Apr 13

Consigli per l’acquisto di un oggetto d’antiquariato

I motivi che possono spingerci all’acquisto di un oggetto di antiquariato, che sia argenteria, un mobile o un semplice suppellettile, possono essere veramente tantissimi, come per esempio quello di dare un po’ più di calore e di personalità ad una casa arredata in modo “contemporaneo”. Ma procedere ad un acquisto consapevole non è sempre banale, infatti il rischio di lasciarsi ‘ubriacare’ dall’indubbio fascino che hanno le bancarelle dei mercatini o i negozi di antiquari e rigattieri, senza capire bene se ci stiamo per mettere in casa un oggetto originale, una riproduzione o addirittura un falso è sempre dietro l’angolo. Come fare, allora, ad orientarsi e scegliere l’oggetto giusto? Qui alcuni consigli per capirne di più!!

Intanto è bene chiarire cosa si intende per antiquariato: la definizione ufficiale indica come oggetti antichi quelli che hanno più di 100 anni, il resto va invece sotto altre “etichette”: vintage, modernariato ecc. Per prima cosa è importante ‘fare un po di compiti’, ovvero avere una cultura di base sui vari stili se si sa già cosa si vuole comprare; non dare nulla per scontato, perché spesso cose antiche in realtà sono semplicemente delle ottime riproduzioni, ma non hanno il valore del pezzo genuino antico; controllare da chi si compra, meglio fare acquisti in eventi di settore o in gallerie d’antiquariato, meglio ancora se  fanno parte di associazioni di categoria, come l‘Associazione Antiquari Milanesi (questo per avere maggior sicurezza della qualità dell’oggetto che si sta per comprare); fare sempre le domande fondamentali, per avere maggiori informazioni, per sapere la ‘storia’ dell’oggetto desiderato, lo stile, se realizzato da un famoso artigiano, la provenienza, se è stato restaurato o meno. Tutte queste piccole domande, che sembrano banali, ma a cui molti non fanno e non prestano attenzione, possono aiutare a capire cosa si sta comprando e soprattutto il valore.

Apr 10

AMART, l’antiquario e l’antiquariato

Tra solo un mese ci sarà AMART, la mostra tanto attesa che vede ben 62 espositori, antiquari italiani con oggetti di epoche e stili diversi. Ma cosa significa antiquariato? e chi è l’antiquario? Il termine antiquariato si riferisce al mercato dell’arte antica nella varietà dei suoi aspetti e periodi, connotato da criteri qualitativi quali autenticità, buona conservazione, attribuzione certa o probabile a un ambito di produzione, e giunge a comprendere gradualmente, altre a dipinti, sculture, disegni e stampe, anche cornici, mobili e oggetti d’arredo e di ornamento. La diffusione dell’antiquariato è legata sia all’evoluzione del gusto, spesso indirizzato dal mercato stesso verso rivalutazioni anche commerciali, sia ad aspetti sociali, come l’immissione sul mercato di oggetti e opere d’arte provenienti da collezioni nobiliari o da dimore prestigiose, l’interesse crescente della borghesia verso l’arredo come arredo di elevato livello qualitativo o oggetto di collezione, il configurarsi sempre più complesso e sfaccettato del fenomeno del collezionismo.

Dunque nell’antichità l’antiquario è chi coltiva e insegna la lingua classica e la scrittura, mentre nel Medioevo è anche colui che copia testi antichi; nel Rinascimento è colui che studia e raccoglie, per sé o per il principe o ill signore, reperti antichi, sculture, gemme, cammei. Dal XVI secolo è chiamato antiquario anche il conoscitore di opere d’arte antica, che compra per altri; il significato commerciale del termine prende nel tempo sempre maggiore rilievo fino a divenire, in Italia, esclusivo. Ma con questa mostra si vuole sottolineare la bellezza e l’importanza che l’arte ha nella nostra cultura.

Apr 03

Mobili in stile genovese

Genova è stata per secoli una città aristocratica e al centro del commercio marittimo; la ricchezza della repubblica marinara si rifletteva nella florida produzione di manufatti artigianali, che non aveva equivalenti in Europa. L’antiquariato ligure sorprende per le forme sinuose dei mobili, spesso dipinti con colori vivaci e ornamenti raffinati; elementi di provenienza francese, veneziana, lombarda e veneta vengono rivisitati e mescolati, portando alla nascita di uno stile particolare che la differenzia da ogni altra produzione dell’epoca.

Il tipico mobile che si trovava in ogni casa del ‘700 è il cassettone perché trovava numerosi impieghi ed era adattabile alle diverse esigenze; infatti veniva utilizzato come cassapanca per custodire oggetti preziosi, come tavolo, come sedile, come baule durante i viaggi, come dispensa per gli alimenti, persino come letto. Il cassettone venne alleggerito nelle forme rispetto al modello classico francese, adattandosi al nuovo ambiente sociale e architettonico. Sparirono le decorazioni in bronzo e in oro, le linee austere si assottigliarono e diventarono tondeggianti e armoniose; i decori, costituiti principalmente da intarsi e dipinti, si posizionavano nella parte centrale del mobile anzichè sull’intera superficie, espandendosi con discrezione nei vani lateriali e inferiori.

