Feb 24

Figura di Guanyin in porcellana

figura-quanyin-in-porcellana-3852Guanyin rappresenta la personificazione femminile di Avalokitesvara, il buddha della grande compassione; si tratta di un emblema appartenente in particolare alla tradizione spirituale cinese; letteralmente il suo nome significa “colei che ascolta i lamenti del mondo”. Una delle raffigurazione più diffuse è quella con mille braccia, di queste quattro sono in evidenza e ciascuna sorregge un occhio, a simboleggiare la sua costante attenzione ai dolori del mondo; solitamente è vestita di bianco, dentro un fiore di loto.

Nello specifico questa statua in porcellana bianca di provenienza cinese rappresenta Guanyin astante su un fiore di loto; è differente rispetto alle solite raffigurazioni perché ha due braccia, con il volto molto sereno, la veste che cade morbida e sinuosa lungo il corpo. Il fiore di loto ha per gli orientali un forte significato spirituale per via della sua particolarità di affondare le radici nel fango, di distendersi sulla superficie delle acque stagnanti uscendo da esse immacolato e bellissimo: per questo è il simbolo di chi vive nel mondo senza esserne contaminato. I principali significati del loto derivano proprio dal buddismo, che considera questa pianta come il simbolo dell’illuminismo e della rigenerazione spirituale.

Feb 22

Bozzetti d’alta moda

Oggi comincia “la settimana della moda” a Milano, un grande evento che si ripete due volte l’anno (Febbraio/Marzo e Settembre/Ottobre) dal 1958. Le collezioni mostrate durante le sfilate sono relative alle stagioni successive; Milano fa parte delle “Big Four” (New York, Londra e Parigi), ovvero dei quattro eventi ritenuti particolarmente importanti in quanto svolti nelle capitali della moda.

Abbiamo per l’occasione una serie di 15 bozzetti d’alta moda dei primi anni del ‘900 eseguiti per la gran parte a china, acquerello e oro su carta con principalmente modelli invernali; alcuni sono datati 1911, 1909 e hanno sigle diverse come Van Loo, Zou, H.B. Di particolare rilievo sono l’eleganza e la sicurezza del tratto che lasciano pensare alla produzione di un professionista della moda dell’epoca. Nelle
creazioni di moda, i nuovi modelli vengono presentati sotto forma di bozzetti creati a mano prima di essere effettivamente tagliati e cuciti; il fashion designer realizza dapprima un figurino, un’immagine femminile che riproduca la forma dell’indossatrice, una figura dall’aspetto realistico, in posa, magari inserita in un contesto quotidiano, domestico che possa illustrare al meglio abiti, tailleur, pellicce, cappelli, scarpe ed accessori. Questi raffinati disegni art noveau e art decò, oltre ad essere molto rari e da collezione, ideali per l’arredamento di un atelier, riflettono un mondo elegante, prospero, ricco di prospettive e contribuiscono a ricostruire le affascinanti trasformazioni avvenute nel costume dell’epoca, laddove lo stile della moda femminile, specchio dell’emancipazione della donna, va adeguandosi ad un abbigliamento più funzionale e sportivo.

In questi bozzetti viene raffigurata una donna di estrema eleganza e ricercatezza, non solo nel taglio dei vestiti e nella scelta dei tessuti, ma soprattutto nell’attenzione agli accessori, come le scarpe, il cappello, gioielli, le acconciature… Ne emerge una donna veramente elegante in ogni suo aspetto!

Feb 16

Isis continua a distruggere a Palmira

L’Isis continua a distruggere e danneggiare opere appartenenti all’UNESCO, in particolare a Palmira: il Tetrapilo, un monumento di 16 colonne, e danni alla facciata del Teatro Romano. “Questa distruzione è un nuovo crimine di guerra e una perdita immensa per il popolo siriano e per l’umanità” – così afferma il direttore generale dell’UNESCO, Irina Bokova, -“è un nuovo attacco contro il patrimonio culturale che dimostra come la pulizia culturale da parte degli estremisti violenti stia cercando di distruggere sia vite umane che monumenti storici per privare il popolo siriano del suo passato e del suo futuro”.

Il Ministero della Cultura siriano ha definito la distruzione dei monumenti archeologici a Palmira da parte dell’Isis un crimine contro l’umanità, in quanto riveste una grande importanza non solo di natura storica e culturale, ma anche economica (dovuta al fatto che, prima di guerra, era una delle mete turistiche più importanti del paese). Ma questi danneggiamenti hanno un senso? un obiettivo? in questo modo roviniamo non solo la nostra cultura, ma non tramandiamo al futuro parte del nostro passato.

