Apr 20

E’ Tempo di Libri

Dal 19 al 23 di Aprile a Milano si svolgerà presso la Fiera di Milano la prima fiera dell’editoria dal titolo E’ Tempo di Libri. La manifestazione conta la presenza di 437 espositori ed è organizzata dall’AIE (Associazione Italiana Editori con 148 anni di storia) in collaborazione con la fiera di Milano. Un programma nutrito di eventi rafforzato dal  Fuori Tempo di Libri proietta la manifestazione in cima al panorama nazionale e non solo, con l’intento principale di rilanciare l’interesse per il libro e la carta stampata in generale.

Nel nostro ambito vogliamo approfittare di questa occasione per parlare del “Tempio dei Libri” ovvero della libreria che è quella tipologia di mobile indicata per contenere libri. Simile ad una credenza con alzata consta di una parte inferiore chiusa da ante con i vetri o con reticolato in ferro. La biblioteca (dal greco βιβλίον = libro, e θήκη = scrigno) è spesso munita di un paio estraibile per consentire l’appoggio per la consultazione dei libri come nel modello a due ante qui presentato. Negli arredamenti attuali questi mobili vengono utilizzati per contenere ogni genere di suppellettile, ma conservano sempre il loro fascino degli “scrigni”; è il caso della grande libreria a ponte impero che a causa delle sue grandi dimensioni e della modulari dei ripiani, può essere utilizzata non solo per contenere diverse cose ma anche per risolvere la soluzione di un’intera parete in uno studio o in una camera.

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Pubblicato in News
Apr 17

Ecce Homo

Ecce Homo, espressione che significa letteralmente “ecco l’uomo”, è la frase di Ponzio Pilato, allora governatore romano della Giudea, che ha rivolto ai giudei mostrando loro Gesù flagellato. Questa frase indica per estensione anche la passione di Gesù come emblema di una persona malridotta, emaciata, sfigurata dal dolore.

Da secoli viene raffigurato l’ecce homo, e in questo caso è in avorio intagliato composto da diversi elementi assemblati all’interno di una noce. Gesù si trova al centro della composizione con una corona di spine e avvolto da un mantello; intorno a Lui l’apertura di una costruzione con un’architrave con l’iscrizione ecce homo; sopra di questa vi è una balaustra con la raggiera e lo Spirito Santo; ai lati del Gesù un soldato romano ed un sacerdote che lo esibisce ai giudei: tutta la scena è sostenuta da una mensola decorata con una conchiglia, delle volute e delle ghirlande. Questa scultura religiosa è composta da figure intagliate in avorio, applicate su di un pannello rivestito in velluto entro una cornice in noce con cornici in ottone e quattro rosette negli angoli. La composizione è armoniosa, con un insieme di materiali diversi, quali avorio, legno e velluto. Questa scultura religiosa settecentesca proviene da una dimora privata di Milano.

Apr 13

Il restauro non solo come arte, ma come comportamento

Nell’arco del suo tempo-vita l’opera d’arte può subire la sua “distruzione” (θάνατος) che può verificarsi per nostra inazione totale (incuria e abbandono al deperimento) come per violento e traumatico accadimento estero (terremoto, guerra, caduta, incendio etc.), il prolungamento della sua “vita” (βίος) che si esempla nell’atto fisico della cura materica dell’opera da malattia o perdita (manutenzione e conservazione), la “restituzione” della sua realtà come opera d’arte (ἔρως) nell’ambito dell’esistente che si esempla nel finale atto di filologia critica (atto di restauro).

Per quanto riguarda il restauro di dipinti, Isabella Danesini, responsabile del laboratorio di Ghilli Antichità, afferma che il restauro non è solo un’arte, ma un atteggiamento, un modo di avvicinarsi al pezzo danneggiato; è un tentativo di conservare e restituire ai manufatti il loro stato originario, senza però cancellare del tutto gli effetti del tempo. Il restauro deve limitarsi, quando è possibile, a recuperare la funzione originaria. Restaurare significa dunque risalire attraverso l’oggetto fino all’origine del pensiero di chi l’ha concepito, ed è questa la strada che occorre percorrere. Restaurare è un atto molto complesso, e può variare in base al periodo, al restauratore e anche al materiale.

Apr 10

L’essenza dell’Associazione Antiquari Milanesi

“L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni” (Paolo Picasso): è bello pensare che questa sia la missione degli antiquari, divulgatori d’arte ed esploratori del bello. L’antiquario si occupa non solo dell’immagine, ma anche di ciò che vi è dietro; così l’Associazione Antiquari Milanesi è nata per trasmettere valori e diffondere cultura, per creare comunità laddove mai prima si era usato fare squadra. Si propone di parlare e rivolgersi ad un pubblico più vasto, con solo collezionisti e critici d’arte, ma anche ai giovani per non dimenticare, appunto, la grandezza dell’are e dei suoi artisti, depositari di storie e creazioni di valore immenso.

