Dic 10

Come utilizzare l’antitarlo

I mobili antichi devono essere trattati periodicamente per non rovinarli.
Oltre che dai segni del tempo i vecchi mobili sono attaccati costantemente dai tarli: animaletti minuscoli che mangiano il legno. Esistono dei prodotti specifici, i cosidetti antitarlo che promettono l’eliminazione totale di questi animaletti e prevengono la loro comparsa.
Utilizzare un antitarlo come precauzione infatti non è del tutto sconsigliabile, anzi è una ottima abitudine usarlo se non si vogliono avere brutte sorprese. Ma come va applicato l’antitarlo??
Nel caso in cui si vuole applicarlo solo come precauzione basta stenderlo con un pennello su tutta la superficie in modo che il legno assorba il prodotto. Mentre se ci si trova in presenza di numerosi buchi causati dai tarli è meglio agire con una siringa che inietterà il prodotto in ogni foro. E’ importante che il liquido penetri in profondità e percorra tutto il solco creato dal tarlo per eliminare anche eventuali uova degli animali.

Nov 20

I lampadari antichi in ferro battuto

I lampadari antichi in ferro battuto si adattano a molti luoghi, soprattutto se un po’ rustici.  Hanno un design particolare che li rende subito riconoscibili: quelli più antichi sono lavorati a mano da un bravo artigiano che ha dato ai bracci delle forme sinuose ed eleganti. Il metallo si inserisce bene negli ambienti più svariati, a cui riesce a dare uno stile industrial oppure a portare un tocco di art nouveau.
Se si vuole appendere in salotto, bisogna abbinargli un divano in pelle e un tavolino in legno grezzo, meglio se si ha un soffitto alto e delle finestre ampie: così si avrà un effetto spettacolare! Nella cucina un lampadario in ferro battuto si presta all’accostamento con un tavolo in vetro dalle gambe in metallo, a cui affiancare le sedie in ferro, oppure in legno rustico per accentuare il contrasto tra antico e moderno. I lampadari in ferro battuto sono i più semplici da mantenere perché non richiedono grandi attenzioni, sono fatti da un materiale durevole che non si rovina con il tempo, e necessitano solo si una spolverata con un normale piumino per la polvere.
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Nov 15

Il lampadario antico in cristallo

Il lampadario antico in cristallo è il classico elemento d’arredo che sta bene con qualsiasi cosa, colore e tipo di arredamento, dal classico all’antico.Infatti questo è da appendere al centro del salotto, sopra il tavolo della sala da pranzo, in camera da letto o addirittura all’ingresso; insomma, dipende anche da come è ammobiliata la casa. Se la stanza è molto grande si possono scegliere due lampadari identici, ma solo se i soffitti sono davvero alti e tutto il contesto risulta arioso ed equilibrato; oppure in una sala da pranzo con un lungo tavolo in legno massiccio, centrotavola in argento, una credenza scolpita che espone preziose porcellane antiche, e un lampadario a goccia ad illuminare il tutto…
Un lampadario di cristallo si sposa bene anche con un arredamento contemporaneo; i pendenti di cristallo creano piacevoli riflessi di luce smerigliata sulle pareti e sul soffitto, rendendo tutta la stanza un luogo incantevole. Quelli di grandi dimensioni con pendenti a forma di goccia sono ideali per dare un tono di classe alla sala da pranzo, e chi se la sente di osare può scegliere dei modelli laccati in oro o in argento. Un lampadario d’altri tempi poi è perfetto per gli interni più glamour: si potrebbe notare lo scintillio dei pendenti in una stanza dai mobili laccati di bianco o argento, che richiamano nelle linee le epoche passate.