Feb 09

La stanza delle meraviglie

“La meraviglia è uno stato di grazia, un sovrappiù di bellezza che ci sorprende. Chi prova la meraviglia vuole riviverla, e farla vivere agli altri. Vuole possedere l’oggetto meraviglioso. Questo impulso ha dato il via a raccolte e collezioni straordinarie in cui scienziati, collezionisti, naturalisti, viaggiatori e artisti europei hanno cercato di racchiudere un cosmo fatto di mondi vicini e lontani”.

Il 23 Marzo a Palazzo Bovara si terrà il secondo evento (dopo il successo del “Grand Tour”) organizzato dall’Associazione Antiquari Milanesi sul tema “La stanza delle meraviglie”. Già dall’anno scorso l’Associazione cerca di coinvolgere le persone con iniziative aperte a tutti i soci. Ma di preciso, cos’è “la stanza delle meraviglie”? Questa deriva da un’espressione appartenente alla lingua tedesca “wunderkammer” a cui oggi vengono attribuite molte realtà, e nei contesti più diversi. La parola wunder nasconde un’origine misteriosa, così come l’inglese wonder, il cui etimo incerto pare riveli connessione con i concetti di intrigo e di complessità.

Quello della wunderkammer è un fenomeno tipico del ‘500, con le radici però nel Medioevo; esso si sviluppa poi per tutto il Seicento, alimentandosi delle grandiosità barocche, e si protrae fino al Settecento, favorito dal tipico amore per le curiosità scientifiche, proprie dell’Illuminismo. Questo può anche essere visto come un primo stadio dello sviluppo del concetto di museo, per la disposizione al pubblico di opere di privati.

Alla mostra del 23 Marzo vi saranno oggetti molto particolari, ognuno con una propria storia e anche un fine: quello di stupire e meravigliare!

Feb 06

Come riconoscere un pezzo di antiquariato autentico?

Come riconoscere un pezzo di antiquariato autentico: le 5 cose che devi assolutamente sapere

In questo nuovo articolo vogliamo offrirti qualche dritta su come riconoscere un pezzo di antiquariato autentico.

Restauro-dei-mobili-antichi-825x510 Questa è una domanda che ci viene posta spesso da chi, pur non essendo un vero e proprio appassionato o esperto, vuole avventurarsi per la prima volta in questo affascinante mondo e non sa proprio da dove partire.

Se anche tu rientri in questa categoria o sei semplicemente curioso e vuoi saperne di più, seguici in questa breve guida su come riconoscere un pezzo di antiquariato autentico.

C’era una volta il mobile, caratterizzato da particolarità che lo rendevano unico e di pregio. Ora, purtroppo, il mobile è per la maggior parte un prodotto industriale realizzato in serie.
È stata proprio l’industrializzazione a rendere i mobili antichi e i pezzi di antiquariato ancora più ricercati!

In questo grande mercato dedicato alla ricerca del passato del mobile, è necessario prestare molta attenzione alle persone con cui facciamo affari. Infatti, spesso si incorre nel rischio di imbattersi in commercianti senza scrupoli.
Come evitare di finire nelle grinfie del venditore sbagliato? Un primo passo è senza dubbio quello della conoscenza degli elementi distintivi che fanno di un mobile un autentico pezzo di antiquariato e su cui vale davvero la pena investire dei soldi.

Abbiamo raccolto per te le nostre competenze e le abbiamo racchiuse in questa lista delle 5 cose da sapere per poter riconoscere un pezzo di antiquariato autentico:

  1. Il legno: il legno antico o vecchio si distingue da quello giovane per la diversità di colore dovuta all’ossidazione e all’azione della luce e degli agenti atmosferici. La differenza è subito visibile accostando una tavoletta nuova a una vecchia;
  2. I segni di restauro: prevalentemente i mobili del ‘700 e ‘800 venivano realizzati con la lastronatura (*copertura del fusto e in genere delle superfici con lastre di essenza pregiata o radica di spessore superiore al millimetro) o impiallacciatura (*idem come sopra, ma varia lo spessore, dal millimetro in giù) in essenze lignee pregiate. Sia lastronatura che impiallacciatura vengono eseguite con la stessa tecnica: colla a caldo e martello, con la differenza che per la lastronatura molte volte è necessario aiutarsi con sergenti (*sono i morsetti del falegname) per dare pressione e facilitare l’adesione della lastra. Col tempo si possono creare delle mancanze che vengono integrate con essenze uguali o simili, che però mancano di continuità di vena, non appartenendo alla stessa pianta. Questa mancanza è evidenziata da una discordanza di colore. Vi possono essere anche frequenti interventi di restauro di sostituzione di fondi di cassetti, così come degli schienali che si degradano a causa dell’umidità e della muffa;
  3. Il colore e la patina: è improbabile che un mobile in buone condizioni, seppur antico, sia ricoperto da un atramento. Si può individuare l’antichità, anche su un pezzo ben restaurato e ben mantenuto, dai segni che lasciano le bocchette o altri ornamenti posti a decoro del pezzo. Infatti al di sotto di questi, non potendo passare la luce, il legno rimane più scuro. Le uniche eccezioni sono rappresentate dal legno di ciliegio e di altre poche essenze che, sotto effetto della luce, scuriscono dando lo stesso risultato ma in negativo;
  4. I segni di lavorazione: segni di lavorazione si possono trovare su tutti i mobili d’epoca. Non bisogna però credere che tracce di sega o sgorbia siano a garanzia di antichità. Infatti molti mobili di pregio sono molto ben rifiniti anche nelle parti nascoste. Qui solo l’occhio di un esperto può trarre la giusta conclusione;
  5. Il prezzo: solitamente i mobili antichi hanno un prezzo abbastanza elevato che varia a seconda delle condizioni, del materiale, della tecnica di lavorazione e molto altro. Insomma, è difficile che un mobile d’antiquariato venga a costare poco.