Tutto ha inizio con il Sindacato Provinciale Mercanti d’arte antica della provincia di Milano, costituito nel 1957 per tutelare il patrimonio artistico-culturale italiano e armonizzare il lavoro dei professionisti del settore antiquario. Realtà di grande prestigio che dall’aprile 2007 acquisì la nuova denominazione di Associazione Antiquari Milanesi: luogo aperto, di condivisione e informazione attraverso il quale i professionisti dell’arte possono valorizzare la propria attività. L’Associazione inoltre organizza iniziative, convegni, incontri ed eventi che in sessant’anni di attività hanno coinvolto Istituzioni, critici e storici dell’arte. E’ attraverso la professionalità degli antiquari che viene così garantita la qualità e autenticità degli oggetti commercializzati, riducendo i rischi di atti illeciti e di acquisti incauti, rinnovando anche l’attenzione della società per il settore.

Apr 06

Ballerina art recò in porcellana

Karl Mutter (1883-1969) è stato uno dei più famosi modellisti tedeschi di porcellana del XX secolo; con le sue opere in porcellana ha guadagnato la fama a livello nazionale e internazionale. In una certa misura le figurine d’arte Hutschenreuther devono la loro buona reputazione per Karl Tutter; egli ha creato un gran numero di figurine per il marchio Hutschenreuther; ha partecipato a mostre a Praga, a Monaco di Baviera e altrove. Nel 1941 gli viene assegnato il premio per la scultura a Bayreuth.

Una delle sue statuette in porcellana bianca in stile art deco è Sonnenkind “figlia del sole” che risale al 1938. La figura femminile è completamene nuda, con le braccia levate ed il volto rivolto verso il cielo. Il corpo danzante, armonioso e con linee sinuose, è in equilibrio con un unico piede su una sfera dorata, elemento che poggia a sua volta su un basamento circolare in porcellana bianca con profilo dorato. Sotto quest’ultimo vi è il marchio della manifattura bavarese Hutschenreuther. La ballerina ha le caratteristiche dell’art deco sviluppatasi a Parigi nel 1910: la figura femminile assume forme allungate, agili e atletiche, questo stile abbraccia le sinuosità e le formule lineari naturalistiche.

Apr 03

Pulizia della superficie del mobile

Si distinguono due tipi di pulizia nel lavoro di restauro di un mobile: quella che di norma si fa all’inizio, quando il mobile viene trascurato per anni, è ora pieno di polvere e sporcizia varia; in questo caso bisogna fornirsi di aspirapolvere, pannolini di più misure per asportare tutto lo sporco polveroso anche dai punti più nascosti. Il secondo tipo di pulizia riguarda invece la superficie lucidata del mobile; questa è un’operazione alquanto delicata poiché si lavora su quella parte che costituisce l’aspetto estetico più evidente, dunque una rimozione errata, troppo aggressiva o fatta male può provocare un irrevocabile danno al quale si può porre rimedio difficilmente. Questa pulizia della superficie si inserisce nel lavoro del restauro, al termine di tutte le operazioni di reintegrazione o ripristino e consolidamento della parte lignea.

Avremo principalmente due tipi di finitura: a cera o a gommalacca. 1) quella a cera può essere effettuata semplicemente con uno straccio imbevuto di trementina; basti strofinare accuratamente la superficie del mobile con la pressione necessaria per ottenere il miglior risultato. Nel caso in cui lo sporco sia particolarmente irremovibile bisogna evitare di fare troppa forza, perché il legno potrebbe schiarirsi. 2) invece con quella a gommalacca si deve impiegare una soluzione preparata con olio paglierino, trementina e alcol; strofinare con un tampone di cotone e cambiarlo più volte in modo tale da mantenerlo pulito.

Vi sono anche altre macchie da trattare in maniera differente, come liquidi zuccherini, sostanze alcoliche, inchiostro, unto e grassi… Non aspettate che i vostri mobili si sporchino e danneggino sempre più con il tempo, prendetevi cura di loro, altrimenti rivolgetevi a noi!

Mar 30

Il dipinto restaurato più bello del 2016: “una piacevole sorpresa”

La nostra restauratrice di dipinti Isabella Danesini ha avuto una bellissima esperienza nello scoprire e restaurare un dipinto. Così racconta: “Già entrando nell’abitazione in cui dovevo prendere visione del dipinto mi sono emozionata. La stanza era quasi vuota, con pochi arredi, ma solo la presenza del dipinto appeso rendeva tutto diverso… sembrava proprio di essere all’interno di quella scena estremamente coinvolgente! Ho capito in quel momento che dovevo restaurare quel dipinto, dovevo salvare quel “paziente”. Sotto tutta quella patina gialla e a macchie si nascondeva, già lo immaginavo, una splendida scena luminosa e vivace popolata da mille personaggi di ogni fattura: mercanti, commercianti, spadaccini, marinai, gentildonne, animali e tanti altri. Pulendolo centimetro per centimetro affioravano personaggi, colori, particolari e dettagli ma la cosa più simpatica e divertente è stata far riemergere due personaggi che erano completamente coperti dal colore. Appollaiati sulla trabeazione di un tempio tra due grandi statue classiche, sembrano quasi due estranei alla scena, isolati, al di fuori di ciò che accade sotto di loro, ma nel contempo ironici e beffardi puntano il dito chissà dove”.

Il lavoro del restauratore è interessante anche perché può capitare di scoprire alcune raffigurazioni o particolari che in realtà non si vedono e sono coperti, e così il senso del quadro può cambiare. Un semplice elemento o dettaglio può essere significativo per l’opera in questione, come d’altronde la scoperta di una firma nascosta.