Gli ebanisti genovesi utilizzavano l’intarsio a quadrifoglio: con una combinazione sapiente delle venature del legno creavano dei motivi decorativi che richiamano la forma del fiore.

Mar 27

AMART

AMART, mostra promossa dall’Associazione Antiquari Milanesi, coprirà diversi settori e diverse epoche offrendo così al visitatore un’esperienza visiva e culturale piena e animata da contrasti e contaminazioni dell’antiquariato all’arte moderna e contemporanea, design. AMART sarà più di una mostra, sarà un momento ed uno spazio culturale: una serie di approfondimenti, conferenze ed incontri arricchiranno la visita alla mostra, rendendo il visitatore partecipe della bellezza artistica e della sua diffusione. Una location d’eccezione come la Permanente di Milano ed eccellenza nell’offerta garantita da un comitato scientifico, saranno gli elementi distintivi di questa rassegna che dal 9 al 13 Maggio arricchirà il panorama artistico di Milano. In AMART si potranno ammirare oggetti, arredi, sculture e dipinti provenienti dalle collezioni dei nostri espositori.

Mar 23

Antico cassettone Luigi XVI

Questo antico cassettone Luigi XVI della fine del Settecento, lombardo, è caratterizzato dalla lastronatura e filettatura in noce, dai tre cassetti frontali e dalle gambe troncopiramidali. Frontalmente è scandito da tre cassetti composti con un elegante bordo a becco di civetta, i fianchi dritti, le gambe rastremate e troncopiramidali.
La lastronatura è disposta in obliquo, a spina di pesce, a formare sia sui fianchi che sul piano ed il fronte, eleganti specchiature contrapposte e bordi decorati da una doppia filettatura, in noce, bosso ed ebano la prima, mentre la seconda, più esterna, è in ciliegio selvatico. La disposizione geometrica della lastra colloca questo cassettone intorno  alla fine del  Settecento. Il gioco delle lastre, le venature ed il colore delle essenze  si può esaltare con un restauro ed una lucidatura con gommalacca, a tampone e pomice, realizzabile nel nostro laboratorio dal nostro ebanista.
Mar 20

Busto virile in alabastro, Tabacchi

L’uso dell’alabastro come materiale artistico risale alle civiltà più remote, fin dall’Antico Regno d’Egitto (III millennio a.C.) sia come materiale da costruzione in camere e santuari, sia come pietra preferita nella produzione di oggetti svariati, come sarcofagi, scatole, statue, vasi. In epoca romana l’alabastro trovò utilizzazione nella decorazione architettonica, per la realizzazione di vasi, vasche, oggetti pratici e nei busti-ritratto.

La figura rappresentata qui è mezzo busto, vestito elegantemente in abito di fattura ottocentesca e reca la firma ‘Tabacchi‘ nel bavero posteriore del cappotto. Questa scultura figurativa poggia su una base circolare in legno tornita ed ebanizzata; risale alla prima metà del 1800 e potrebbe trattarsi di un’opera giovanile dello scultore, uno degli scultori lombardi più importanti dell’ottocento, autore di alcuni dei monumenti significativi. Le sue opere sono caratterizzate da un tocco personale nell’insistita e minuta descrizione delle materie raffigurate, una ricerca mimetica derivata dal naturalismo della sua formazione, portato spesso ad esiti accentuati. Lo scultore, Odoardo Tabacchi (1831-1905), fu allievo dell’Accademia di Belle Arti di Brera, quindi impegnato presso gli studi di altri artisti a Milano, e poi a Roma, Firenze e Napoli; e concentrò la propria attività soprattutto sulla scultura monumentale.

Mar 13

I quadri nell’arredamento

I quadri decorano gli ambienti in modo pratico e veloce, donando alla stanza eleganza e carattere: moderni o antichi, astratti o figurativi, monocromatici o pieni di colore. I dipinti sono finestre sulla storia dell’arte appesi sulle pareti, esprimono una personalità e impreziosiscono ogni spazio con un tocco di stile; i quadri antichi, come tutti gli oggetti d’antiquariato, sono unici, e per questo valorizzano ogni ambiente con originalità, rendendo la casa diversa da tutte le altre.

Nella scelta dei dipinti è sempre utile partire considerando l’atmosfera che si vuole ricreare, e optare per i quadri che sappiano trasmetterla: regale o informale, minimal o raccolta che sia, etc… Bisogna considerare lo stile degli arredi già presenti: ogni ambientazione si sposa bene con alcuni tipi di quadri ma non con altri. Nature morte e dipinti floreali si inseriscono molto bene nelle pareti rendendo accoglienti anche gli angoli più trascurati. L’importante è scegliere i quadri con attenzione ed essere consapevoli dello spazio che si può dedicare loro, disponendoli in modo ordinato per non affollare la vista. Molto apprezzati sono anche i dipinti di paesaggi e le raffigurazioni di scene di vita quotidiana, che richiamano scenari bucolici e rendono armonioso tutto l’ambiente. Belli sono i quadri di grandi dimensioni che creano un particolare effetto scenico e nuove prospettive visive, ma rischiano di rimpicciolire la stanza se messi su una parete piccola. Insomma, un quadro deve essere proporzionato e a tema con tutto quello che lo circonda!