Hai altri dubbi o curiosità? Non ti resta che rivolgerti a un antiquario esperto.

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Gen 30

Tavolo rotondo lastronato

tavolo-tondo-intarsiatoLa bellezza ed eleganza di questo tavolo rotondo restaurato è la tecnica con cui è stato realizzato e le tonalità di colori diversi di legno utilizzate che catturano proprio l’attenzione. E’ un raffinato tavolo da salotto riccamente lastronato in noce e legni vari con intarsi a tappo a motivi geometrici: è decorato con marqueterie non solo sul piano, ma anche sul bordo e sulla fascia sottopiano. La delicatezza dell’intarsio a incastro gioca sulle differenze tonali della varietà delle essenze con cui è composto; in questo tavolo troviamo legni policromi quali noce, acero, bosso, mogano, ciliegio e palissandro magistralmente disposti a motivi geometrici per comporre suggestivi cromatismi e impreziosire il piano.

L’intarsio si basa sul contrasto armonico di vari toni di tasselli di legno di tavolo-tondo-intarsiato-3diverse qualità, ma anche lamine metalliche, argento, scagli di madreperla, avorio, tartaruga, etc… Questa tecnica in genere è eseguita dall’intarsiatore, ma anche da un ebanista esperto nel disegno, i quali eseguono tagli con l’ausilio di seghetti finissimi, seguendo tutte le sinuosità, le svolte e le morbidezze del disegno ed ottenendone vari pezzi, detti “cavature”, talora anche minutissimi, che costituiscono le “tessere” per la ricostruzione del disegno originale.

Questo capolavoro di ebanisteria risale alla metà dell’ottocento, è di area emiliana, probabilmente Rolo. Proveniente da una famiglia milanese, è stato restaurato e lucidato dal nostro laboratorio. Il gioco dell’intarsio ed il cromatismo delle essenze  è stato esaltato dalla lucidatura,  tecnica eseguita con gommalacca a tampone e pomice, realizzata stendendo la gommalacca sul legno con l’uso del tampone.

Gen 26

Lo stile Liberty

levriero_con_bambina_scultura_art_dco_3426_org_lLo stile Liberty (1895 – 1914) è un’espressione che è nata contemporaneamente in molti paesi come Francia, Germania, Inghilterra e Scozia ma indipendentemente l’uno dall’altro con una nuova concezione di vivere l’arte. Questo stile, con il quale generalmente si intende definire l’intera produzione eseguita nell’arco compreso tra l’ultimo decennio dell’Ottocento e i primi venti anni del Novecento, nella realtà in Francia assume il nome di Art Noveau, in Austria di Secession Art, in Germania di Jugendstil, in Inghilterra di Modern Style, in Spagna di Arte Joven, in Italia di Floreale.

Per quanto riguarda il mobilio, viene ravvivato di intarsi, talvolta bizzarri ma sempre riguardo la natura, ora assunta come protagonista indiscussa dell’equilibrio tra uomo e creato; vengono ridotti al minimo le finiture bronzee. L’arredo qui diventava sempre più ricco e sontuoso, pieno di ghirigori e dettagli affascinanti e graziosi, praticamente artistici. Nei mobili, già resi mirabili da una sperimentazione formale in cui vi erano anche delle modifiche delle onde sinuose e luminose, vengono introdotti nella marqueterie antichi proverbi, versi letterari, brani di poesia. Sostanzialmente le caratteristiche dello stile Liberty nell’arredo è il gusto floreale-naturalistico, con decorazioni talvolta di tipo zoomorfe.