Arte contemporanea a Milano

L’arte contemporanea spesso non è ben compresa, anzi qualcuno non la considera nemmeno arte, probabilmente perché più complessa, raccoglie e maschera dietro e dentro di sé più sfumature difficili da cogliere. La storica dell’arte milanese Vera Canevazzi, laureata in Storia e Critica dell’Arte presso l’Università degli Studi di Milano e borsista alla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi di Firenze, prende in considerazione dieci opere d’arte esposte e realizzate per Milano da ricordare dal 2000 ad oggi:

  • nella mostra ‘The Abramovic Method‘, tenuta nel Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano nel 2012, il pubblico era il vero e proprio oggetto dell’esposizione; infatti veniva isolato da stimoli esterni con cuffie, camici ed occhi chiusi, così da poter interagire e concentrarsi su sé stesso, stando seduto, sdraiato o in piedi. L’artista serba sostiene che il pubblico sia essenziale per l’esistenza della sua ricerca  e dei suoi lavori, così come ritenne Duchamp ‘è il pubblico a completare l’opera d’arte‘.
  • la gigantesca scultura (60x8m) ‘Dirty Corner‘, progettata per la Fabbrica del Vapore esposta nel 2011, realizzato dallo scultore Anish Kapoor, sostanzialmente prevedeva che i visitatori, entrando nel lungo tubo d’acciaio, percorressero il tragitto nel buio più totale sentendo solo il rumore prodotto dalla terra che in parte ricopriva esternamente il lavoro. L’opera ha ‘senso’ e ‘significato’ solo con la presenza del pubblico, che prova delle reazioni sensoriali forti, quali lo straniamento,paura, perdita dell’equilibrio…scultura collocata in Piazza Affari nel 2010, in occasione della mostra
  • di Cattelan tenutasi a Palazzo Reale; doveva essere esposta per soli 10 giorni, è invece è attualmente davanti al Palazzo della Borsa su un altissimo piedistallo e si tratta di una mano maschile di quattro metri con vene e tendini ben in vista, con il solo dito medio teso, che richiama un ‘gestaccio’;
  • altra scultura importante e assai nota è ‘Ago, filo, nodo‘ di Odenburg del 2000 collocata in Piazza Cadorna. Egli ha così concepito oggetti di uso comune, ma in scala enorme, come la scultura di un ago e il filo, divisa in due parti, con il nodo del filo che sbuca da una fontana al centro della piazza. L’installazione sottolinea il legame tra Milano e l’industria della moda e per questo è considerata uno dei simboli della città.

Di opere d’arte contemporanea a Milano dal 2000 ad oggi ve ne sono altre, quali: ‘Montagna di sale‘ di Mimmo Paladino del 2011, ‘La nona ora‘ di Maurizio Cattelan del 1999, ‘Performance di uomini, tavolo, cibo‘ di Paola Pivi del 2006, ‘Sette palazzi celesti‘ di Anselm Kiefer del 2004 e ‘Senza titolo‘ di Cattelan del 2004. Da queste opere di può evincere che ‘protagonista’ è il pubblico, ovvero senza la presenza di quest’ultimo o senza una sua reazione, le opere non sarebbero tali perché senza fine.