Nov 12

Il lampadario antico, elemento d’arredo

Tra tutti i tipi di lampade, il lampadario è la più elegante e decorativa: in cristallo, in vetro o in ferro battuto è un elemento d’arredo di grande fascino e capace di dare subito stile alla stanza. I lampadari antichi sono ideali per gli ambienti grandi come il soggiorno e la sala da pranzo, sono perfetti per dare un tocco di eleganza alla camera da letto, come anche per dare tono ad un ampio corridoio. I lampadari antichi sono oggetti che non passano mai di moda, ma si possono inserire nelle case dall’arredamento contemporaneo con facilità, e abbinare ai vari stili per creare un ambiente magico. Un tempo erano prerogativa della nobiltà, ma oggi sono alla portata di tutti e hanno la particolarità di creare sulle pareti e sul soffitto ombre e giochi di luce sempre diversi, grazie agli elementi che lo compongono: pendenti in vetro e cristallo, rami e catenelle in ferro, lampadine che proiettano la luce in modo sempre differente e danno vita ad un’atmosfera incantevole e suggestiva.

Un tempo i lampadari servivano a sostenere le candele, ma al giorno d’oggi anche i pezzi più antichi sono stati adattati per supportare le comuni lampadine. Per mantenere lo stile di un lampadario classico, si possono scegliere quelle a goccia, o a fiamma. Esistono inoltre lampadine a forma di candela, con la fiamma che si illumina a incandescenza, per chi desidera esaltare l’antichità del lampadario; altrimenti si possono scegliere delle lampadine moderne da abbinare al lampadario antico, a forma tonda o ellittica, in vetro trasparente per avere il massimo della luminosità oppure opaco per un effetto più delicato.

Ott 30

Una Croce particolare…

In questa Croce astile Cristo ha il capo reclinato leggermente a destra ed i piedi sovrapposti; il Pellicano Mistico rappresentato nell’atto di squarciarsi il petto per nutrire con il proprio sangue i piccoli che stanno nel nido come chiara allusione al sacrificio salvifico compiuto da Cristo sulla croce in redenzione dell’umanità; Maria Maddalena nella formellina inferiore del recto è raffigurata con una lunghissima capigliatura che le scende oltre le spalle e con le mani giunte.

Sul verso all’incrocio dei tre bracci è riprodotta la figura di San Sebastiano in posizione eretta appoggiata su di una mensola aggettante. Appare attendibile che il Santo sia stato il titolare del sacro edificio per il quale fu commissionata la suppellettile liturgica. Degno di nota sono i due motivi ornamentali ai lati della figura rappresentanti due papaveri delineati a cesello su lamina di rame dorata a fuoco. Anche i chiodi che fissano la lamina alla croce diventano elementi decorativi con la testa sbalzata a forma di stella. Le croci venivano costruite con il cedro del Libano che a sua volta veniva generato dall’intreccio di tre rami: un cedro (il Padre), un cipresso (il Figlio) ed una palma (lo Spirito Santo). La quaterna di figure simboliche si richiama ad un passo dell’Apocalisse(4.7):…attorno al trono di Dio stanno infatti quattro creature alate: il primo animale somiglia al leone (riferito a Marco). Il secondo animale assomiglia al vitello (riferito a Luca). Il terzo aveva la faccia come d‘uomo (riferito a Matteo) ed il quarto era simile ad aquila volante (riferito a Giovanni). 

Particolare è il nodo globulare che raccorda la croce all’asta contiene sei medaglioni con altrettante  effigi di Santi.

Ott 22

L’arte di un tavolo rotondo lastronato

La bellezza ed eleganza di questo tavolo rotondo restaurato è la tecnica con cui è stato realizzato e le tonalità di colori diversi di legno utilizzate che catturano proprio l’attenzione. E’ un raffinato tavolo da salotto riccamente lastronato in noce e legni vari con intarsi a tappo a motivi geometrici: è decorato con marqueterie non solo sul piano, ma anche sul bordo e sulla fascia sottopiano. La delicatezza dell’intarsio a incastro gioca sulle differenze tonali della varietà delle essenze con cui è composto; in questo tavolo troviamo legni policromi quali noce, acero, bosso, mogano, ciliegio e palissandro magistralmente disposti a motivi geometrici per comporre suggestivi cromatismi e impreziosire il piano.

