorcio di un paese a ridosso di un rilievo con dei banchi di mercato in primo piano, oppure un paesaggio campestre con alberi spogli lungo una stradini che sembra portare ad un paese, o, ancora, una veduta urbana raffigurante la prospettiva di una strada vista dall’alto. Tutti i dipinti sono datati in basso a sinistra ed ognuno è coinvolgente e sembra quasi raccontare qualcosa della città o paesino rappresentato.

Dic 08

Un oggetto misterioso: candeliere da terra

candeliere-da-viaggioLe origini del candeliere da terra affondano nel sacro: nato nel Medioevo per decorare le navate di imponenti cattedrali, ha ben presto conquistato l’attenzione di principi e signori, che non hanno rinunciato ad un accessorio tanto affascinante da mettere nelle loro residenze, per diventare nel corso delle epoche un vero e proprio must dell’arredamento della casa. Il candeliere da terra si presta per impreziosire qualsiasi tipo di ambiente e a combinarsi con altri complementi d’arredo altrettanto suggestivi per creare angoli dal forte impatto decorativo.

Noi offriamo un candeliere da campo o processionale particolare in quanto composto da due parti collegate tra loro a incastro: la piantana ha il fusto in legno di rovere sfaccettato ad ottagono nel corpo e tornito in prossimità del puntale in ferro forgiato ed è decorata da ghiere in ferro con incisioni geometriche. La parte terminale si innesta nella prima con un puntale in ferro e ha quattro elementi dello stesso materiale modellato atti a contenere il cero. Nella parte centrale in legno si trova un anello snodabile in ottone, forse per legare il portacero ad un supporto. Si pensa che la destinazione originale fosse per funzioni campestri o comunque all’aperto laddove fosse necessario conficcare nel terreno il portacero.

Dic 05

Lampadario Maria Teresa in cristallo di Bohemia

lampadario-maria-teresa-in-cristallo-di-bohemia-a-9-luci-1753Come negozio d’antiquariato specializzato in illuminazione non potevamo non disporre d una vasta gamma di lampadari, lumi e appliques di ogni epoca e design. Il lampadario preso in questione risale agli anni ’50, ha otto bracci curvi decorati da festoni, catene di cristalli, con otto fiamme ed una luce interna posta nella parte superiore della struttura a gabbia, che esalta la rifrazione della luce e lo scintillio dei pendenti e dei festoni in cristallo di Bohemia trasparente e sfaccettato. Il modello del lampadario in stile Maria Teresa, con riferimento all’imperatrice d’Austria che regnò dal 1740 al 1780, ha la struttura in metallo completamente rivestita in cristallo. Questo può essere delle forme più varie (goccia, pagoda) con più o meno bracci, gocce di cristallo ottagonali o esagonali sfaccettate che rifrangono la luce. Particolare dei lampadari Maria Teresa in cristallo è che illuminano sempre, anche quando le luci sono spente, grazie alla luminosità del cristallo. Il cristallo di Bohemia è un vetro decorativo prodotto, fin dal XIII secolo, nelle regioni di Bohemia e Slesia, facenti attualmente parte della Repubblica Ceca. La bellezza di questo lampadario è appunto il continuo movimento che la luce sembra avere sulle gocce, sul cristallo.