L’intarsio si basa sul contrasto armonico di vari toni di tasselli di legno di diverse qualità, ma anche lamine metalliche, argento, scagli di madreperla, avorio, tartaruga, etc… Questa tecnica in genere è eseguita dall’intarsiatore, ma anche da un ebanista esperto nel disegno, i quali eseguono tagli con l’ausilio di seghetti finissimi, seguendo tutte le sinuosità, le svolte e le morbidezze del disegno ed ottenendone vari pezzi, detti “cavature”, talora anche minutissimi, che costituiscono le “tessere” per la ricostruzione del disegno originale.

Questo capolavoro di ebanisteria risale alla metà dell’ottocento, è di area emiliana, probabilmente Rolo. Proveniente da una famiglia milanese, è stato restaurato e lucidato dal nostro laboratorio. Il gioco dell’intarsio ed il cromatismo delle essenze  è stato esaltato dalla lucidatura,  tecnica eseguita con gommalacca a tampone e pomice, realizzata stendendo la gommalacca sul legno con l’uso del tampone.

Ott 17

Venere e Amorini di Paolo Sala

Questo  dipinto ad acquerello su carta rappresenta Venere e Amorini del 1920 circa,  firmato in basso a sinistra dall’artista milanese Paolo Sala. L’opera è deliziosa,  poetica ed estremamente delicata,  ritrae  Venere seduta  e circondata da angioletti che giocosamente le legano i polsi dietro la schiena e la festeggiano; la scena è ambientata all’aperto ed è inserita in un paesaggio primaverile;  le figure sono vicino ad una pianta di ciliegio in fiore, con un paesaggio pianeggiante solcato da un fiume sullo sfondo. I tre amorini gongolanti e Venere sono resi con grande maestria,  con perfette morbide anatomie, amplificate nelle pose fluide e nelle ingenue, giocose espressioni.

Paolo Sala nasce a Milano il 24 gennaio 1859 da una nobile famiglia brianzola. Fu allievo di Camillo Boito e dopo aver studiato architettura all’Accademia di Brera (lo fece soprattutto per volere del padre che aveva un’impresa di costruzioni), si dedicò  alla pittura cominciando con soggetti di storia prima e al successivamente al paesaggio. Infatti, viene considerato soprattutto come pittore di paesaggi. Alla sua prima apparizione ottenne il premio Mylius con il dipinto Il tramonto del 4 giugno 1859, un dipinto che raffigura il dopo della battaglia di Magenta. Espose un po’ in tutta Italia, a Milano, Venezia, Napoli, Roma e partecipò a molte manifestazioni in molte citta europee come Parigi, Berlino e Londra. Intraprese molti viaggi in Russia, in Olanda e in Sudamerica, dove riuscì a guadagnarsi la fama e importanti  contratti con dei mercanti d’arte. In Russia entrò nelle grazie dello Zar e ricevette molte committenze e incarichi. Dipinse insieme al fratello Elia, scultore di murales, per il Palazzo d’inverno dello Zar e partecipò alla decorazione del conservatorio imperiale di San Pietroburgo. In Russia ottenne la cattedra di pittura all’Accademia di Mosca e fece molte esposizioni e buona parte delle opere furono acquistate dallo Zar e dalla nobiltà e i guadagni servirono ad aiutare i pittori russi più indigenti. Nel 1911, a Milano, fu fondatore e presidente del Gruppo degli Acquarellisti lombardi, la sua tecnica preferita e realizzò dipinti di scene veneziane e di ogni genere, paesaggi e ritratti e oltre all’utilizzo dell’acquerello, utilizzò pastello e olio. Sono molti i dipinti di squarci di città di vari paesi europei trattati da Paolo Sala. La pittura ha avuto il soppravvento nella sua vita ma  anche se non aveva completato gli studi, non disdegnava l’idea di fare l’ architetto anche in Argentina a Buenos Ayres. Paolo Sala fu invidiassimo per il successo mercantile e fu molto attivo anche nel sociale. Spesso la sua pittura canonica veniva considerata  sommaria e  irrequieta ma la passione per il pennello era tale da regalargli successo di pubblico e di mercato.